Coronavirus Veneto, Zaia: «E' la pandemia del secolo». Ora scatta l'operazione tamponi a tappeto Video

Lunedì 23 Marzo 2020
Coronavirus, Zaia parla in DIRETTA: cosa ha detto oggi, 23 marzo 2020
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Coronavirus Veneto, la DIRETTA Facebook del 23 marzo 2020 del presidente della Regione Luca Zaia. «I dati di oggi ci dicono che non siamo davanti a un'influenza, 1400 letti occupati dai pazienti Covid, siamo preoccupati dal fatto che non ne siamo ancora usciti. E grazie ai veneti che stanno rispettando la nostra ordinanza, e so che è un sacrificio. Ci troviamo davanti alla pandemia del secolo».

In arrivo 13 milioni di dispositivi di protezione in Veneto
«Ci sono 13 milioni e mezzo di dispositivi in arrivo, abbiamo trovato 2 milioni di pezzi mascherine FFP3 , abbiamo comprato ovunque nel mondo. Fermo restando che questo è l'ordine pagato, speriamo non succeda qualcosa in uno dei passaggi. In arrivo anche respiratori meccanici, ne ho chiesti 200, fino ad oggi ce ne hanno dati 49, abbiamo diritto di chiederli».

Ordinanza regionale confermata
Ordinanza restrittiva attiva fino al 3 aprile. «Nottetempo è arrivato il Dpcm sulle aziende, ma noi continuiamo a seguire la volontà di confermare le restrizioni dell'ordinanza regionale». Lo ha precisato stamani il presidente del Veneto Luca Zaia. «Vengono mantenute - ha ribadito Zaia - le limitazioni all'attività fisica a 200 metri dalle abitazioni e la chiusura dei supermercati la domenica».

Un milione di euro donato dalla famiglia Polegato
«Grazie ai Polegato che hanno donato un milione di euro, grazie al padre Mario e al figlio Enrico (Diadora)  per questo ulteriore finanziamento. Abbiamo un incremento delle donazioni, oggi nomino loro ma nei giorni a seguire ce ne saranno altri da ringraziare. E voglio ringraziare tutti i veneti che stanno facendo donazioni».

IL BOLLETTINO MEDICO DI OGGI
Coronavirus Veneto, contagio e vittime 23 Marzo 2020. Le ultime notizie sul Gazzettino.it. I contagi salgono ancora a quota 5.505, oltre 15mila in isolamento. Cinque nuove vittime del virus: tre a Verona, uno a Mestre e uno a Vicenza. Sono ora 192 in totale le persone decedute in Veneto a causa del virus (LEGGI TUTTO)

LA MAPPA DEL CONTAGIO - GUARDA
 

Coronavirus. Tamponi a tappeto: come funziona

Viene presentato oggi il progetto veneto di tamponi «a tappeto» su operatori sanitari e popolazione a livello regionale, coordinato da Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all'Università di Padova (Come funziona - LEGGI TUTTO). «Mancano materiali, abbiamo difficoltà a portare avanti questa cosa, ma la portiamo avanti, ci crediamo - ha detto Luca Zaia -. Chi li farà per primo? Mondo della sanità, case di riposo e a seguire le persone maggiormente esposte».

L'ASSESSORE LANZARIN
Quanto costerà l'intera operazione?
La Regione Veneto si fa carico dell'acquisto di materiale e attrezzature, dopodiché i rapporti verranno definiti. I costi si vedranno alla fine. Qui le persone che fanno parte dei reparti di prevenzione della Regione Veneto sono quelli che fanno il tampone, il controllo e la parte di indagine epidemiologica, lo ha detto  l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin.

Quanto tempo richiede l'analisi di un tampone? Abbiamo avuto ritardi perché Padova ha accumulato una serie di tamponi da processare, ad oggi, con gli altri laboratori, crediamo di poter smaltire tutto in tempoìi più brevi.

PROFESSOR ROSARIO RIZZUTO (rettore dell'Università di Padova)
Questa è la pandemia del secolo. Questa guerra la vinceremo tutti assieme. Dobbiamo trovare le persone che trasmettono la malattia, questo virus, ricordiamolo, vive solo sugli esseri umani. Dobbiamo cercare dovunque chi può trasmettere la malattia attraverso i tamponi. Se non lo facciamo avremo centinaia, migliaia di trasmettitori inconsapevoli della malattia. Abbiamo chiesto ai colleghi e ai laboratori di ricerca di mettere a disposizione le macchine, la risposta è stata positiva, in tanti si sono già resi disponibili. Le competenze richieste sono molto alte. Le categorie più esposte e a rischio (anziani nelle case di riposo) verranno tamponate per prime.

IL PROFESSOR ANDREA CRISANTI (ordinario di microbiologia all'Università di Padova)
Evitare i contatti e sorveglianza attiva, ossia cercare le persone che stanno a casa e accusano sintomi, poi a cerchi allargati trovare chi ha trasmesso la malattia. E' un progetto ambizioso, ma è la sfida più importante in questo momento. Cosa ci aspettiamo? Il successo di questa iniziativa lo misureremo con l'aumento dei casi positivi che scoveremo, dobbiamo vedere un aumento dei casi e una diminuzione delle persone in ospedale e in terapia intensiva. 

Sorveglianza attiva, cosa è? Innanzitutto non useremo strumenti informatici per tracciare le persone, diamo per scontato che le persone stiano a casa. Una persona che abbia sintomi verrà ispezionata, con lei famiglia, amici e vicinato.

Quanti tamponi al giorno? Ora ne facciamo 2mila al giorno, a fine settimana contiamo di arrivare a 4mila e speriamo di raddopppiare con l'arrivo dei macchinari. Partiremo dalle case di cura (i più deboli), poi a scalare decideremo con la Regione dove andare. Abbiamo materiale per circa 200mila tamponi.

Morti e contagiati, quei numeri che non tornano
La percentuale di morti nel Veneto è più alta leggermente della Cina ma va considerata l'età media. All'appello mancano casi di infezione che devono emergere. La differenza tra Veneto e Lombardia sta nel fatto che noi abbiamo subito chiuso aree e iniziato a fare tamponi (a tutti a Vo' Euganeo), e sistematicamente dall'inizio del contagio. I nostri dati sono i più reali di tutta Italia, viceversa in Lombardia non hanno isolato le zone. Questa, a mio parere, è la ricetta giusta.

IL PROFESSOR STEFANO MERIGLIANO (presidente della Scuola di Medicina dell'università di Padova)
La collaborazione è il punto forte di questa iniziativa. 15 squadre per provincia che faranno i tamponi, partiremo da Padova. Controlleremo anche i pazienti positivi domiciliati. Tutti i tirocini degli studenti di medicina, che sarebbero dovuti essere presso i medici di medicina generale, li abbiamo dirottati sui sistemi territoriali: sono circa 500 giovani medici in formazione che ci aiuteranno nei controlli. Ultima cosa, è fondamentale lo sforzo dei ricercatori di tutta l'area biomedica dell'università per recuperare macchine e persone. Un accenno poi al gruppo di medici cinesi in visita a Padova: quello che più li ha colpiti sono state le nostre strutture semi-intensive, via di mezzo tra reparto e rianimazione, ed è un'esperienza che loro non avevano ma che hanno valutato con estremo interesse.


 

Farmaco giapponese, sperimentazione in Veneto

Sperimentazione di 6 farmaci in Veneto
«Stiamo sperimentando almeno 6 farmaci. Per l'Avigan noi siamo pronti, rispettosi delle leggi e quindi aspettiamo l'autorizzazione dell'Aifa». Lo ha ribadito il presidente del Veneto Luca Zaia. «Se c'è un minimo barlume di luce in fondo al tunnel - ha proseguito - dobbiamo vedere se c'è, e che luce è. Invito la comunità scientifica di avere un approccio più liberale per la sperimentazione. All'università di Padova è in corso la sperimentazione di sei farmaci, e siamo pronti e disponibili». Coronavirus, speranze da un farmaco giapponese contro l'influenza (LEGGI TUTTO)

Il professor Burioni e l'efficacia dell'Avigan
Avigan, Burioni avverte: non è certo funzioniArriva dal Giappone l'ultima presunta promessa farmacologica per contrastare il coronavirus: l'antinfluenzale Avigan* (favipiravir), già usato in Cina nel trattamento di pazienti contagiati. La sua effettiva validità, però, divide gli esperti. «Non esistono evidenze scientifiche in merito», ha chiarito il virologo Roberto Burioni, che già aveva sottolineato in un tweet di non fidarsi di alcuni annunci che arrivano dall'estero. «Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell'ibuprofen, i proclami sugli Ace inibitori che i somari scrivono Eca - scriveva l'esperto - hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube» (LEGGI TUTTO). 

Coronavirus, terapia sperimetale: il sangue di chi è guarito ai malati
 

Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 13:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA