Spinta da 150mila euro nella guerra al virus, Francesco Peghin: «Bisogna fare presto»

Martedì 31 Marzo 2020
Spinta da 150mila euro nella guerra al virus, Francesco Peghin: «Bisogna fare presto»

PADOVA Il nemico è il tempo. Non solo nelle lunghe giornate trascorse in casa: quello, è il meno. Il nemico è il tempo nella corsa per salvare vite umane negli ospedali che di fronte all'avanzare del Coronavirus hanno urgente necessità di strumenti e materiale. I lettori del Gazzettino lo hanno capito bene e dal 18 marzo, quando abbiamo attivato la raccolta di fondi da destinare all'Azienda Ospedaliera di Padova, in prima linea in questa battaglia nel cuore del contagio, in migliaia hanno aderito con cifre grandi e piccole. Tutte, lo sottolineiamo sempre, sono importantissime. Ma è evidente che balzano agli occhi, nel lungo elenco, donazioni che per il loro importo costituiscono una spinta notevole. È il caso dei 150mila euro donati dalla famiglia di Francesco Peghin, imprenditore e già presidente degli Industriali padovani, che ha scelto di utilizzare il canale aperto dal Gazzettino proprio per fare arrivare prima e più direttamente il sostegno nelle mani degli operatori.

«Da parte della mia famiglia c'è sempre stata in passato vicinanza alla Pediatria dell'ospedale di Padova, in particolare all'oncoematologia pediatrica - spiega Peghin -. Ma in questo momento la mia motivazione ad agire è quella di tutti: ognuno nelle proprie possibilità sta cercando di fare qualcosa per questa emergenza incredibile. L'ospedale deve procurarsi subito tutto quello che serve per farvi fronte».

Peghin ha voluto agire privatamente, non come azienda: «Avrei potuto farlo attraverso qualcuna delle mie imprese. Ma con mia madre Annamaria, con tutta la famiglia, riteniamo che le aziende ora devono cercare di mantenere le risorse disponibili per quando passerà questo tsunami, per preservare l'occupazione. Come azienda abbiamo fatto qualcosa per l'ospedale di Camposampiero, ma è la famiglia che ora deve esporsi». Le imprese che fanno capo alla famiglia Peghin sono quasi tutte ferme. Hanno lavorato fino a mercoledì scorso quelle che producono bruciatori e forni di verniciatura: «Per un paio di settimane la chiusura forzata sarà sopportabile, ma se prosegue sarà un problema catastrofico, rischieremmo di uscire da tutte le filiere dell'esportazione». Peghin possiede in Friuli Venezia Giulia anche strutture sanitarie private, che in questo momento sono aperte per le urgenze e per l'appoggio all'emergenza con reparti predisposti a disposizione del servizio sanitario nazionale.

A Padova, l'Azienda Ospedaliera funge anche da centro di riferimento per l'intero sistema che fa fronte alla battaglia contro il Coronavirus. I fondi della raccolta saranno direttamente consegnati ai vertici dell'ospedale che potranno spenderli direttamente, senza le normali procedure burocratiche, per l'acquisto di macchinari e materiale da utilizzare immediatamente: «Penso anche - suggerisce Peghin - al materiale e alle attrezzature necessarie a sanificare le ambulanze, che girano le città e i paesi per raccogliere i malati. Ci sono mille aspetti da tenere presente in questa battaglia: la protezione di medici e infermieri è tra quelle più importanti».
L'importante è farlo subito. Con piccole o grandi donazioni: tutte necessarie e fondamentali. Queste le coordinate bancarie per la sottoscrizione. Il conto, aperto presso Banca Finnat, sul quale si può versare comodamente da casa tramite home banking con un bonifico attraverso la vostra banca, è intestato a «Il Gazzettino per emergenza coronavirus» e il codice IBAN di riferimento è IT 98 V 03087 03200 CC0100061039.

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile, 23:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA