Zaia: «Con Rt a 1 il Veneto va in zona arancione. Apertura scuole, il Cts deve esprimersi. Fasce a colori, verso l'anticipo». Vaccinazioni, a chi toccherà

Giovedì 25 Febbraio 2021 di Redazione online
Luca Zaia, in diretta oggi dalla Protezione civile di Marghera
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Coronavirus Veneto, il governatore Luca Zaia in diretta dalla Protezione civile di Marghera, oggi 25 febbraio 2021, fa il punto sull'emergenza Coronavirus in Veneto con l'assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin. In Italia, è notizia di oggi, salgono da 6 a 8, le regioni che superano la soglia critica del 30% dei posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid. Tra queste c'è il Friuli Venezia Giulia, non il Veneto. Questa mattina l'incontro Governo-Regioni con i ministri Speranza e Gelmini sui prossimi provvedimenti per l'emergenza Covid. Domani, venerdì 26, la prima bozza. Il nuovo Dpcm prorogherà le restrizioni fino a dopo Pasqua, arrivando al 6 aprile. 

Bollettino. Nelle ultime 24 ore 1304 nuovi positivi (2,75% sul totale dei tamponi), ad oggi 22.949 gli attualmente positivi. Ricoverate 1351 persone di cui 134 in terapia intensiva (+2) e 1217 in area non critica (-30).  Decessi 28. «La situazione è buona rispetto a quanto sta accadendo ad altre Regioni. Se guardiamo i dati del Veneto, tranne l'altro ieri abbiamo sempre calato da gennaio, ma vedremo fino a quando. Se guardiamo i positivi, la percentuale di incidenza che all'inizio anno era intorno all'1,4%, adesso è quasi al 3%. È quasi raddoppiata, su numeri piccoli ma c'è tendenza all'aumento, piccoli campanelli d'allarme. L'indice Rt era sotto lo 0,60, oggi è di 0,92 più o meno. E' pur vero che abbiamo avuto comportamento anticiclico. Preoccupazione ce n'è, dal punto di vista sanitario dobbiamo evitare l'aumento della pressione ospedaliera, poi con Rt 1 il Veneto va in zona arancione, e vorrebbe dire ancora restrizioni». La prospettiva per il 2021: «Dobbiamo sfangare la primavera, poi con l'estate le cose dovrebbero migliorare. In autunno il virus potrà anche tornare ma con un quadro di vaccinazioni e immunità completamente diverso». IL BOLLETTINO DI OGGI - LEGGI

Vaccinazioni in Veneto, la pianificazione

Ad oggi sono 109.935 persone ad avere ricevuto anche la seconda dose. Mentre 197.000 aspettano la seconda dose. Il cronoprogramma, l'assessore Lanzarin ribadisce: prima gli over 80, poi le persone con patologie (oncologici, 20.000 persone, trapiantati, 5000 persone, fibrosi cistica, 500 persone) quindi dovremmo capire con quali categorie andare avanti, oggi non ci sono indicazioni a livello nazionale. Non sappiamo neanche se come Regioni possiamo agire in autonomia o meno. Vaccinazioni alle persone con patologie: non c'è al momento una data di partenza. Ricordo, aggunge l'assessore che per donne in gravidanza e under 16 non è previsto il vaccino.

Incontro Governo-Regioni: il nodo scuole

Nodo scuole: «Ho chiesto che il Cts si esprima formalmente rispetto all'apertura delle scuole. Il Cts deve dirmi perchè altre forme di aggregazione sono pericolose e questa no. E' bene che si faccia chiarezza e che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Noi non siamo in grado di fare una valutazione di carattere epidemiologico. Io le scuole le vorrei aperte, ma non posso non ricordare che chi ha riaperto le scuole prima di noi poi le ha richiuse. L'unico soggetto ad avere un quadro complessivo è il Cts, si esprima».

Tamponi fai-da-te: «Sono da tempo un sostenitore di questo tipo di test che ancora non sono stati autorizzati. Penso che chi lo fa, se risultasse positivo, andrebbe subito da un medico a chiedere cosa deve fare. Quindi non è vero che con questo tipo di test si sfugge al tracciamento. Anzi. Domando: meglio un ristorante dove c'è il test fai-da-te o quello dove non c'è? Tra l'altro ormai, in giro per il mondo, si sta creando un mercato. L'introduzione di questo tipo di test favorirebbe la riapertura di molte attività». 

Vaccinazioni: «Ho chiesto al Governo che ci sia una circolare per cui chi ha avuto il virus e si vaccina una volta possa non fare il richiamo, così risparmio sulle dosi. Si tratta di applicare una direttiva dell'Ecdc in questo senso. Poi ho chiesto di valutare l'opportunità scientifica e organizzativa di pensare se non sia più conveniente fare una dose a tutti che due a pochi. La Gran Bretagna ha fatto questa scelta»

«Infine, ho proposto al governo di fare una campagna di comunicazione nazionale adeguata alla situazione attuale che presenta ancora forti rischi».

Dpcm, fasce comunicate prima del venerdì

«La novità è che anche la comunicazione della classificazione per fasce potrebbe essere anticipata nel nuovo Dpcm dal venerdì a qualche giorno prima, anticipando le informazioni. Questo per dare più tempo alle persone e alle attività di organizzarsi».

Palestre, discoteche, spettacoli massacrati

«Stamattina ho fatto una videoconferenza con il mondo delle discoteche. I gestori mi hanno detto: "Siamo sempre chiusi, ma i contagi vanno avanti, quindi non eravamo noi gli untori, allora di chi è la responsabilità?". Ormai, tranne la micro-apertura estiva i locali sono chiusi da marzo 2020. Come non dar loro ragione? Ci sono attività che sentono di essere state usate come capro espiatorio per il contagio: spettacoli viaggianti, palestre, discoteche».

Crisi economica

«Ci vorrebbe una safety car per le nostre aziende. Quella safety car è il Recovery fund. Dobbiamo ricapitalizzare le imprese e creare occupazione. Per il resto le nostre imprese sanno cosa fare. Quando la crisi sanitaria sarà finita, ci sarà un'altra economia, non quella di prima. Se il sistema è quello dei monopattini è chiaro che non si va da nessuna parte. Ma confido in Draghi».

Attività fuori dai codici Ateco: ci sono svariate attività non codificabili, palestre, maestri da sci, attività che fanno attività culturali. E' un grande tema. Da parte nostra, siamo tornati a sollecitare il governo perchè prenda in mano la materia».

Variante inglese: perchè è più pericolosa

«Ho letto uno studio che spiega perchè la variante inglese è più pericolosa: si "spegne" cinque giorni dopo il covid normale, abbiamo davanti cinque giorni in più di infettività in totale oltre 13,2 giorni».

Produzione vaccini in Veneto

«Si spera che con un'azione propulsiva del governo si possano creare le condizioni. Qui ci vuole l'autorevolezza del presidente del Consiglio. Aziende venete disponibili a produrre? Nessun contatto con la Regione, so che qualcosa c'è stato con Veneto Sviluppo. Spero che i nostri industriali del farmaco riescano a trovare la quadra».

 

Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 12:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA