Covid e anticorpi dopo il vaccino. Screening di massa nelle case di riposo prima della terza dose

Sabato 18 Settembre 2021 di Angela Pederiva
Screening di massa nelle case di riposo prima della terza dose

Lunedì alle porte di Treviso, alla presenza del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, per la prima volta in Veneto sarà somministrata la terza dose del vaccino contro il Covid. Ma a quasi nove mesi dall'avvio della campagna, qual è il livello degli anticorpi nel sangue degli anziani? Lo diranno i risultati dello studio promosso dalla Regione insieme all'Università di Padova, il cui progetto è stato pubblicato sul Bur ieri, giorno in cui è stato anche fatto il punto sull'adesione: nel giro di dieci settimane, il tasso di copertura è salito dal 69,9% dei vaccinabili (e 63,1% dei residenti) all'80,2% (72,3%).


I NUMERI

Alle 9 del mattino, secondo i dati della Regione risultavano inoculate o prenotate 3.510.378 prime dosi. Nella fotografia delle 18.39, la struttura commissariale registrava poi l'avvenuta effettuazione di 6.660.931 iniezioni, comprensive anche dei richiami. Tutto questo nella giornata in cui per il Veneto è stata confermata la fascia bianca: il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità, infatti, hanno rilevato un calo dell'incidenza ogni centomila abitanti da 81,3 a 72,8 casi, anche se i tassi di occupazione ospedaliera sono saliti dal 3,5% al 3,6% in area non critica e dal 4,6% al 5,6% in Terapia intensiva. I pazienti intubati crescono a 57 (+1) e gli altri ricoverati Covid a 265 (+4), con 4 decessi (in tutto 11.736) e 463 nuovi contagi (464.283 dall'inizio).


LA RICERCA

In vista della terza dose, è partita la ricerca su un campione di ospiti delle case di riposo. Luoghi che stando ai dati menzionati nell'allegato alla delibera, proposta dall'assessore regionale Manuela Lanzarin, prima della vaccinazione comportavano un incremento della mortalità di 7 volte rispetto all'epoca pre-Covid e di 4 volte rispetto alla popolazione generale, mentre dopo l'applicazione dei protocolli di sorveglianza sanitaria e l'adozione delle misure igieniche hanno visto una riduzione dei contagi di 17 volte. Ma qual è stato l'effetto delle iniezioni? «Il dibattito scientifico sulla valutazione della permanenza degli anticorpi e sulla loro capacità di evitare il contagio, l'ospedalizzazione e i decessi è tutt'ora in corso», si legge nella presentazione, che tuttavia cita le analisi inglesi, secondo cui la protezione indotta dai prodotti di PfizerBiotech e AstraZeneca «tende a diminuire già entro il sesto mese». Il fatto è che al momento manca un «correlato di protezione», cioè un valore «oltre il quale posso considerare una persona protetta», il che rende possibile «solo una valutazione quantitativa e non una qualitativa protetto vs a rischio o, più in generale, una stima del rischio». Ecco allora l'idea di studiare il sangue delle persone immunizzate per prime, sotto il coordinamento della direzione regionale Prevenzione, in collaborazione con la rete delle Microbiologie e con il dipartimento universitario di Scienze cardio-toraco-vascolari e di Sanità pubblica. «Si identifica una coorte di soggetti fragili viene spiegato di cui si valuterà il titolo anticorpale a quasi 9 mesi dall'immunizzazione. Tale dato costituirà un valore base per interpretare l'eventuale risposta anticorpale in caso di documentata esposizione a Sars-CoV-2». Il risultato «fornirà una stima del livello di protezione garantito dal vaccino nel tempo dimostrando la necessità o meno della somministrazione di una terza dose vaccinale», anche in previsione dell'inoculazione della cosiddetta dose booster alla popolazione generale. 

L'APPELLO

Intanto i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil lanciano un appello: «Accogliamo con favore la notizia del terzo richiamo vaccinale in arrivo fra pochi giorni, ma invitiamo la Regione a fare subito chiarezza su una questione sottovalutata durante il primo ciclo: l'immunizzazione a domicilio».

Ultimo aggiornamento: 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA