Diplomate magistrali, «Noi precarie della scuola vittime di una beffa»

Diplomati e magistrali, «Noi precarie della scuola vittime di una beffa»

di Marina Lucchin

PADOVA  - Un sogno infranto. Avevano ottenuto il contratto a tempo indeterminato all'inizio dell'anno scolastico, ma con tutta probabilità 370 maestri padovani verranno licenziati a giugno. E da settembre torneranno nel girone infernale del precariato, con contratti di supplenza annuali. Rabbia, amarezza e indignazione. Così descrivono il loro stato d'animo alcuni degli insegnanti che dopo l'ultima sentenza sui diplomati magistrali del Consiglio di Stato, che respinge il loro inserimento nelle Graduatorie a esaurimento, ora si trovano nel limbo: dovranno continuare a lavorare come nulla fosse fino alla fine dell'anno scolastico, ma sanno già che a giugno rimarranno di nuovo a casa.
 


A raccontare come stanno vivendo questa situazione sono Bernardina Brodella, 38 anni madre di due bambini, Mara Avenia, 36 anni e con tre figli, e Chiara Pizzamano, 37 anni e due bimbi a casa. Sono arrabbiate e demoralizzate perché dopo anni e anni di contratti precari, pensavano di aver trovato la stabilità. Invece nulla. «Quando ho avuto la notizia che sarei stata assunta a tempo indeterminato non ho nemmeno potuto gioire - spiega Chiara, che non si era illusa nemmeno per un momento di poter mettere la parola fine alla sua storia infinita - Sapevo, come le mie colleghe, che il futuro era legato alla sentenza dell'adunanza plenaria. Eravamo contente, ovviamente, ma il pensiero era sempre a quello che sarebbe potuto succedere. Ed è effettivamente successo, alla fine».
INSICUREZZA
Una sensazione di insicurezza che ha influenzato ancora le scelte personali e della famiglia: «Tanto per dire - continua Chiara - dovevo comprarmi l'auto nuova che mi sarebbe servita per andare a lavorare, ma non l'ho fatto perché temevo sarei potuta rimanere a casa da un giorno all'altro».
UNA DOCCIA FREDDA
Una manciata di giorni prima di Natale, ecco la doccia fredda: «Proprio un bel regalo - evidenzia Bernardina, anche lei relegata da una vita nelle graduatorie a esaurimento - Sono indignata per come siamo trattate. Hanno fatto il passo più lungo della gamba, offerto contratti a tempo indeterminato senza sapere se si potesse fare davvero. Alla fine, dopo questa sentenza, sapete cosa succederà? Che torneranno a chiedere sempre a noi diplomate magistrali di coprire i buchi, perché non ci sono abbastanza laureati in Scienze della Formazione per poter garantire l'insegnamento ai bambini della primaria. Le università di Padova e Verona ne sfornano circa 400 all'anno e non bastano a coprire i diplomati magistrali del Veneto».
COSA SUCCEDERÁ?
Ora chi aveva in mano il contratto a tempo indeterminato dovrà fare finta di nulla e continuare a insegnare finché non saprà cosa succederà. Anche se è facile prevedere la conclusione di tutto questo: «Il pensiero va ai nostri alunni, che non avranno continuità nell'insegnamento - sottolinea Mara - Noi probabilmente perderemo il posto a giugno, ma visto che non ci sono insegnanti in graduatoria, chiameranno di nuovo noi a settembre. Non per un tempo indeterminato ma per una supplenza annuale. Per lo Stato siamo idonee solo a un contratto precario evidentemente. Intanto chi ci rimette sono i bambini nel momento più fondamentale della loro crescita».
TUTTO IN SOSPESO
«La precedente sentenza del Consiglio di Stato era stata positiva per i 2.300 ricorrenti. E questo ci aveva rassicurato. Poi questa batosta - chiude Chiara - che ci ha veramente abbattute. Ci siamo impegnate fino ad ora, in quest'anno di prova, non pensando a quel che ci sarebbe successo, ma ai bambini che seguiamo. La sentenza a ridosso del Natale ha messo in crisi numerose famiglie che stavano facendo progetti per il futuro. Stavamo iniziando a dare un indirizzo preciso alle nostre vite, finora rimaste in sospeso, invece va tutto di nuovo all'aria. Io ho iniziato a insegnare da 17 anni, ho una preparazione per fare questo mestiere e tutto questo non è stato valutato. Ho studiato, mi sono impegnata ogni giorno, ho fatto il mio lavoro nel migliore dei modi, per me, ma soprattutto per i bambini».
Marina Lucchin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Venerdì 29 Dicembre 2017, 05:04






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5 di 8 commenti presenti
2018-01-03 00:04:23
In passato il MIUR non si è comportato correttamente cambiando più volte le carte in tavola nei confronti dei diplomati magistrali e non bandendo più concorsi, nel 2012 e nel 2016 però ne sono stati fatti due a cui i diplomati magistrali hanno potuto partecipare sperando di ottenere meritocraticamente il ruolo. C'è chi l'ha vinto concorrendo da diplomato insieme a molti laureati. E'giusto che il diploma ante 2001 permetta la partecipazione ai concorsi,ma poi il ruolo deve essere assegnato grazie al superamento di essi. Perchè c'è chi dovrebbe attendere un concorso e chi può sorpassare tutti grazie ad un ricorso?
2017-12-30 07:55:39
esistono delle alternative. basta saperle cercare.
2017-12-29 21:35:15
Dispiace per queste persone, ma un geometra non potrà mai fare il lavoro di un architetto, un ragioniere mai quello di un dottore commercialista, un infermiere mai quello del medico, una maestra mai quello di una professoressa. Per formare i bambini ed i ragazzi necessita una laurea di spessore, quelle 10 circa che ancora possono chiamarsi laurea (architettura ingegneria medicina giurisprudenza economia e commercio lettere lingue e poche altre).
2017-12-29 13:06:31
Secondo una vostra collega non esiste Babbo Natale Allora non esiste nemmeno il posto fisso statale e nemmeno tutte le altre frottole che vi hanno raccontato dal PD
2017-12-29 13:04:56
Il bello (si fa per dire) è che invece per esser ministro dell'istruzione non solo non servono titoli ma ci si può anche inventarseli e farla franca, vero ministra Fedeli?