Telecamere a scuola, Crepet: «Non è prevenzione, in primis vanno valutati gli insegnanti»

Mercoledì 23 Gennaio 2019 di Raffaella Ianuale
Paolo Crepet
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Paolo Crepet psichiatra, sociologo e opinionista sui casi di cronaca legati alla violenza.
Videosorveglianza negli asili, è d'accordo?
«Sì, anche se così non si fa prevenzione. La via maestra sarebbe un'altra: valutare gli educatori prima di dare l'incarico, ma anche durante la loro carriera. Siccome non si fa, va bene la telecamera».
Perché ci sono episodi di violenza negli asili?
«Veniamo da una pedagogia violenta. Agli anni miei gli insegnanti picchiavano anche gli adolescenti. Un tempo si diceva te le sei meritate, adesso c'è più attenzione. È giusto ora».
Lo scapaccione può essere educativo?
«No. E non pensate che lo scapaccione della mamma faccia meno male di quello della maestra. Se è un episodio  isolato è una cosa, ma se si reitera le conseguenze sono drammatiche».
Cosa può succedere?
«I bimbi sono spugne: se si urla imparano ad urlare, se subiscono violenza diventano violenti».
Come accorgersi di un bimbo vittima di soprusi?
«Le reazioni sono semplici, ma ci vuole attenzione. Il cambiamento brusco di carattere può essere un segno di violenza subita: quindi un bimbo calmo che diventa agitato o un piccolo vivace che si calma. E poi i disegni»
Come si disegna la maestra cattiva?
«Grande, brutta e con colori cupi».
r.ian.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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