Tragedia sul Garda, chiesto l'arresto di un tedesco. I genitori di Greta: «Neanche un animale si comporta così»

Sabato 3 Luglio 2021 di Redazione Web
Lago di Garda, chiesto l'arresto di un tedesco. I genitori di Greta: «Neanche un animale si comporta così»
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L'ultima parola ora spetta ai giudici del Tribunale di Monaco di Baviera. Chiamati a decidere sul mandato d'arresto che la Procura di Brescia ha emesso nei confronti di Patrick Alexander Kassen, uno dei due tedeschi 52enni che sabato 19 giugno erano sul motoscafo Riva al largo di Portese, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, e che ha travolto un piccolo gozzo uccidendo i due occupanti: il 37enne Umberto Garzarella, morto sul colpo, e l'amica Greta Nedrotti, studentessa di 25 anni, deceduta per annegamento. Il gip di Brescia ha già accolto la richiesta nei confronti del 52enne che non è il proprietario del motoscafo ma che, per sua stessa ammissione, era ai comandi dell'imbarcazione al momento del tremendo scontro. Ora che i due tedeschi sono rientrati in patria deve essere il Tribunale tedesco a dare il via libera all'estradizione e all'arresto. La Procura guidata da Francesco Prete ha chiesto il carcere, sostenendo che sussistano il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di fuga.

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Lago di Garda, la rabbia dei genitori di Greta

La madre e il padre di Greta si sono sfogati in un'intervista al Tg1: «Neanche un animale si comporta così, indescrivibile. Loro sono in Germania spero che paghino, devono capire lo sbaglio che hanno fatto. Tanto Greta non ce la ridà nessuno. La rabbia è che queste due persone non si sono fermate. Lei magari si sarebbe salvata se si fossero fermati. Se sei in macchina e investi un  gatto, ti viene naturale fermarti a vedere cosa hai fatto. E invece loro con due esseri umani non l'hanno fatto. Come ce la immaginiamo? Li pensiamo sdraiati in barca a guardare le stelle, prima della fine. L'unico dato di fatto, però, è che Greta e Umberto sono morti».

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Il parere degli avvocati

«I giudici di Monaco convalidino il mandato d'arresto europeo firmato dalla Procura di Brescia», dicono gli avvocati delle famiglie delle vittime dell'incidente. «È la risposta efficace ad un comportamento dei due tedeschi che dall'inizio alla fine non è stato improntato al senso di responsabilità e correttezza», è il commento degli avvocati Patrizia Scalvi e Caterina Braga, legali della famiglia di Greta Nedrotti.

«Ieri ai funerali di Greta - aggiunge l'avvocato Braga - c'era una sensazione di mancanza di tutela. Oggi con questa notizia della mossa della procura la sensazione è venuta meno. I genitori dicono di essere contenti per questa svolta della giustizia anche se non si danno pace per il comportamento dei due che non si sono fermati».

Tedeschi ignari del mandato d'arresto

Il turista tedesco e l'amico, entrambi indagati per omicidio colposo e omissione di soccorso, pare siano all'oscuro del mandato d'arresto europeo. «Non abbiamo ricevuto alcuna notifica. Non sappiamo nulla», si limita a dire l'avvocato Guido Sola, legale modenese dal quale i due 52enni manager d'azienda hanno eletto domicilio in Italia. La risposta alla richiesta di misura cautelare è attesa per l'inizio della prossima settimana. Destinatario del mandato di arresto europeo è l'uomo che ripreso dalle telecamere del rimessaggio barche di Salò, alle 23.35 di sabato, dopo l'incidente mortale, barcolla in piedi sull'Aquarama fino a cadere in acqua. È lo stesso che ha accettato di sottoporsi all'alcoltest, poi risultato negativo.

 

 

Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 16:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA