Giovani medici, la Lega è pronta a tirare dritto: norme in aula martedì

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Angela Pederiva
Giovani medici, la Lega è pronta a tirare dritto: norme in aula martedì

VENEZIA - Sui corsisti in Medicina generale e sugli specializzandi in Pronto soccorso, martedì prossimo in Consiglio regionale gli zaian-leghisti tireranno dritto. È l'orientamento emerso ieri dalla commissione Sanità, dove si sono svolte le audizioni dei rappresentanti dei camici bianchi, richieste la settimana scorsa dall'opposizione rosso-giallo-verde. Maggioranza e minoranza leggono la seduta con sfumature diverse, ma il dato di fatto è che il punto rimasto sospeso verrà riaperto, con l'obiettivo di arrivare alla rapida approvazione delle norme volute dal presidente Luca Zaia e difese dall'assessore Manuela Lanzarin.


LE PROPOSTE
In sintesi, le proposte che fanno più discutere sono due. Da una parte, la possibilità per gli iscritti ai corsi di formazione per diventare medici di famiglia di avere già dal primo anno fino a 1.000 assistiti, elevabili a 1.200 al secondo e al terzo anno, con una retribuzione aggiuntiva rispetto alla borsa di studio, la presenza del tutoraggio e il riconoscimento dell'attività come tirocinio. Dall'altra, la facoltà per gli specializzandi di lavorare nei servizi di Urgenza ed emergenza con contratti libero-professionali o di collaborazione, l'opportunità per i non specializzati che hanno almeno 4 anni di esperienza in quei reparti di essere stabilizzati con concorso, l'opzione per gli ospedalieri già dipendenti di essere pagati 100 euro lordi l'ora per le prestazioni aggiuntive sempre in Pronto soccorso e Anestesia-Terapia intensiva.


I SINDACATI
Per quanto riguarda i medici di base, i sindacati hanno evidenziato la necessità di mettere al centro la formazione dei giovani e di essere parte attiva nella riorganizzazione della medicina territoriale. «Riconosciamo che c'è un'emergenza di personale e che cambiamenti profondi sono all'esame del Parlamento dice Maurizio Scassola (Fimmg) ma il Veneto non può fare fughe in avanti senza riflettere con la categoria sui problemi e sulle soluzioni. Per esempio non basta prevedere i tutor per i giovani medici: bisogna anche assicurare che quelle figure siano presenti in numero adeguato, soprattutto nelle aree più disagiate, altrimenti i colleghi si sentono abbandonati e fuggono verso le Scuole di specializzazione». Quanto al Pronto soccorso, secondo le organizzazioni degli ospedalieri l'inserimento degli specializzandi deve avvenire con cautela. «Consideriamo estremamente rischiosa afferma Giovanni Leoni (Cimo) l'immissione degli iscritti al primo anno in un ambiente così complesso, caratterizzato anche da episodi di aggressione e da un'utenza molto variegata, per cui serve un adeguato apprendistato dal punto di vista non solo medico ma anche relazionale e normativo. Chiediamo poi che i 100 euro per le prestazioni aggiuntive riguardino pure i reparti di Medicina e Chirurgia generale, che per statistica dopo Pronto soccorso e Anestesia sono quelli che lavorano di più in urgenza».


IL 17 MAGGIO
Cosa succederà in aula il 17 maggio? Sonia Brescacin (Lega-Liga), presidente della commissione Sanità, assicura un rapido esame del progetto di legge alla luce di queste consultazioni: «Ciò che ne emerge è un sostanziale accordo degli auditi sulle proposte della Giunta che sono il frutto di un lavoro importante svolto in questi mesi e rappresentano una risposta concreta alla necessità, anzi urgenza, di intervenire con soluzioni alle esigenze dei cittadini, che rafforzano il sistema sanitario pubblico e che sono attese dal mondo medico che lavora nel sistema pubblico». Anna Maria Bigon, Francesca Zottis e Vanessa Camani (Partito Democratico), Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), Cristina Guarda (Europa Verde) e Arturo Lorenzoni (Misto) rivendicano il merito di aver determinato «il ripristino di un metodo di confronto e l'emergere di nodi che devono essere sciolti prima di assumere ogni decisione». E siccome gli emendamenti della giunta Zaia potrebbero essere riproposti tali e quali, l'opposizione annuncia: «Non esiteremo a presentare i nostri correttivi». Per farli passare, però, bisognerà avere i numeri.
 

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