Coronavirus. Asintomatici, il virologo: «Se continuiamo a mandarli in giro l'epidemia non la elimineremo mai»

Venerdì 13 Marzo 2020 di Elisa Fais
Il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia dell'università di Padova
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«Il vero problema sono i positivi asintomatici, se continuiamo a mandarli in giro l'epidemia non la elimineremo mai». Lo ha detto il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e virologia dell'università di Padova ieri durante l'intervista al programma televisivo L'aria che tira su La7. Il virologo, volato a Londra venerdì per incontrare la moglie, è tornato in città solo ieri in tarda serata. Non trovando voli di ritorno disponibili, Crisanti è stato costretto a viaggiare in auto. Si parla di quasi sedici ore di tragitto.

«Sono partito per Londra venerdì per andare a trovare mia moglie, non la vedevo da un paio di mesi conferma il docente universitario -. Tutti i voli sono stati sospesi per cui torno a Padova in auto dall'Inghilterra. Prima però ho dovuto aspettare tutte le autorizzazioni necessarie dal prefetto». L'attenzione ora è puntata sui risultati dei due test effettuati sui 3300 abitanti di Vo' Euganeo.
 

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"Tamponi a tappeto nelle regioni in cui ancora ci sono pochi casi e quarantena allargata a tutti i possibili contatti". Per Andrea Crisanti, professore di microbiologia e virologia dell'Università di Padova, nonché direttore dell'Unità complessa diagnostica di microbiologia della Asl di Padova, non c'è altro modo per fermare la diffusione del nuovo coronavirus.


«Vo' rappresenta un'esperienza unica fa presente l'esperto -, aver testato tutti i cittadini ci ha permesso di fare una fotografia completa della situazione. Nel primo campionamento abbiamo trovato 87 positivi, molti dei quali asintomatici, pari al 3% della popolazione. Un'enormità dal punto di vista epidemiologico. Tutti sono stati messi in isolamento e dopo 9 giorni abbiamo fatto un secondo campionamento. Siamo riusciti a dimostrare che aver isolato i positivi ha permesso di ridurre la frequenza di contagio. Ora a Vo' c'è una frequenza di casi positivi del 3 per mille, quindi l'incidenza è calata di dieci volte. Nel momento in cui abbiamo fatto il secondo campionamento le persone positive stavano bene, erano inconsapevoli di essere malate. Anche questa volta le abbiamo messe in isolamento e possiamo dire che ora Vo' è il posto più sicuro d'Italia. Ciò testimonia che esiste un sommerso incredibile».Il team del laboratorio di microbiologia e virologia aveva messo a punto un test veloce di diagnosi per Covid-19 già il 18 gennaio.

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«Dal 18 gennaio al 20 febbraio, quindi prima dell'emergenza aggiunge Crisanti avevamo eseguito già cento test. Non ne abbiamo fatti altri perché le disposizioni ministeriali ce lo impedivano di fare, non esistevano i criteri».
 

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 15:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA