Zaia stronca Renzi: «Votare presto, Pd-M5s farebbero una manovra nemica di autonomia e imprese»

Domenica 11 Agosto 2019
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VENEZIA - «Ma ve l'immaginate una manovra economica fatta da Renzi e da Grillo? Ci sarebbe da ridere se non fosse una prospettiva drammatica». Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, commentando l'ipotesi di un governo istituzionale rilanciata dall'ex segretario del Pd, Matteo Renzi. «Proviamo a immaginare questa manovra - ha proseguito Zaia -: nessuna riduzione del fisco perché bisognerebbe continuare a finanziare gli spreconi di ogni risma e colore. Parliamo, per capirci, del capo di quel governo che impugnò alla Consulta la legge veneta e si oppose fino all'ultimo giorno alla celebrazione del referendum sull'autonomia, e di quella forza politica che ha impedito in ogni modo una intesa sull'autonomia differenziata. Poi arriverebbero dei robusti tagli orizzontali alla spesa pubblica, con gli spreconi del Sud che brinderebbero perché hanno ancora grasso (soldi) da consumare, mentre per le Regioni virtuose del Nord che hanno saputo spendere sarebbe il tracollo, in attesa che dal 2011 qualcuno si decida a varare i costi e i fabbisogni standard».

«Nessun taglio - ha proseguito Zaia - agli adempimenti che gravano sulle imprese con lacci e lacciuoli allucinanti. Anzi, sempre più oneri per le imprese perché la cultura del Pd e dei 5S è da un lato il trionfo del formalismo e delle regole inutili, dall'altro la concezione che chi fa impresa è comunque da combattere applicando l'equazione "a una carriola di terra corrisponde una tangente", con una simpatica criminalizzazione dei ceti imprenditoriali che hanno fatto grande il Nordest e alimentato l'economia italiana. E non parliamo poi dei poveri risparmiatori travolti dal crac delle popolari, per i quali il centrosinistra aveva stanziato un centinaio di milioni contro il miliardo finalmente voluto e imposto da Salvini e dalla Lega; non parliamo di cosa accadrebbe alla Tav Brescia- Padova, alla Pedemontana veneta, a tutte le infrastrutture di cui il Nord produttivo ha bisogno come dell'acqua». Secondo Zaia, infine, «il bello sarebbe che il tanto temuto spread non calerebbe, come non è mai calato in anni di governo di centrosinistra e di Pil dello zerovirgola, perché la verità è che oggi persino le temutissime agenzie di rating hanno applaudito alla prospettiva di una manovra radicale di abbassamento delle pressione fiscale. Bisogna aggiungere altri argomenti? Bisogna andare a votare, e presto. Per questo motivo confidiamo tutti nella visione e nell'equilibrio del Presidente della Repubblica - conclude - che saprà essere come sempre giusto interprete dello spirito e della lettera della Costituzione». 
Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA