Coronavirus Veneto, Luca Zaia fa il punto di oggi: «Siamo in guerra». Sospesa attività chirurgica e ambulatoriale in ospedale: solo emergenze​ VIDEO

Venerdì 13 Marzo 2020
Coronavirus Veneto, Luca Zaia fa il punto di oggi: «Siamo in guerra»
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Coronavirus Veneto, il presidente della Regione Luca Zaia nel punto stampa di oggi, 13 marzo 2020. «Siamo in guerra», questa la frase che sottende le parole di Zaia e le azioni portate avanti dalla Regione Veneto per combattere il virus che sta terrorizzando i cittadini: i dati aggiornati ad oggi 1595 persone positive, coloro che sono stati intercettati con il tampone (i contagiati e le vittime di oggi IL BOLLETTINO). 

Il rischio: 2 milioni di veneti contagiati a metà aprile
«A metà aprile se le indicazioni di stare a casa non saranno rispettate 2milioni 140 mila veneti potenzialmente potrebbero essere positivi». Lo dice il governatore Luca Zaia. «Abbiamo previsto un picco massimo nelle terapie intensive - aggiunge - il 5 maggio». «L'algoritmo dice che, se continua così, andiamo verso l'esaurimento dei posti base di terapia intensiva, a quel punto si attiveranno i 150 accessori, e speriamo di averne creati di nuovi».  «Se non ci intralciano con tutte le paturnie mentali che ci sono in questo Paese stiamo pensando di organizzare un aereo per riuscire ad andare a comprarci macchine respiratorie, sempre che ce siano, in Cina». Lo annuncia il Presidente del Veneto Luca Zaia.

OPERAZIONI E AMBULATORI: IN OSPEDALE GARANTITE SOLO LE EMERGENZE
Sospensione con effetto immediato di tutta l’attività chirurgica programmata e ambulatoriale. Negli ospedali verranno garantite solo le emergenze. Per preservare i posti letto di area intensiva, in previsione di un massiccio afflusso di pazienti, la Regione del Veneto ha attivato una serie di nuove modalità operative dell'intero sistema sanitario disponendo, tra l'altro, la sospensione dell'attività chirurgica non urgente che richieda ricovero in terapia intensiva post operatoria. Con l'eccezione degli interventi indifferibili in considerazione delle condizioni cliniche dei pazienti, e la sospensione delle attività di specialistica ambulatoriale pubblica e privata convenzionata ad eccezione delle categorie temporali U (urgente) e B (breve) e degli ambiti materno infantile e oncologico. 

La nuova organizzazione operativa sarà valida fino al 15 aprile. Il provvedimento, in particolare, prevede la sospensione con effetto immediato di tutta l'attività chirurgica programmata «per la quale è previsto il ricovero in terapia intensiva post operatoria ad eccezione degli interventi indifferibili in considerazione del quadro clinico dei pazienti, e in particolare nell'ambito della chirurgia oncologica tenendo conto della storia naturale della malattia e dei protocolli integrati con chemio e radioterapia adiuvante». Per disporre di personale per la gestione dei posti letto aggiuntivi sia di terapia intensiva che semintensiva «si richiede di ridurre l'attività chirurgica programmata non urgente nell'ottica di recuperare personale per garantire la gestione di tali posti letto attivati secondo il piano regionale per la gestione emergenza Covid-19». Viene poi stabilita la sospensione di tutta l'attività di specialistica ambulatoriale delle strutture pubbliche e private accreditate a eccezione delle prestazioni prioritarizzate come U e B, garantendo, sia come prime visite specialistiche che di controllo, l'attività in ambito materno-infantile ed oncologico.

Il Veneto stabilisce poi la chiusura degli Urp e di tutti gli sportelli di prenotazione con un potenziamento delle prenotazioni telefoniche. Le risposte dei referti di laboratorio e degli esami strumentali verranno inviate per posta a domicilio dell'utente qualora non accessibili online. L'attività di distribuzione diretta dei farmaci dovrà essere limitata a quelli ad esclusiva distribuzione ospedaliera, erogando fino a 3 mesi di terapia dopo la dimissione da ricovero o a seguito di visita specialistica; dovrà essere utilizzato il canale delle farmacie territoriali utilizzando il flusso della distribuzione per conto per tutti i farmaci. Le attività relative all'assistenza psichiatrica vanno mantenute inalterate mentre ogni attività distrettuale rivolta al pubblico va sospesa eccezion fatta per le urgenze e l'assistenza domiciliare. Nell'ambito dell'attività dei Dipartimenti di Prevenzione, l'attività dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, infine, è da sospendere interamente ad eccezione delle prestazioni urgenti o non differibili, quali, a titolo esemplificativo, le attività vaccinali con carattere di urgenza, quelle previste dal calendario vaccinale pediatrico per la fascia di età 0-6 anni, quelle rivolte alle sorveglianza delle malattie infettive, le attività di screening oncologico di secondo livello e le attività di certificazione medico legale con carattere d'urgenza.


Questo virus è arrivato in italia con la fama di essere un'influenza, oggi sappiamo che porta i cittadini in terapia intensiva. E questo è il tema: posti e macchine (respiratori meccanici) per la terapia intensiva. Il Veneto ha i suoi respiratori ma se i pazienti aumenteranno la situazione potrebbe farsi molto grave.

Respiratori, mascherine, la Regione sta cercando di recuperare materiale per i pazienti e per la prevenzione. «Sul mercato non se ne trovano» dice Zaia. «Il Veneto ha i suoi respiratori e possiamo averne per creare 600 posti di terapia intensiva - aggiunge - però è pur vero che questa crisi si respira a 360 gradi ed è una difficoltà che hanno tutte le regioni».(Incentivare i tamponi per individuare i pazienti asintomatici, vero problema per la diffusione del contagio (cosa dice l'esperto, LEGGI). I risultati del blocco, secondo Zaia, dovrebbero essere visibili in una settimana: «E' fondamentale capire che noi cittadini siamo la prima cura, dobbiamo restare a casa». Altro appello importante, oggi, a infermieri, Oss, medici in pensione che desiderano tornare in servizio per aiutare: «Si mettano in contatto con noi», dice il presidente, consapevole dell'emergenza in atto, che vede una penuria grave di operatori nel comparto sanitario (Il caso di Treviso LEGGI).

TAMPONI PORTA A PORTA: E' UNA TRUFFA
«Non aprite la porta a chi vi dice che viene a casa a farvi il tampone»: ci sono truffatori che stanno approfittando di questa situazione. Zaia ammonisce i veneti: chiamate subito le forze dell'ordine. «Non è escluso che facciamo una campagna di tamponi sulla popolazione ma in maniera ufficiale e non porta a porta».

Il giallo delle mascherine sparite
«Diventa sempre più difficile trovare mascherine da poter sdoganare, non producendole più l'Italia e gran parte dell'Europa, e davanti alla chiusura delle frontiere che sta avvenendo in questi giorni». Lo denuncia il governatore del Veneto Luca Zaia. «Non parliamo poi di tutti i delinquenti e i truffatori che ci sono sul mercato internazionale: per 9 offerte su 10 - spiega - ci chiedono il pagamento anticipato del 100% come fossimo dei delinquenti e 9 volte su 10 si rischia di trovarvi dietro una truffa». Il Veneto aveva ordinato una partita di 500mila mascherine, svanite nel nulla. «A noi è capitato che il carico fosse stato venduto a tre realtà diverse, e noi queste mascherine non le abbiamo mai viste». LA SOLUZIONE PER LE MASCHERINE «Se l'operazione va un in porto una soluzione da dare ai veneti, che non è quella propriamente della mascherina con gli elastici, ce l'abbiamo, in attesa che arrivino le mascherine chirurgiche. Non vi posso anticipare nulla».

Trasporto pubblico in Veneto, cosa cambia: «Garantire i trasporti essenziali» Leggi qui lordinanza
Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha firmato oggi due ordinanze con le quali dispone misure urgenti per il trasporto pubblico locale, valide sino al 25 marzo prossimo, al fine di contenere e gestire l'emergenza epidemiologica da Coronavirus, in attuazione del Dpcm. Con il provvedimento si ordina agli Enti che affidano servizi di trasporto su gomma e su acqua e, per il trasporto su ferro alla Società Infrastrutture Venete, tramite Trenitalia e Sistemi Territoriali, di ridurre a partire da domani l'offerta di servizi minimi e aggiuntivi di trasporto pubblico locale, avendo cura di soddisfare il fabbisogno essenziale di mobilità, con particolare attenzione ai flussi pendolari, assicurando comunque l'accessibilità a presidi sanitari, punti di interscambio e di garantire la sicurezza (droplet) di utenti e lavoratori all'interno di mezzi, convogli, fermate e stazioni... (LEGGI TUTTO)

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Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 13:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA