Veneto e Friuli, Lega record: 49,8% e 42,5%. M5s solo 8,9%

Super Lega: Veneto 49,8% Friuli 42,5  Crollo M5s: 8,9 doppiato dal Pd 18,9  Eletti e voti: definitivi

di Alvise Fontanella

SUPER LEGA nelle Venezie: alle elezioni europee 2019 in Veneto il partito di Salvini e di Zaia sfiora la maggioranza assoluta, con il 49,9 per cento. In Friuli Venezia Giulia è comunque fortissima, primo partito con il 42,5 per cento. In Trentino fa il 37,7%, primo partito ancora. Nella circoscrizione Nordest, che comprende anche l'ex rossa Emilia Romagna (anche lì quello di Salvini è il primo partito), la Lega fa segnare un 41%, record di sempre e fino a pochissimi anni fa inimmaginabile. Impressionano anche i dati delle province: il vecchio schema di una Lega forte in alcune aree e debolissima in altre è saltato: ora il primo partito del Veneto è tale in tutte le province, nessuna esclusa, e con percentuali assai vicine: basti pensare che in Veneto  la provincia dove la Lega è più debole è Venezia, dove raggiunge comunque il 45,8%. La Lega supera la maggioranza assoluta nelle due province storicamente più forti, Treviso (53,7%) e Vicenza (52,7%). A Belluno il risultato è 47,2%, a Rovigo 48,5%, a Padova 48,3% e a Verona 49,7%. Al di là delle percentuali, è la cifra assoluta dei voti ricevuti a dare il senso della portata di questa vittoria: alle europee di 5 anni fa la Lega ricevette in Veneto 364.000 voti. Ieri ne ha ricevuti 1.200.000.

CINQUESTELLE E PD Il crollo del Movimento 5 stelle è clamoroso, sorpassato dal Pd: se in Italia il partito di Grillo si ferma al 17,1%, nel Nordest non raggiunge nemmeno il 10% fermandosi all'8,9% in Veneto, al 9,6% in Friuli Vg e all'8,7% in Trentino. Una débacle: alle europee di cinque anni fa il M5s aveva raggiunto in Veneto il 19,8% e alle politiche del 2018 era cresciuto ancora, fino a superare il 25%, secondo partito dopo la Lega.  In cifra assoluta, la conta dei voti è drammatica: in un solo anno, tra le politiche del 2018 e le europee del 2019, il Movimento 5stelle in Veneto ha perso per strada più di 475.000 voti. Il Pd, pur perdendo oltre 400.000 voti rispetto alle precedenti europee, nelle quali in Veneto aveva raggiunto il 37,5%, e perdendo ancora altri 11.000 voti rispetto alle politiche dell'anno scorso, fa comunque meglio del Cinquestelle fermando la discesa al 18,9%, ben dieci punti sopra il partito di Grillo e in lieve recupero percentuale sulle politiche dell'anno scorso.

FORZA ITALIA E FRATELLI D'ITALIA Se la Lega fa il pieno, che Forza Italia si indebolisca è conseguenza prevedibile: ma pochi si attendevano in Veneto appena un 6%, solo quinto partito della Regione, sorpassato anche da Fratelli d'Italia che fa segnare un 6,76%. Sorpasso analogo anche in Friuli Vg, dove il partito di Giorgia Meloni fa il 7,6% e quello di Silvio Berlusconi soltanto il 6,7%.



VENETO - 4747 sezioni su 4747
LEGA SALVINI PREMIER 1234610 49,8%
PARTITO DEMOCRATICO 468789 18,9%
MOVIMENTO 5 STELLE 220429 8,91%
FRATELLI D'ITALIA 167394 6,76%
FORZA ITALIA 149636 6,05%
EUROPA VERDE 67846 2,74%
+EUROPA - ITALIA IN COMUNE - PDE ITALIA 67342 2,72%
LA SINISTRA 25981 1,05%
PARTITO ANIMALISTA 13291 0,54%
POPOLO DELLA FAMIGLIA - ALTERNATIVA POPOLARE 13145 0,53%
PARTITO COMUNISTA 12919 0,52%
CASAPOUND ITALIA - DESTRE UNITE 7737 0,31%
SVP 7332 0,30%
PARTITO PIRATA 6530 0,26%
FORZA NUOVA 5352 0,22%
POPOLARI PER L'ITALIA 4615 0,19%
PPA MOVIMENTO POLITICO PENSIERO AZIONE 2200 0,09%

 

FRIULI VG Lega primo partito anche nella Regione Autonoma, col 42,5%, e prima in tutte e quattro le ex province, anche nelle ex zone "rosse": a Pordenone col 45,8%, davanti  al Pd col 20,6%, a Fratelli d'Italia con il 9,3 per cento, e soltanto quarto il M5s con l'8,5% ma davanti a Forza Italia scesa  al 7%. Lega prima anche a Udine col 45,7%, davanti a Pd  (21,3%), a M5s (8,8%), Fdi (7,3%) e Forza Italia (6,7%). Nell'ex provincia di Gorizia Lega al 36,9% poi Pd col 24,6%  M5s col 12,2%, Fi col 5,9% e Fdi col 5,7%. Trieste infine:  Lega davanti col 33%, dietro il Pd con il 24,4%, il M5s con l'11,8, Fdi con il 7,1 e Forza Italia con il 6,7%.

TRENTINO In provincia di Trento Lega primo partito col 37,75%, Pd secondo al 25,21%, M5s terzo con l'8,72%, davanti alla Svp (6,51%), Forza Italia (5,29%), Fratelli d'Italia (5,05%) ed Europa Verde (4,13%).


I SEGGI Con risultati simili, la stima di attribuzione dei 14 seggi che nel Parlamento Europeo sono a disposizione della Circoscrizione Nordest è impressionante: sei se li prende la Lega, quattro il Pd, solo due il Movimento 5stelle, uno Fratelli d'Italia. Forza Italia, fino a pochi anni fa primo partito, ottiene zero seggi, anche grazie al contestatissimo accordo con la Svp, in forza del quale l'unico seggio scattato non andrà a Fi, ma al partito di lingua tedesca del Sudtirolo.
 

GLI ELETTI: DATI DEFINITIVI 

LEGA 6 seggi: Matteo Salvini (voti 544.158), Mara Bizzotto (94.720), Gianantonio Da Re detto Toni (43.397), Paolo Borchia (37.342), Alessandra Basso (25.283), Elena Lizzi (25.252). Primo dei non eletti,  ma prenderà il posto di Matteo Salvini: Marco Dreosto (23.158). Gli eletti veneti sono tre (Bizzotto, vicentina, Da Re, trevigiano, e Borchia, veronese), quelli friuliani due (Lizzi e Dreosto, che subentrerà a Salvini).

PD 4 seggi: Carlo Calenda (voti 275.161), Elisabetta Gualmini (77.177), Paolo De Castro (52.087), Alessandra Moretti (51.043).  Primo dei non eletti: Achille Variati (49.480). Tra gli eletti, solo Moretti è veneta.

M5s 2 seggi: Marco Zullo (voti 15.960), Sabrina Pignedoli (13.685). Prima dei non eletti: Viviana Dal Cin (10.859). Tra gli eletti, Zullo "rappresenta" sia Veneto che Friuli, essendo nato a Verona e residente a Pordenone.

FdI 1 seggio: Giorgia Meloni (voti 72.482). Primo dei non eletti,  ma prenderà il posto di Giorgia Meloni: Sergio Antonio Berlato (19.448).

Svp 1 seggio: Herbert Dorfmann (voti 100.057). Prima dei non eletti: Claudia Segnana (1.568).

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Lunedì 27 Maggio 2019, 11:35






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5 di 82 commenti presenti
2019-05-28 10:14:32
Credo che lo scenario trionfalistico/apocalittico del giorno dopo sia semplicemente assurdo. Certo cambia teoricamente i rapporti di forza nel governo ma non sono state elezioni politiche e il numero dei parlamentari rimane lo stesso di prima (Lega 123, M5S 219). Poi non dimentichiamo che l'omonimo dell'attuale commediante aveva ottenuto alle europee il 40% per il suo partito ma nei quattro anni successivi è riuscito a disintegrarlo. Ciò che succederà nei prossimi mesi è tutto da vedere e gli italiani se ne dovranno accollare tutti i "meriti".
2019-05-28 08:39:30
§§ E,nonostante questo risultato stupefacente (nel senso buono),i soliti saccentoni radical-chic al rolex tipo Gad Lerner,Parenzo,Vauro,Toscani,continueranno dalle poltrone dei salotti buoni TV a darci da ignoranti ed imbriagoni.Delle offese mi frega niente,quello che mi fa incazzare e' che devo pure pagare il canone TV Rai,altrimenti mi tagliano la luce.Lazzaroni !!!
2019-05-28 08:04:00
Chiese sempre più vuote, urne delle lega sempre più piene. Grande vittoria dell'imam bergoglio a quanto pare
2019-05-28 07:43:54
ai Rosiconi di sinistra consiglio un antiacido, letture filosofiche e sulla democrazia! Viva la volontà popolare!
2019-05-28 07:32:02
Dietro la vittoria schiacciante della Lega di Matteo Salvini alle elezioni Europee c'è un importante flusso di voti che dal Movimento Cinque Stelle è passato al Carroccio. Secondo i dati dell'istituto Ixè, quasi un elettore su quattro che ha votato la Lega il 26 maggio, nel 2018 alle Politiche aveva scelto la lista grillina. Quella pentastellata è stata una vera e propria emorragia di voti, intercettata quasi per intero dalla Lega, con la complicità dell'alta astensione che colpito più i grillini di altri nella circoscrizione Meridionale. Stando ai dai Ixé, tra i 9,1 milioni di voti raccolti dal Carroccio, pari al 34%, quasi due milioni, 1,8 milioni per la precisione, possono essere considerati voti rosicchiati al M5s. La Lega ha grattato preferenze anche a Forza Italia, con 832mila elettori passati da Berlusconi lo scorso anno a Salvini. In più il vicepremier leghista ha saputo riportare al voto gli astenuti del 2018: quasi un milione che alle Politiche non aveva votato, nel 2019 ha deciso di tornare nei seggi e mettere una croce sulla Lega, (e questo è il caso mio). Prendendo in analisi i flussi di voti che hanno determinato la sconfitta del M5s, spiccano quelli fuggiti verso il Partito democratico di Nicola Zingaretti. Dei 6 milioni di voti raccolti dalla lista dem, circa 500mila sono stati recuperati dai grilllini. In più, poco meno di un milione di elettori che nel 2018 aveva scelto partiti diversi da Forza Italia, Lega e M5s, stavolta ha dato la sua fiducia al Pd. In pochissimi, non più di 360mila, hanno invece fatto il percorso inverso scegliendo il M5s.