Aperture domenicali, Confcommercio: «Sì alla riduzione, ecco le richieste del Veneto»

Domeniche aperte, Confcommercio  «Sì riduzione, le richieste venete»
​VENEZIA - «Un contenimento del numero di negozi aperti nei giorni festivi, oltre che per quella del personale, rappresenta la via maestra per la tutela del piccolo commercio, che continua a essere un valore anche sociale»  così il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon sulle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier, Luigi Di Maio, riguardanti lo stop alle aperture festive dei negozi.

“Il Veneto chiedeva 20-24 aperture su 54 festività dell'anno, escludendo dalle aperture le date più importanti del calendario – ricorda ancora Zanon - Credo si possa senz'altro arrivare a una mediazione che possa soddisfare imprese, lavoratori e cittadini, considerato anche i rischi a livello occupazionale, una mediazione che va condivisa a livello territoriale. Va tenuto conto, per inciso, che un giorno di chiusura festiva rappresenta per le imprese un risparmio in termini di costi fissi e di straordinari”.

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“Bisogna a questo proposito trovare un equilibrio distinguendo i centri storici ad alta densità turistica da quelle zone che non hanno una vocazione di questo tipo”, conclude il presidente di Confcommercio Veneto.

Intanto la Lega ha precisato che la riduzione delle aperture domenicali non varrà nelle città turistiche 

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Lunedì 10 Settembre 2018, 16:18






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5 di 41 commenti presenti
2018-09-13 09:05:34
io ho lavorato di domenica e anche di notte per 35 anni e non sono morto,lo so è una rottura di scatole
2018-09-11 12:55:15
Dai,enricosecondo,la domenica ti ospito a casa mia,ti offro un bell'espresso napoletano e qualche sfogliatella.Ti aspetto,potremo confrontarci da persone civili sull'attualità....ci conto.
2018-09-11 12:02:01
La domenica ho spesso ospiti inattesi e poca voglia di lavorare in cucina. Inoltre manca sempre qualcosa per cui devo andare al super anche per pane fresco e piatti pronti. Verso le 11 è un cozzar di carrelli: strapieno, (ci vanno anche commessi che sono in turno di riposo domenicale). Inoltre al banco ci sono giovani nuovi, i "sabatisti" (vengono assunti per lavorare al posto di chi è in riposo) che non hanno la destrezza dei titolari. In caso di chiusura questi giovani "sabatisti" dove andranno a impratichirsi guadagnando qualcosa?
2018-09-11 09:43:13
Sono per le aperture, fanno bene, a chi ne ha bisogno, anche solo per andare a trovare un po' di vita in ambiente sicuro e controllato, per gli anziani, i ragazzini, le famiglie con bambini che col tanto caldo o freddo o pioggia possono passare qualche ora quando magari non sanno cosa fare, o non possono fare altro, non perchè sono vecchi o scemi, tutti diventiamo vecchi. E sappiamo tutti che se i centri commerciali sono aperti e pieni la domenica vuol dire che qualcosa guadagnano, non sono ong.
2018-09-11 11:16:27
i centri commerciali sono "negozi" che in teoria dovrebbero vendere non solo offrire caldo/fresco/riparo dalla pioggia (per fortuna nei 365 gg non c'è sempre tanto caldo,tanto freddo,pioggia) e prova a dare un'occhiata a quanti di quei negozi hanno chiuso perché le spese per avere quel bel caldo, quel bel fresco nelle zone comuni più manutenzione parcheggi sono molto alte. Ma possibile che non ci sia una alternativa ai centri commerciali? Ovvio che gli ospedali debbano rimanere aperti c'è di mezzo la salute e ci mancherebbe altro poi ci sono bar, ristoranti ecc ma da che mondo è mondo sono aperti di domenica anzi, alcuni bar proprio sono chiusi alla domenica e tuttavia per quest'ultimi chi ci lavora ha proprio scelto quel genere di lavoro consapevolmente mentre nei centri commerciali è così e basta e se le persone ci lavorano è perché hanno bisogno di lavorare ma non è implicito che debbano farlo anche nei festivi, perché siamo costretti a lavorare dobbiamo accettare tutto?