Coronavirus, come proteggersi: dispenser anti contagio con disinfettanti in treni, stazioni, aeroporti e luoghi affollati

Venerdì 21 Febbraio 2020 di Mario Fabbroni
Coronavirus, come proteggersi: dispenser anti contagio con disinfettanti in treni, stazioni, aeroporti e luoghi affollati
1

Coronavirus, come proteggersi dal contagio? Il Ministero della Salute ha elaborato un piano speciale per difendere i cittadini: dispenser con disinfettanti per le mani alle fermate della metro, nelle stazioni dei treni, negli aeroporti e negli spazi pubblici più affollati per garantire il massimo livello d'igiene e contrastare anche la possibile diffusione del virus. Il piano speciale elaborato dalla task force istituita dal Ministero dovrebbe entrare in vigore se si aggraverà il livello di contagio. In particolare il Governo ha messo in allerta le aziende che producono i dispositivi medici indispensabili per contrastare il contagio da coronavirus, inserendo anche le mascherine.
 

Coronavirus: numero verde da chiamare per informazioni

Coronavirus, domande e risposte. Il numero verde di pubblica utilità 1500 è stato attivato dal Ministro Roberto Speranza il 27 gennaio per rispondere alle domande dei cittadini sul nuovo Coronavirus. Il ministero della Salute ha disposto con un'ordinanza quarantena «fiduciaria», cioè su base volontaria, per chi è tornato da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e «sorveglianza attiva» per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico così come indicato dall'Oms, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia. Per evitare contatti a rischio, prima di fare una visita domiciliare o di ricevere in studio un paziente con sintomi sospetti da coronavirus, i medici di famiglia faranno un triage telefonico. 

Chi è il 38enne contagiato: cene, pallone e lavoro. La moglie incinta è un'insegnante
Coronavirus, a Codogno il rischio del primo super "diffusore" italiano

Coronavirus, quello che dovete sapere su contagio e trasmissione della malattia

IL CASO DI CONTAGIO A CODOGNO. I casi di positività al coronavirus in Italia sono sei e, ad ora, sono tutti concentrati in Lombardia. Un paziente è un trentottenne, dipendente della Unilever di Lodi, ricoverato in terapia intensiva all'ospedale di Codogno. Le sue condizioni sono migliorate rispetto a ieri sera, quando si è presentato al pronto soccorso. L'uomo, nelle settimane scorse, sarebbe andato a cena con un collega tornato dalla Cina, un dipendente della Mae di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza). Positiva al virus anche la moglie, un'insegnante, che è incinta e in questo periodo non andava a lavoro. Una terza persona che avrebbe avuto contatti con il 38enne si è presentata spontaneamente in ospedale con sintomi di polmonite. Altre tre persone sono ricoverate con quadro clinico di polmonite all'ospedale di Codogno. Il collega rientrato dalla Cina si trova in isolamento al Sacco di Milano ed è risultato negativo ad un primo test. Intanto è ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Piacenza una donna, sintomatica, collega del 38enne positivo al coronavirus.

Cosa dice l'OMS sul Coronavirus in Italia
​«Il nuovo SarsCoV2 è ora presente anche in Italia e la fase nuova è segnata dalla presenza di casi di trasmissione secondaria dell'infezione». Queste le parole di Walter Ricciardi, membro del Consiglio esecutivo dell'Oms. 
 

Coronavirus in Veneto, Friuli e Trentino: le ultime notizie

IN VENETO: 9 casi sospetti, tutti negativi. 137 test, 77 in isolamento fiduciario
Coronavirus, a Conegliano cinque bambini in quarantena volontaria
Allarme coronavirus: gli alpini bellunesi attivi negli aeroporti
Coronavirus, triestino sulla nave bloccata in Giappone: è il terzo ufficiale
Coronavirus, Niccolò: «Arrabbiato sì, mai nel panico. Dicevano che avevo la febbre, ma stavo bene»
Giovane da Hong Kong con la febbre: allarme coronavirus al Marco Polo
Coronavirus, famiglia contagiata a Venezia: i risultati dei test sulle persone venute in contatto

IL SOSPETTO. «Poche storie, il coronavirus è trasmesso anche da chi non ha sintomi». A sottolinearlo sono il virologo Roberto Burioni e il collega Nicasio Mancini in un focus su Medical Facts. «Due recentissime comunicazioni scientifiche confermano i timori che, sin dall'inizio dell'epidemia, vi stiamo presentando sulle pagine del nostro sito - scrivono gli esperti - Siamo stati fra i primi a seguire l'andamento di quest'epidemia di coronavirus, sin da quando i casi si limitavano a poche decine. Il virus viene trasmesso anche in assenza di sintomi».

Coronavirus, post Burioni: "Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena, i politici devono capirlo"

Dopo la notizia dei tre contagi da coronavirus in Lombardia, il virologo Roberto Burioni, che da giorni si dice preoccupato della situazione, ha insistito sulla quarantena per chiunque torni dalla Cina. In un post sui suoi social, Burioni ha lanciato un appello anche per i politici perché capiscano che la situazione è grave e da non sottovalutare.


PICCO INFLUENZALE. Il coronavirus ha fatto quasi dimenticare che in Italia esiste soprattutto l'influenza. Il picco dei contagi però sembra in diminuzione negli ultimi giorni mentre sale il numero dei casi gravi (118 persone) e dei decessi (24 casi). Sono stati 656.000 gli italiani costretti a letto dall'influenza la scorsa settimana, per un totale (da metà ottobre a oggi) di circa 5.632.000 casi.
 

Coronavirus: i consigli Oms per proteggersi dal contagio

Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA