Lavoro rifiutato? «Sì, lo confesso, e a 44 anni ho anche chiesto il reddito di cittadinanza. E ora vi spiego il perché»

Mercoledì 29 Marzo 2023
Lavoro rifiutato - Foto di Andrea Natali su Unsplash

Torniamo a parlare di lavoro rifiutato dai giovani, e aggiungiamo un argomento che riscalda gli animi di molti, ossia il reddito di cittadinanza. A introdurre questo tema è la lettera arrivata a redazioneweb@gazzettino.it da un uomo di 47 anni che ha iniziato a percepire il sostegno a 44 anni. Il suo nome è Giuseppe e racconta per filo e per segno la sua storia e tutti i motivi che lo hanno portato, oramai esasperato, a chiedere il contributo statale.


Mi chiamo Giuseppe,

ho 47 anni e, da dicembre 2019, sono un percettore del Reddito di Cittadinanza. Vi chiederete: perché un uomo di 44 anni ha presentato la domanda per il RdC?


Prima di tutto lo sfruttamento

Innanzitutto perché, a quasi 44 anni, mi ero stancato di dover sottostare ancora alle condizioni di alcuni pseudo-imprenditori senza scrupoli, ossia accettare lavori a nero (o, nella migliore delle ipotesi, con “finti” contratti part-time) da 700/800 euro al mese per 44/48/52 e più ore settimanali, senza una busta paga, senza contributi previdenziali (o, nel caso di un contratto part-time, con una busta paga e con contributi versati su 700 euro al mese, nonostante si lavorasse da mattina a sera), senza percepire un centesimo per lavoro straordinario e/o festivo, senza alcun tipo di benefit o agevolazioni e, quindi, con costi per pranzo, carburante, eventuali pedaggi per autostrada/tangenziale, parcheggi, etc, totalmente a carico del dipendente.

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Per non parlare delle finte Partite Iva

Oppure accettare proposte di lavoro “a prospettiva di guadagno”, con tanto di apertura di Partita IVA, per intraprendere la "carriera" di "procacciatori di affari (e/o clienti) occasionale" e svolgere, di fatto, lavori che di occasionale hanno soltanto l'eventuale retribuzione (rigorosamente su base provvigionale e dalla quale sottrarre, oltre ai suddetti costi per pranzo, carburante, etc, anche quelli per la manutenzione dell’auto, le tasse e i contributi INPS) e che spesso, dietro la facciata della collaborazione di natura "autonoma", nascondono un vero e proprio rapporto di natura subordinata, con tanto di mansioni e orari da lavoratore dipendente ma senza alcun onore da parte della ditta.


Non tutti hanno una salute di ferro

E poi c'è un problema personale, ossia il fatto che dal '92 io sia affetto da psoriasi e dal 2005 anche da artrite psoriasica. Questo comporta che io debba curarmi e assentarmi dal lavoro per motivi medici certificati. 


Il colloquio beffa prima di decidere di chiedere il RdC


Vorrei precisare che, un mese prima di presentare la domanda per il RdC, avevo sostenuto un colloquio di lavoro con una nota azienda, dove mi fu proposto un "contrattino part-time" da 700 euro al mese per lavorare dalle 9:00 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:00 dal lunedì al sabato. Si tenga presente che la sede di lavoro era in una zona non raggiungibile con i mezzi pubblici. Inoltre, non essendoci la possibilità di parcheggiare in strada, avrei dovuto portare l'auto in un garage a pagamento, a mie spese. In soldoni sarei dovuto uscire di casa alle 7:30 per farvi rientro la sera alle 21:00 circa per 700 euro al mese, da cui sottrarre i soldi per il carburante, il pranzo, l'acqua, il caffè, il parcheggio nonché eventuali pedaggi per autostrada/tangenziale: praticamente mi sarebbero restati all’incirca 350 euro al mese!
Ho rifiutato. Ma dico di più, proprio grazie al Reddito di Cittadinanza ho potuto rifiutare questa e tante altre indecenti "proposte di lavoro", senza avrei dovuto accettare e sottostare alle loro assurde condizioni.

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Chi ruba davvero? 

Se Tizio ruba un'automobile o qualsiasi altra cosa di valore viene giustamente arrestato; se un datore di lavoro sottopaga i propri dipendenti riconoscendo loro retribuzioni da lavori part-time da 24-30-36 ore settimanali facendoli però lavorare dalle 44 alle 55 ore a settimana (privandoli così non soltanto di una retribuzione dignitosa ed equa ma anche di tempo che verrà giocoforza sottratto alla famiglia, ai loro affetti, alle cure, alle proprie passioni), non li sta di fatto “derubando”? E se li retribuisce con paghe da part-time facendoli però lavorare più di un full-time, non sta derubando anche il Fisco, l’Erario e l’Inps dal momento che tasse e contributi vengono versati su retribuzione da 700/1000 euro? E perché uno che ruba due volte (ai dipendenti e allo Stato) non finisce in galera al pari chi ruba un’automobile? Misteri italiani!

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Flat-Tax, questo serve, mica abolire il Rdc


E' vero, il Reddito di Cittadinanza così com'è stato impostato non funziona e, a mio modesto avviso, per funzionare bene doveva essere introdotta di pari passo anche la Flat-Tax, in modo da consentire alle aziende di risparmiare sulle tasse e poter così investire sulla forza lavoro pagando il giusto il personale. Tuttavia, non comprendo le ragioni di chi, anziché battersi per far introdurre la Flat-Tax (o, comunque, per far abbassare le tasse alle imprese) si batte per far abolire il RdC, ponendo così, migliaia di cittadini nella condizione di dover per forza di cose accettare lavori e retribuzioni da terzo mondo!

Certo, c’è chi ne approfitta, chi percepisce il Reddito e poi va a lavorare a nero per assicurarsi una doppia entrata, ma non tutti sono disonesti


Colloqui surreali

In uno dei tantissimi colloqui di lavoro sostenuti, tralasciando il fatto che non mi era stata garantita la regolare assunzione sin dal primo giorno (avevo fatto presente che, in quanto percettore di Reddito di Cittadinanza, non potevo assolutamente lavorare a nero, nemmeno durante l’iniziale “periodo di prova”...), mi era stata prospettata una retribuzione di circa mille euro al mese per un totale di 44,5 ore di lavoro settimanali (otto ore al giorno dal lunedì al venerdì e quattro ore e mezza il sabato mattina). Ho fatto notare al mio interlocutore che mille euro al mese sarebbero una retribuzione equa per un lavoro da 30 ore settimanali, non 44 e mezzo e che accettare quel lavoro, con quella retribuzione e quegli orari, voleva dire lavorare gratis per 14,5 ore settimanali, ossia 754 ore l'anno che, in soldi, equivalgono circa a 5650 euro l'anno (senza considerare la quota di contributi previdenziali perduta…), che in cinque anni di lavoro sono oltre 28mila euro (più o meno il costo di un'auto nuova di segmento C). A quel punto, provocatoriamente, ho chiesto se lui sarebbe stato disposto a regalarmi, ogni cinque anni, un'auto nuova dal valore di oltre 28000 euro e lui, ovviamente, ha risposto di no; allora gli ho chiesto per quale motivo avrei dovuto regalare io a lui oltre 28000 euro di lavoro non retribuito ogni cinque anni... E lui non mi ha saputo rispondere. In un successivo colloquio gli orari di lavoro erano addirittura di 48 ore settimanali (otto ore e mezza dal lunedì al venerdì e cinque e mezza il sabato!) sempre per una retribuzione di circa mille euro (ossia meno di 4,80 euro l’ora): in tal caso le ore di lavoro “gratis” a settimana salivano addirittura a 18, ossia 936 l’anno (pari ad un “danno economico” di oltre 7000 euro in un anno di lavoro)! Racconto ciò per fare capire che io non ho rifiutato, come qualcuno potrebbe essere indotto a pensare, lavori da 1000 euro al mese circa, bensì ho rifiutato di lavorare “gratis et amore dei” per 14,5/18 e più ore a settimana, ossia 754/936 ore l’anno (o ancora di più nel caso di retribuzioni inferiori!). Del resto lavorare dalle 44 alle 54 e più ore a settimana in cambio di 7/800, massimo 1000 euro al mese, equivale a percepire dai 3,25 ad un massimo di 5,25 euro l’ora e ciò non solo è mortificante/deprimente ma anche… “anticostituzionale”, dal momento che i primi due comma dell’art. 36 della Costituzione Italiana recitano testualmente: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge”.

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo, 12:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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