Sospesi su una fettuccia tra le Dolomiti a 2800 metri: maxi multa fino a 6mila euro

Giovedì 29 Settembre 2022 di Angela Pederiva
Sospesi tra le guglie a 2800 metri
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VENEZIA - Dopo l'estate degli escursionisti imprudenti, ecco l'autunno dei funamboli abusivi. Non c'è pace sulle Dolomiti: ieri la Guardia di finanza ha reso noto di aver individuato quattro turisti cechi, sorpresi in Trentino Alto Adige a camminare su una fettuccia tesa a 2.800 metri di altitudine, sospesi nel vuoto e soprattutto privi di autorizzazione, motivo per cui sono stati segnalati all'Ente nazionale per l'aviazione civile in vista di una sanzione che potrebbe superare i seimila euro. Un fenomeno sempre più diffuso anche in Veneto secondo Alex Barattin, delegato del Soccorso alpino e speleologico per Belluno e Treviso, che per questo rivolge un appello alla Regione: «A dieci anni dalla legge approvata sull'onda della tragedia di Falco, serve un colpo di reni per attuarla fino in fondo, in modo da regolamentare una disciplina altrimenti molto pericolosa per i soccorritori che volano a bassa quota».

LA RICOGNIZIONE

L'ultima slackline, in ordine di tempo, è stata scoperta durante un volo di ricognizione effettuato dai finanzieri del Soccorso alpino di Passo Rolle (Trento) e della Sezione aerea di Bolzano. La striscia era stata montata tra le guglie montuose del Vajolet, al centro del gruppo del Catinaccio. In particolare l'elicottero AW169 delle Fiamme gialle ha avvistato i quattro mentre erano intenti a percorrere il nastro fissato tra le torri Stabeler e Winkler, dopodiché gli specialisti li hanno identificati a terra, avviando gli accertamenti del caso. In questo modo è stato appurato che l'attività non era stata preventivamente autorizzata dall'Enac. Infatti non era stato rilasciato il cosiddetto Notam (Notice to airmen), cioè l'avviso finalizzato al corretto aggiornamento dei piloti sulla situazione di aeroporti e spazi aerei, «rappresentando dunque un chiaro pericolo chiosa la Guardia di finanza per la navigazione e la sicurezza aerea ed eventuali voli di emergenza, in particolare per i servizi di elisoccorso effettuati a bassa quota». Ai quattro sportivi è stata così contestata la violazione dell'articolo 1174 del Codice della navigazione, che prevede la sanzione amministrativa compresa fra 1.032 a 6.197 euro per non aver osservato le disposizioni in materia di sicurezza degli spazi aerei. Al riguardo i finanzieri del Soccorso alpino, «in qualità di Polizia della montagna», sottolineano di garantire «giornalmente una costante attività di vigilanza e controllo del territorio montano, mettendo a disposizione la propria esperienza e professionalità, a salvaguardia della vita umana in situazioni di emergenza».

LA NORMA

La stessa missione del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, che difatti condivide l'allarme sui rischi comportati dai fili di poliestere o nylon tirati senza alcun permesso. «Quest'anno ne abbiamo riscontrati già diversi spiega Barattin nelle località più varie: Tre Cime di Lavaredo, Dolada, Sass Pordoi. Di per sé questo è uno sport che cresce sempre di più e che noi non intendiamo certamente vietare, perché capiamo che è un nuovo modo per i giovani di avvicinarsi alla montagna. Bisogna però disciplinarlo meglio, con l'informazione degli escursionisti, soprattutto degli stranieri che non conoscono la norma. E questa legge, la 19 del 2012, va applicata attraverso decreti attuativi che ancora mancano. La commissione che è stata istituita ha fornito le sue indicazioni, ora si tratta di aggiornare con maggiore frequenza la banca-dati degli ostacoli e di rendere chiaro il percorso da seguire per chi deve presentare richiesta di autorizzazione all'installazione delle slackline. Purtroppo per noi soccorritori del Cnsas, ma anche per quelli del Suem e dei Vigili del fuoco, ogni volo a bassa quota è motivo di ansia. Di funerali ne abbiamo celebrati anche troppi». 

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