L'assessore Donazzan: «Foibe negate, Mattarella valuti di sciogliere l'Anpi»

Martedì 5 Febbraio 2019
Il monumento alla Foiba di Basovizza e l'assessore veneto Elena Donazzan
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VENEZIA - «È ora di dire basta alla tolleranza dei "compagni che sbagliano". Chi nega le foibe, il dramma degli italiani di Istria Fiume e Dalmazia e la pulizia etnica di cui furono vittime non può avere cittadinanza. Se l'Anpi pensa si cavarsela con un comunicato stampa, non ha capito la gravità della cosa». Così l'assessore veneto Elena Donazzan replica alle recenti dichiarazioni dei direttivi padovani e veneziani dell'Anpi con critiche al film "Red Land - Rosso Istria", giunte poco dopo il clamoroso post su Facebook dell'Anpi di Rovigo, in cui si affermava che le foibe sono «invenzione dei fascisti» e si definiva Basovizza «una fandonia». 

«Il dramma di questi nostri fratelli italiani è stato per anni taciuto consapevolmente, perché la cattiva coscienza di chi ha governato la nostra nazione con la complicità del partito Comunista, fece prevalere la ragion di Stato su verità e giustizia - continua Donazzan - ma che ancora oggi, dopo che finalmente tutto è conosciuto, ci siano negazionismi o riduzionisti in giro, ci deve far indignare. Credo che se l'Anpi si limiterà ad un altro misero comunicato stampa, le Istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica che ha il compito morale di difendere gli italiani e la memoria di Norma Cossetto Medaglia d'Oro al Valore Civile, debbano seriamente pensare di sciogliere l'Anpi». «La sua ragione d'essere, di autocelebrazione della Resistenza, oggi è diventata di mistificazione della verità storica e sfocia sempre più nell'odio e nella prevaricazione - continua ancora l'Assessore regionale, che conclude - non abbiamo bisogno di odio ma di verità e giustizia. Solo così potremo pensare a costruire una vera unità nazionale».
 

Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio, 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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