Mose e tangenti: a processo i tre ex commercialisti di Galan

Venerdì 9 Luglio 2021
Giancarlo Galan e i due commercialisti Cristian Penso e Paolo Venuti
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 PADOVA - Andranno a processo davanti al tribunale collegiale il prossimo ottobre i tre ex commercialisti Guido e Cristian Penso e Paolo Venuti accusati di riciclaggio per aver portato all'estero il denaro frutto delle tangenti di Giancarlo Galan legate al Mose oltre a quello di un imprenditore padovano. Ai tre si aggiunge la moglie di Venuti, Alessandra Farina, imputata per gli stessi reati. Per quest'ultima il Gup ha rinviato gli atti al magistrato della procura che aveva seguito il caso, in quanto le accuse sarebbero troppo indeterminate. Stando agli atti, gli ex commercialisti avrebbero traghettato nei conti cifrati della banca elvetica Zarattini una somma pari a poco più di 19 milioni di euro dell'imprenditore padovano Damiano Pipinato (che ha saldato il suo conto con il
Fisco) e 1,5 milioni di euro dell'ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Il meccanismo veniva messo in atto con i «conti passanti» utilizzati per i clienti come compensazione tra il denaro (frutto di evasione) in entrata e in uscita su conti esteri anche a San Marino.

Dalla ricostruzione fatta all'epoca dalla Guardia di Finanza, lo studio con sede in Passaggio Corner Piscopia a Padova, avrebbe fatto da punto di riferimento per decine di imprenditori veneti che negli anni hanno portato all'estero svariati miliardi di lire e milioni di euro. Tutte vicende finite prescritte o chiuse con lo scudo fiscale in varie sanatorie. Paolo Venuti, considerato prestanome di Galan, nel processo Mose, ha patteggiato due anni di pena. I quattro imputati sono difesi dagli avvocati Enrico Ambrosetti, Gianluca Tognazzo e Francesco Moschetti. Il dibattimento per tre di oro inizierà l'11 ottobre. I commercialisti sono tutt'oggi sospesi dall'ordine.

Ultimo aggiornamento: 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA