Mercoledì 23 Gennaio 2019, 11:59

Telecamere a scuola, Crepet: «Non è prevenzione, in primis vanno valutati gli insegnanti»

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Paolo Crepet

di Raffaella Ianuale

Paolo Crepet psichiatra, sociologo e opinionista sui casi di cronaca legati alla violenza.
Videosorveglianza negli asili, è d'accordo?
«Sì, anche se così non si fa prevenzione. La via maestra sarebbe un'altra: valutare gli educatori prima di dare l'incarico, ma anche durante la loro carriera. Siccome non si fa, va bene la telecamera».
Perché ci sono episodi di violenza negli asili?
«Veniamo da una pedagogia violenta. Agli anni miei gli insegnanti picchiavano anche gli adolescenti. Un tempo si diceva te le sei meritate, adesso c'è più attenzione. È giusto ora».
Lo scapaccione può essere educativo?
«No. E non pensate che lo scapaccione della mamma faccia meno male di quello della maestra. Se è un episodio
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3 di 3 commenti presenti
2019-01-23 15:52:29
Chi valuterebbe gli insegnanti, gli psicologi forse? Ma per favore! L'uso delle telecamere è un ottimo deterrente. Tra il diritto alla privatezza e il diritto alla sicurezza dei nostri piccoli, non ci possono essere dubbi.
2019-01-23 13:52:28
Male non fare paura non avere! Le telecamere sapendo che ci sono sono sicuramente un utile mezzo di dissuasione e quindi di prevenzione ma non è, a mio modesto, avviso la soluzione. Mi spiego meglio, insegnanti, infermieri, medici, assistenti socio-sanitari, etc. etc. svolgono un attività logorante specie se svolta con passione e non con distacco può portare a involontarie ripercussioni dal punto di vista psicologico e caratteriale da farli sfociare in atteggiamenti del tutto estranei e contrari alla loro vocazione (cd. BURN OUT"), significando che anche questi dovrebbero accedere alle professioni non solo per titoli ed esami ma anche per accertamenti psico-attitudinali da ripetersi periodicamente nel corso degli anni oltre ad offrire loro colloqui, centri di ascolto e adeguato supporto psicologico. Peraltro Genitori nelle Scuole, Parenti stretti nelle Case di Riposo, prima di diseducare, sindacare, fare lamentele, esposti e denunce(spesso interessate) dovrebbero per legge essere rispettivamente essere obbligati, almeno un giorno all'anno a stare in classe, per vedere i risultati della loro educazione, l'impegno nello studio dei loro figli e poi se in grado le capacità o meno degli insegnanti. Idem per quanto riguarda gli anziani specie quelli "parcheggiati" negli Ospizi...da parenti...12 ore di permanenza in quegli ambienti credo possano esser il minimo per sentimento e vicinanza che meriti qualsiasi essere umano e soprattutto sufficiente ad analizzare gli standard delle attenzioni che gli sono rivolte dalla struttura in termini di professionalità, pulizia, mensa, servizi..etc.
2019-01-23 13:47:57
Un altro prezzemolino.