«Immunità di gregge, raggiunta in Val Gardena»: mille test fatti dal medico guarito dal coronavirus

Sabato 18 Aprile 2020
«Immunità di gregge, raggiunta in Val Gardena»: mille test fatti dal medico guarito dal coronavirus
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BOLZANO - Ortisei in Val Gardena ha già acquisito una parziale immunità di gregge nei confronti del coronavirus. Lo afferma il dottor Simon Kostner che, come volontario, sta effettuando dei test sierologici nel centro salute e benessere Balance dell'hotel Adler di Ortisei. Dapprima concepiti per il personale dell'albergo i test ora sono stati estesi alla popolazione con un contributo spese di 30 euro a persona. Finora sono state testate 456 persone fra i 20 e i 59 anni d'età e si è scoperto che il 49% è risultato positivo.

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Forse, anche inconsapevolmente, queste persone hanno contratto il coronavirus, visto che due terzi dei testati ha detto di non aver avuto sintomi. I test messi a disposizione dal proprietario dell'hotel Adler, Klaus Sanoner, sono 1.000 e sono stati importati dalla Cina.  Accanto al dottor Kostner, che peraltro era stato gravemente colpito dal virus ed ora è guarito, a fare le analisi ci sono anche altri due suoi colleghi, medici di base ed una infermiera. Giornalmente vengono effettuati 100 i test.

«Alla fine della prossima settimana contiamo di terminare con i test», spiega il dottor Kostner al Dolomiten. I test vengono fatti all'entrata del centro Adler Balance da medici ed infermieri con tutti i dispositivi di sicurezza del caso. Secondo Kostner la possibilità che in Val Gardena si sia già raggiunta una certa immunità di gregge è alta: «Si suppone che a Selva gli immuni siano ancora di più che ad Ortisei», così Kostner.

LA CAMERA DI COMMERCIO
La Camera di Commercio spinge per avere test sierologici a tappeto su tutta la popolazione altoatesina. La presa di posizione di Michl Ebner arriva un sabato pomeriggio dopo il comunicato (anticipato dalla Dolomiten, edito da quella Athesia proprietà del presidente della Camera di Commercio) del centro privato di benessere e salute Balance, dell’Hotel Adler di Ortisei. L’hotel ha comunicato che, sulla base di oltre 400 test sierologici, metà del campione avrebbe già sviluppato anticorpi. E quindi, avrebbe già contratto il virus. E quindi, secondo i promotori e il Presidente della Camera di Commercio sarebbero letteralmente «immuni al virus». La sperimentazione di Ortisei viene condotta dal dottor Simon Kostner. Dapprima concepiti per il personale dell’albergo i test ora sono stati estesi alla popolazione con un contributo spese di 30 euro a persona. Finora sono state testate 456 persone fra i 20 e i 59 anni d’età e si è scoperto che il 49 percento è risultato positivo.

I test messi a disposizione dal proprietario dell’Hotel Adler, Klaus Sanoner, sono 1.000 e sono stati importati dalla Cina. Accanto al dottor Kostner, che peraltro era stato gravemente colpito dal virus ed ora è guarito, a fare le analisi ci sono anche altri due suoi colleghi, medici di base ed una infermiera. Giornalmente vengono effettuati 100 test.

I test sierologici in sperimentazione a Ortisei non convincono il presidente Kompatscher che nel corso della conferenza stampa si è mostrato molto prudente. E anche a seconda di numerosi esperti come Andrea Crisanti non offrono nessuna sicurezza: «Non se ne parla nemmeno del patentino immunologico, è una fantasia – sentenzia il professore che ha sviluppato il metodo che difeso il Veneto dal coronavirus -. Non ci sono le basi scientifiche, non esiste nessun dato scientifico che possa sostenerlo, non esiste nessuna prova che le persone che hanno anticorpi siano coperte e se lo sono non sappiano per quanto tempo, perché il livello di anticorpi cambia nel tempo, non c’è nessuna certezza . Questo è stato un elemento di grande confusione». Insomma i test sierologici sono utili e interessanti per capire l’evoluzione epidemiologica ma non offrono alcuna certezza se il singolo possa o meno riammalarsi.

Il Presidente della Camera di commercio Michl Ebner chiede però che i test vengano immediatamente messi a disposizione dell’intera popolazione su tutto il territorio. «L’economia altoatesina vuole – e deve – riprendere a lavorare quanto prima; il danno reale è già molto consistente. Per poter pianificare il lavoro occorrono certezze. A tal fine non basta sottoporre al test Covid-19 solo i pazienti sintomatici, bensì occorre un intervento molto più ampio. Dai test rapidi utilizzati a Ortisei è emerso che quasi il 49 percento delle 456 persone testate presenta un’immunità al Coronavirus. Per la cosiddetta immunità di gregge occorre raggiungere l’80 percento; in tal caso il virus si autoestingue in quanto non trova più canali di contagio. Già da settimane la Camera di commercio chiede l’impiego di test sugli anticorpi per una fascia rappresentativa della popolazione. Occorre mettere immediatamente a disposizione i mezzi necessari e organizzare la somministrazione dei test a tutti i cittadini. È noto che in Alto Adige vengano effettuati più test che nelle regioni circostanti, fatta eccezione per il Tirolo. L’azienda sanitaria ha anche già ordinato test rapidi per verificare la presenza di anticorpi. Questi saranno impiegati inizialmente per i collaboratori della Croce Bianca, per il personale sanitario e nelle residenze per anziani. Tuttavia, ciò dovrà essere solo l’inizio: occorre un grande numero di test rapidi da effettuare su un’ampia fascia di popolazione su tutto il territorio. Anche le aziende potrebbero sottoporre i propri dipendenti a queste analisi su base volontaria. In questo modo si eviterebbe di dover isolare tutta la popolazione, chiudendo in casa anche persone sane senza che possano svolgere un’occupazione per sostentarsi», sottolinea il Presidente della Camera di commercio Michl Ebner.

Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA