Coronavirus Veneto, Luca Zaia fa il punto della situazione oggi 14 marzo 2020. Tamponi on the road, "caccia" agli asintomaticiVideo

Sabato 14 Marzo 2020
Coronavirus Veneto, Luca Zaia fa il punto della situazione oggi 14 marzo 2020
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Coronavirus in Veneto. Il presidente della Regione Luca Zaia fa il punto della situazione di oggi, 14 marzo 2020. «Ringrazio i veneti per aver ascoltato il mio appello, stanno dimostrando senso di civiltà e solidarietà. Chiedo ai veneti di fare ancora questo sacrificio, stamani gli esperti ci dicono che il tema della cura vera è quello dell'isolamento fiduciario, proprio perché non si possono individuare gli asintomatici. Restate in casa e uscite solo per validi motivi, evitate tassativamente le passeggiate perché trasportate in virus. Penso che nel giro di qualche giorno avremo già i primi dati sul risultato del sacrificio di tutti i veneti».

Il governatore annuncia: «nel giro di 2-3 giorni avremo verosimilmente l'esito del lavoro che i veneti stanno facendo, sono sicuro che se continuiamo così quella maledetta curva che abbiamo nell'algoritmo sui contagi del Coronavirus inizierà a discostarsi dalla proiezione». Lasciando «più tempo per curare i veneti ammalati - conclude - evitando di intasare gli ospedali e ovviamente facendo trovare un letto libero negli ospedali a tutti».

Ospedali, nuovo piano
«Ci stiamo attrezzando con un piano per gli ospedali. Puliamo e stiamo riattivando i vecchi ospedali in maniera precauzionale per avere letti accessori, ma qui non andranno i pazienti affetti da coronavirus perché in questi ospedali non ci sono i macchinari e gli impianti per curarli».

Chiusura aziende e scuole
«Non è facoltà della Regione, ma io credo che se non viene garantita la sicurezza nelle aziende, allora le imprese devono essere chiuse». Lo sottolinea il Presidente del Veneto Luca Zaia. «È un invito al mondo degli imprenditori, che so essere attento e responsabile in questo momento, ad attivare tutte le misure - aggiunge - per mettere in sicurezza i lavoratori».

Tamponi: 100mila comprati dal Veneto, 10mila arrivati
«Noi non accettiamo lezioni da nessuno, abbiamo fatto 29mila tamponi a un'ora fa, adesso saranno già aumentati, a livello mondiale siamo quelli che ne abbiamo fatti di più. Abbiamo un progetto per implementare i tamponi ai cittadini, anche fuori dai supermercati, lo metteremo in atto nelle prossime settimane». «Noi abbiamo comprato 100mila tamponi e ne sono arrivati 10mila, per capire com'è la situazione».

«Sui tamponi non accettiamo lezioni da nessuno: sono quello che ha voluto tamponare tutti i cittadini di Vo' e oggi è un case history». Lo dice il Presidente del Veneto Luca Zaia. «Abbiamo un progetto che presenteremo la prossima settimana sui tamponi - annuncia - li faremo anche on the road, fuori dai supermercati, al personale dei supermercati e ad altri perché più positivi troviamo, più ne isoliamo e meno diffusione abbiamo». Zaia si dice soddisfatto del lavoro fatto nella regione. «Abbiamo fatto 29 mila tamponi, siamo la comunità che ha fatto più tamponi per milione di abitanti a livello mondiale - rileva -. La Corea, di cui tanto si parla, viene dopo i veneti per numero tamponi».
 



Mascherine introvabili, l'idea di produrre qualcosa di sostitutivo
«Non ce ne sono, le compriamo per i nostri sanitari ma con molte difficoltà. Vediamo allora se riusciamo a produrre noi in alternativa a ciò che manca qualcosa di innovativo».

Assessore Lanzarin: pericolosi anche i contatti occasionali con i contagiati
Anche i contatti occasionali sono pericolosi. In particolare l'individuazione degli asintomatici permette di contenere il contagio. Lo dice Manuela Lanzarin, Assessore a sanità, servizi sociali, programmazione socio-sanitaria, attuazione programma, rapporti con il Consiglio regionale. «Ai sindaci abbiamo inviato i nominativi dei pazienti positivi nel loro comune perché i primi cittadini possono aiutarci nel controllo dell'isolamento fiduciario e nell'aiuto a queste persone in casi di bisogno».

Lanzarin ha annunciato la scelta di allargare lo spettro dell'esecuzione dei tamponi anche ai contatti occasionali, puntando così a isolare anche i positivi asintomatici, e la possibilità di concentrarsi su particolari categorie specifiche particolarmente esposte. Richiamata l'attenzione anche alla necessità di organizzare azioni di aiuto, principalmente rivolte agli anziani soli in casa. «Ringrazio i volontari - ha detto in proposito la Lanzarin - che in molti territori si stanno mobilitando, anche solo per portare loro la spesa a casa. Stanno dando un segnale molto bello di solidarietà».

La Sanità veneta "a caccia" dei pazienti asintomatici LE MISURE
Nel frattempo, per affrontare in ogni suo aspetto l'emergenza legata al coronavirus, la sanità della Regione Veneto ha anche attivato uno specifico Piano di Sanità Pubblica, che ha come obbiettivo interrompere tutte le possibili catene di trasmissione del virus responsabile di COVID-19 basato sulle seguenti strategie: individuare tutti i possibili casi sospetti, probabili e confermati (Dalla ricerca puntuale di tutti i casi confermati, sarà possibile per i SISP avviare le conseguenti inchieste epidemiologiche ed intervenire con le disposizioni di isolamento domiciliare e quarantena); effettuare un'approfondita indagine epidemiologica per individuare tutti i possibili contatti (Ad ogni caso sospetto, probabile e confermato, i SISP provvedono ad effettuare un'accurata indagine epidemiologica procedendo per centri concentrici ed allargando, per ogni singolo caso, la ricerca all'individuazione oltre che di tutti i possibili contatti «stretti» (familiari e lavorativi) anche di tutti i contatti occasionali (anche definiti come «non stretti» o a basso rischio). È necessario che all'interno del Dipartimento di Prevenzione venga definita un unità ad hoc, supportata anche da altri servizi dell'Azienda, che possa garantire l'effettuazione a domicilio di tamponi anche di soggetti paucisintomatici o momentaneamente asintomatici che possono comunque essere potenzialmente collegati ad un cluster). Quindi disporre, per tutti i contatti, le misure di quarantena e isolamento domiciliare fiduciario (Si sottolinea che la misura di Sanità Pubblica da ritenere più efficace al momento è l'estensione dell'isolamento domiciliare fiduciario al fine di interrompere la circolazione del virus. Tutti i contatti così individuati dovranno essere posti in isolamento domiciliare fiduciario (soggetto sintomatico) o in quarantena (soggetto asintomatico).

Coronavirus. Asintomatici, il virologo: «Se continuiamo a mandarli in giro l'epidemia non la elimineremo mai»

Deve essere sempre comunicato al soggetto interessato come previsto dal DPCM del 8.3.2020, è fatto «divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus». E ancora informare i soggetti affetti da COVID-19 e tutti i loro contatti, sulle misure igienico sanitarie e sui comportamenti da adottare per tutelare la salute individuale e collettiva (Gli operatori dei SISP dovranno fornire tutte le indicazioni per le misure igienico sanitarie da adottare durante il periodo di isolamento e assicurarsi che tali indicazioni siano state comprese dai soggetti interessati. Il soggetto in isolamento domiciliare dovrà comunque essere scrupolosamente informato di: non recarsi spontaneamente nemmeno dal proprio Medico di Medicina Generale, ma contattarlo telefonicamente in caso di necessità; non recarsi spontaneamente al Pronto Soccorso, ma contattare la Centrale Operativa del SUEM118 in caso di necessità, informando della condizione di isolamento) Le conseguenze immediate della strategia è l'aumento dei soggetti positivi al test di laboratorio, con l'obiettivo di consentire una più efficace individuazione di tutti i possibili contatti con un caso di COVID e ridurre la conseguente diffusione del virus. Le singole ULSS a garanzia della sostenibilità dello svolgimento di tutte le attività previste da questa emergenza, potranno avvalersi, del supporto da parte del servizio di telesoccorso (Tesan S.p.a.). Per garantire tutte le attività connesse all'emergenza COVID-19, i Direttori di Dipartimento si organizzeranno con il personale di altri Servizi e in accordo con la Direzione Strategica, potranno essere supportati da personale aggiuntivo del comparto sulla base della disponibilità delle graduatorie attualmente in essere. 



 

Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 07:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA