Coronavirus e gravidanza, come proteggersi dal contagio?

Giovedì 26 Marzo 2020
Coronavirus e gravidanza, come proteggersi dal contagio?
Sono incinta come posso proteggermi dal coronavirus? Sono una mamma in dolce attesa, sono più a rischio di infezioni respiratorie? Quando verrò ricoverata per partorire, qualora avessi sintomatologia influenzale, cosa devo fare? Sono diventata mamma ma ho paura di non essere in grado di accudire il mio bambino per le paure di contagio di questi giorni.

Sono alcune delle domande più frequenti che arrivano dalle donne in dolce attesa e alle quali ha risposto ieri la Regione Veneto con una nota ufficiale. L'obiettivo è di migliorare e promuovere la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita in questa fase di epidemia da Covid 19.

GLI ESPERTI
Le risposte - recita una nota della Regione - sono basate sulle evidenze scientifiche tratte dalle Raccomandazioni del 18 marzo 2020 del Royal College of Obstetricians & Gynaecologists e dal Gruppo di lavoro dell'Istituto superiore di sanità con la comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (Sin, Simp, Sip, Sigo, Aogoi, Agui e Fnopo) coordinato dal Centro nazionale di prevenzione delle malattie e di promozione della salute (Cnapps). La diffusione di queste risposte - hanno spiegato a Palazzo Balbi - può aiutare le donne in gravidanza a vivere in modo più sereno e consapevole questo momento importante della loro vita. Si tratta di 19 domande e altrettante risposte elaborate dalla Direzione prevenzione della Regione, in collaborazione con il dottor Gianfranco Jorizzo, responsabile del Servizio di Medicina prenatale dell'Ulss 6 Euganea, coordinatore dell'Area materno infantile dell'Ulss 6 Euganea, coordinatore del Comitato percorso nascita nazionale del ministero della Salute e consulente Materno infantile del ministero della Salute. Jorizzo e i tecnici regionali guidati dalla dottoressa Francesca Russo, direttore della Direzione Prevenzione, hanno suddiviso le domande e le risposte in tre ambiti principali: la gravidanza, il travaglio e parto, l'allattamento.

LE RISPOSTE
Alcune risposte. Le donne in gravidanza, al contrario di quanto osservato per l'influenza H1N1 e per la Sars, non sembrano manifestare una maggiore suscettibilità all'infezione rispetto alla popolazione generale né a sviluppare quadri clinici importanti. Allo stato attuale la letteratura internazionale afferma che il virus SARS CoV-2 non si trasmette da madre a feto, infatti il coronavirus non attraversa la placenta.
Parto cesareo: l'Oms, il Cdc e il Rcog non lo raccomandano. Il taglio cesareo elettivo non è raccomandato per le donne con ospetta infezione da CoV-2 o affette da Covid-19 salvo specifiche indicazioni cliniche materne o fetali. Le indicazioni al taglio cesareo rimangono le stesse per le mamme non Covid.
E se una donna incinta è positiva? Tutti i nostri pronto soccorso ostetrico, ostetricie, blocco travaglio/parto e terapia intensiva - è la risposta della Regione - presentano percorsi protetti garantendo: per i casi sospetti/probabili un luogo di isolamento (stanza con bagno); se la donna è coronavirus positiva dovrà partorire in un ospedale dotato di terapia intensiva per l'adulto perché le complicazioni respiratorie nelle gravide sono superiori. E se una donna ha già partorita e tene di essere positiva può evitare la mascherina? La risposta è categorica: «Assolutamente no! Dovrai sempre adottare tutte le precauzioni igieniche come l'uso della mascherina, accurata igiene delle mani, pulizia delle superfici». (al.va.) © RIPRODUZIONE RISERVATA