La Sposa, ambientata a Vicenza ma girata in Piemonte? Perché? Cosa c'è dietro la scelta dei produttori. Polemica con la Film Commission del Veneto

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Angela Pederiva
La Sposa è stata girata in Piemonte? La Film Commission del Veneto replica: «Non ci hanno contattati, un'anomalia ma meglio così...»

La fiction di Rai 1 parla di Vicenza ma è stata girata fra Torino e Vercelli. La Film Commission replica alle critiche: «Siamo attivi da due anni, altrove relazioni più consolidate. Ma viste le polemiche sugli stereotipi, non ci dispiace. Qui produzioni in aumento».


La Sposa, girata in Puglia e Piemonte


La storia è ambientata tra la Calabria e il Veneto, ma le scene sono state girate in Puglia e in Piemonte. Miracolo delle Film Commission targate, rispettivamente, Apulia e Torino. Passi per la struttura con sede a Catanzaro che è commissariata, ma com'è che quella con base a Mestre si è fatta scappare un successo televisivo qual è La sposa? «Evidentemente ci sono Film Commission molto forti, mentre quella del Veneto dimostra di avere ancora molta strada da fare», ha dichiarato Gian Piero Brunetta, professore emerito di Storia e critica del cinema all'Università di Padova. Luigi Bacialli e Jacopo Chessa, che ne sono rispettivamente il presidente e il direttore, rispondono però così al rilievo: «Quella produzione ha deciso di girare altrove, probabilmente per rapporti consolidati con le altre realtà, ma nei nostri due anni di attività abbiamo registrato una notevole crescita e non ci riteniamo certo deboli».


Film Commission veneta esclusa?

Chiosa in particolare Bacialli: «Non possiamo sapere cosa fanno i produttori nelle altre regioni, la miniserie di Rai 1 è stata completamente fuori dai nostri radar e noi l'abbiamo saputo ormai a cose fatte». Punge al riguardo Chessa: «Alla luce delle polemiche scoppiate a proposito degli stereotipi sull'arretratezza e sul maschilismo, sono felice che non ci abbiano contattati...». Ma non è un'occasione persa per il Veneto, come sostiene Brunetta, il mancato coinvolgimento della locale Film Commission? «Indubbiamente è un'anomalia, ma non è la prima volta che succede e comunque noi stiamo lavorando con tante altre produzioni, da Bassano del Grappa a Treviso, dal Delta del Po a Verona», risponde il presidente. Aggiunge il direttore: «Non parlerei di un'opportunità mancata. Chiaramente c'è una concorrenza virtuosa tra le varie Film Commission, perché ognuna cerca di portare le varie storie nel proprio territorio. Ma sono contento che raramente il Veneto venga utilizzato per raccontare altri luoghi, perché le nostre città sono molto riconoscibili e questo per noi è un grande vantaggio competitivo. Se altri lo fanno, come ad esempio i colleghi del Piemonte e della Puglia, per noi è pubblicità in più fatta da qualcun altro...».



Questa è una delle due finalità delle Film Commission: attirare turisti nelle aree delle riprese, come succede ad esempio in Cadore, con il tangibile aumento delle presenze dopo che il Veneto ha soffiato all'Alto Adige la fiction Un passo dal cielo. Ma va detto che quella è una storia priva di riferimenti territoriali, mentre La sposa parla espressamente del mondo rurale vicentino, che tuttavia è stato ricreato nelle province di Torino, Alessandria e Vercelli. Un po' com'era accaduto con il biopic su Roberto Baggio, Il Divin Codino, girato in Trentino anziché attorno a Caldogno. In questo modo non viene centrato il secondo obiettivo della Film Commission: favorire la ricaduta economica sulle zone del set, calcolata con un effetto moltiplicatore di 1 a 6 (per ogni euro investito, si stima che ne vengano generati sul territorio sei volte tanti). Due scopi che la Fondazione, costituita dalla Regione, si propone di raggiungere con altrettanti tipi di Fondi: per la produzione e per lo scouting.

Finanziamenti europei per serie tv e film

Il primo consiste nel sovvenzionamento diretto delle opere, attraverso un contributo (fino a 200.000 euro per i lungometraggi e le serie, fino a 30.000 per i corti e i documentari) tratto dai finanziamenti europei, che nel 2020 per il Veneto ammontavano a 5 milioni e nel 2021 a 1,5, mentre nel 2022 dovrebbero attestarsi sui 3. Il secondo sostegno consiste invece nella consulenza finalizzata alla ricerca dei luoghi, al rilascio dei permessi, al soddisfacimento delle necessità logistiche, al reperimento delle maestranze. «Nel 2020 abbiamo collaborato con 20 produzioni specifica il direttore Chessa e nel 2021 abbiamo avuto contatti con 150, fra cui quelle di Un amore di Natale girato a Chioggia e Le mie ragazze di carta ambientato a Treviso. Non tutte, però, chiedono soldi. Anzi, a volte li rifiutano proprio, com'è stato per Ripley, attualmente in corso a Venezia. Si tratta di una serie da decine di milioni di dollari, per cui un contributo di 200.000 euro sarebbe solo un intoppo burocratico. Ma per quattro settimane noi diamo supporto logistico a centinaia di persone fra attori e tecnici, con una ricaduta sulla città pari a cinque lungometraggi medi».

 

Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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