Veneto 2016, chiuse 2mila imprese e 1500 esercizi pubblici e servizi

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Veneto 2016, chiuse 2mila imprese ​  e 1500 esercizi pubblici e servizi

di Mattia Zanardo

L'emorragia non si è arrestata neppure nel 2016: tra gennaio e settembre dell'anno scorso il commercio veneto ha perso ancora quasi duemila imprese. A cui se ne devono aggiungere altre 1.500 tra pubblici esercizi e attività dei servizi. Il focus sul Veneto dell'Ufficio studi di Confcommercio nazionale fotografa un settore terziario tuttora nella morsa della crisi. Come e più di altri comparti. Lo conferma, ad esempio, l'andamento del valore aggiunto: tra 2008 e 2014 industria e costruzioni hanno sofferto di più, con una diminuzione media annua del 2,7%, a fronte di un calo dell'1,1 dell'aggregato commercio, alloggio, ristorazione e trasporti (l'agricoltura, invece, è rimasta stabile). Nel 2015, però, il primo segmento produttivo ha conosciuto un'inversione di tendenza, recuperando l'1,7%, mentre in negozi e affini perdura il segno meno per 1,1 punti. Dato, per giunta, opposto rispetto all'aumento (dello 0,7) su scala italiana...
 
 
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Lunedì 23 Gennaio 2017, 09:21






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5 di 54 commenti presenti
2017-01-24 18:21:28
Che i piccoli negozi siano destinati a chiusura questo è ovvio. Già da anni hanno chiuso i centri storici al traffico per impedire che le persone si servissero lì, ma fossero costretti ad andare nei centri commerciali. Era tutto programmato ed è risaputo da tempo, quindi nessuna meraviglia: è stato tutto calcolato da tempo con interessi ben precisi
2017-01-24 17:05:56
Ormai il mondo sta cambiando e i negozi stanno chiudendo. Ormai molte attività sono destinate a scomparire. Con internet puoi acquistare di tutto e a prezzi più che concorrenziali. Poi se consideriamo che chi affitta i negozi pretendono affitti stratosferici, altro che negozi chisi che vi trovate....ciao.
2017-01-24 15:51:52
Il peggiore errore fu la Breccia di Porta Pia.
2017-01-24 11:35:52
enricosecondo la palla al piede siete voi italiani che noi paesi industrializzati vi manteniamo (gia un ministro tedesco ha detto che e' meglio se l'Italia esce dalla UE)
2017-01-24 08:19:37
Meno stato - più mercato. Devolution. Osannata come una manna, le economie ora sono figlie di questa politica. In italia come altrove. Il mercato detta le leggi, lo stato ora è solo spettatore che aspetta di riscuotere la propria percentuale. Concorrenza concorrenza e ancora concorrenza. Perciò, se il mercato ti obbliga a margini ridottissimi (vedi settore costruzioni), lasciandone più della metà in tasse, non resta più niente in tasca = fallimento. Ovvio che la devolution ha fatto gli interessi solo dei poteri forti: metti in gara una Ferrari ed una Panda: chi vince?