Donazzan: «La sua purezza ha vinto contro il delirio ideologico». Fontana: «Tradizioni difese»

Venerdì 30 Novembre 2018
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Le reazioni al caso della bambina veneta che ha raccolto le firme tra i compagni di classe per poter continuare a cantare la canzoncina di Natale con il nome di Gesù che le maestre volevano omettere per rispetto dei bambini non cattolici ha raccolto l'approvazione di molti politici, compreso il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana.

L'ASSESSORE REGIONALE DONAZZAN
«Che bella notizia apprendere che una bambina di 10 anni è riuscita da sola a vincere contro chi avrebbe voluto privarla del Natale. La sua purezza ha vinto contro il delirio ideologico di chi nella scuola non vorrebbe più neppure sentire il nome Gesù in una canzone natalizia». L'assessore regionale all'istruzione, Elena Donazzan, commenta così la notizia. «Mi chiedo sempre - aggiunge - quale terribile infanzia abbiano avuto coloro che, nati e cresciuti qui in Veneto o in Italia, non ricordino l'emozione provata da giovani nel fare il presepe in famiglia. In tal senso sono commossa anche per il gesto compiuto dal consigliere regionale Michieletto che ha voluto donare un presepe alla scuola di Favaro, nel veneziano, affermando che anche i bimbi di quella scuola avessero il diritto di festeggiare il Santo Natale e, aggiungo io, non fossero costretti a rinunciarci per un delirio laicista». «Il successo ottenuto dal bando promosso dalla Regione del Veneto a favore dei presepi nelle scuole (più di 500 domande a fronte delle 184 finanziabili) - conclude l'assessore Donazzan - ci dimostra che le scuole che non negano il Natale sono la stragrande maggioranza».

IL MINISTRO PER LA FAMIGLIA
«Bravissima! Da questa bimba, e dai suoi compagni, un grande gesto a difesa delle nostre tradizioni #vivailNatale». Così su Twitter il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, commenta la storia dell'alunna della Riviera del Brenta che con una petizione ha ottenuto il reinserimento della parola Gesù nella canzone della recita natalizia.
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