Zaia: feste e assembramenti, così non va. Variante indiana sotto controllo
84 positivi, il virus c'è ancora. Over 80 vaccinati al 99%

Mercoledì 16 Giugno 2021 di Redazione Web
Il governatore Luca Zaia con l'assessore Lanzarin (a sinistra) e la dottoressa Ricci
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Il governatore Luca Zaia fa il punto oggi, 16 giugno, dalla sede della Protezione civile di Marghera sulla diffusione del coronavirus in Veneto, sulla variante Delta, e sulle vaccinazioni dopo le rassicurazioni del generale Figliuolo, commissario straordinario per l'emergenza, sulla sostenibilità del piano malgrado il caos venutosi a creare su Astrazeneca, sui cambiamenti per i vaccini a vettore virale e sulle modalità di somministrazione del mix di preparati vaccinali. Al punto stampa partecipano l'assessore alla salute Manuela Lanzarin e la dottoressa Antonia Ricci, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Il bollettino

84 positivi nelle ultime 24 ore,  a conferma che il virus c'è ancora (0,33% di incidenza). I positivi da febbraio 2020 sono 424.792, metà dei quali non ha avuto sintomi. Il 95% dei sintomatici è stato curato a casa. I ricoverati totale sono 372 (-45) di cui in area non critica 326 (-42), in terapia intensiva 46 (-3).  Un morto nelle ultime 24 ore. Ieri sono state fatte oltre 47.000 vaccinazioni.

Vaccinazioni

«Sono volontarie, nessuno è obbligato a farle, voglio ricordarlo ancora una volta.

Ad oggi tra prenotati e già vaccinati questi sono i numeri in Veneto, per classi di età. Gli slot sono tutti aperti. 

Sopra gli 80 anni vaccinati al 99,1%;

dai 70 ai 79 anni vaccinati al 88,5%

dai 60 ai 69 anni all'81,9%

dai 50 ai 59 anni al 71,6%

dai 40 ai 49 anni al 59,6%

dai 30 ai 39 anni al 44,6%

dai 20 ai 29anni 48,4%

Sotto i 20 anni al 25,4%

Movida violenta e discoteche

«Ho sentito del caso Jesolo. Sarebbe interessante capire se questo tipo di movida si è estesa anche ad altre località balneari oppure no. Sono comportamenti che non hanno giustificazione. Sarebbe ora di riaprire le discoteche anche se a livello nazionale vengono considerate ancora un problema. Se l'alternativa alla discoteca sono le decine di assembramenti volontari che avvengono ovunque in spiaggia, sulla rive dei fiumi ecc..., assembramenti tollerati da molti comuni. Le immagini le vediamo tutti girare su telefonini e social, ma allora dico che proprio non ci siamo».

Sequenziazioni prossima sfida

«Penso che dobbiamo obbligare tutti a fare le sequenziazioni: il virus prima colpiva come un carro armato, adesso colpisce come un cecchino - ha rimarcato Luca Zaia - La vera sfida adesso è investire sulle sequenziazioni che danno la carta di identità del virus. E' quello che vogliamo fare qui: la dottoressa Ricci sta lavorando per costruire un polo internazionale. A livello nazionale bisogna stabilire un benchmark, cioè un parametro per stabilire quante sequenziazioni vanno fatte. Per me la percentuale adottata dagli inglesi (10%) è troppo bassa».

Variante Delta 

La dottoressa Ricci: «Seguire l'andamento delle varianti è fondamentale soprattutto in fase di vaccinazioni come l'attuale. Oggi non c'è una preoccupazione reale. Anche la variante Delta di cui si parla molto è tenuta sotto controllo dalle vaccinazioni, ma va detto che tutti i vaccini sono efficaci rispetto a tutte le varianti. La variante Delta (che è una variazione della variante Indiana) si è sviluppata moltissimo in Inghilterra: la caratteristica delle indiane è che sono molto contagiose, rispetto ad altri virus in circolazione a livello mondiale. In Inghilterra la crescita della variante indiana non corrisponde ad una crescita altrettanto forte di malati e casi gravi da ricovero in ospedale. Comunque la variante Indiana e la Delta sono arrivate da noi in Italia nella stagione estiva dove la circolazione del virus è molto ridotta e dove la campagna vaccinale sta procedendo su una buonissima strada. Quindi non dovrebbero svilupparsi da noi come lo hanno fatto in Inghilterra».

Variante indiana in Veneto

«Il Veneto ad oggi ha depositato 1082 sequenze nel database nazionale, siamo la regione che ne ha fatte di più. Tra queste abbiamo trovato la variante del Camerun e quella egiziana, ma quella prevalente (94%) è l'inglese. C'è anche una cinquantina di casi di variante Indiana-Delta, la maggior parte fa riferimento ad un unico focolaio sviluppatosi in provincia di Treviso in uno stabilimento produttivo. Ad oggi non vi so dire se la variante indiana sta crescendo nel nostro territorio, ma mi verrebbe da dire che no, non sta crescendo. Lo sapremo il prossimo mese».

 

Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA