"Conte bis", consensi a picco a Nordest: peggio del governo Monti

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Natascia Porcellato
Osservatorio nordest.
Il governo Conte II non sembra convincere il Nord Est: questo tratto sembra emergere in maniera netta dalle analisi di Demos per l'Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino. I giudizi positivi più alti, infatti, vengono riservati all'opposizione della Lega e di FdI. L'azione del partito di Salvini ottiene il plauso del 42% dei nordestini, ma il valore sale al 77% tra i suoi elettori e al 62% tra quelli di FdI. L'opposizione della formazione della Meloni, invece, raccoglie il gradimento del 40% dei rispondenti, ma il valore sale al 72% tra i suoi stessi sostenitori, si attesta al 60% tra quelli della Lega e raggiunge il 57% anche tra chi guarda a Forza Italia. L'azione del partito di Berlusconi non sembra convincere (27%) e, anche se tra i suoi sostenitori viene ampiamente apprezzata (83%), non altrettanto sembra esserlo tra gli elettori della Lega (41%) o di FdI (33%). I giudizi positivi dei nordestini sul Governo Conte II, invece, si fermano al 36%, ma tra i soci di maggioranza il sostegno appare ampio: raggiunge l'80% tra gli elettori del M5s, il 76% tra chi guarda al Pd, il 64% tra i sostenitori di Italia Viva.

POCO APPEAL
Con la percentuale registrata oggi, il Conte II si colloca tra i governi meno amati dai nordestini: è solo l'esecutivo Berlusconi IV, nel 2011, ormai alla fine della sua corsa, a raccogliere un apprezzamento minore (29%). Di più (51%) aveva registrato nel 2012 il governo Monti, insediatosi dopo la fine della maggioranza di centrodestra. Di più (55%) aveva raccolto l'esecutivo Letta, nato all'indomani di un risultato elettorale, quello del 2013, controverso e difficile da comporre. Di più aveva registrato l'esecutivo Renzi quando, dopo il gradimento stellare (66%) del 2014, nel 2016, alla fine del suo triennio, era sceso al 38%. Di più (47%) aveva raccolto, nel 2017, anche il Governo Gentiloni, in una parentesi di -largo- consenso per una guida tanto diversa, per stile e modi, sia dal Premier che l'aveva preceduto, che dai Vice(premier) che lo seguiranno. Come nel 2013, anche nel 2018 le elezioni consegnano una situazione complicata da tradurre in maggioranza. La prima che ne scaturisce, quella gialloverde, che sostiene il Governo Conte I, raccoglie, tra il 2018 e il 2019, un consenso massiccio (55-66%). La seconda, quella giallorossa, nata dopo la crisi innescata da Salvini nell'agosto scorso e che sostiene il Governo Conte II, ottiene un gradimento che si ferma al 39%, nel novembre scorso, e al 36%, oggi.

LA MAGGIORANZA
La maggioranza (53%) dei nordestini, però, non riconosce un colore dominante nell'azione governativa. Solo una minoranza pensa stia prevalendo il M5s (15%) o il Pd (14%). Curioso è che, mentre gli elettori del M5s sono divisi tra chi pensa che si stiano affermando le proprie idee (45%) o nessuna in particolare (39%), quelli del Pd, oltre a non riconoscere una matrice partitica (45%), ritengono che siano le scelte del M5s (20%) a prevalere. A pensare che nell'azione governativa stiano primeggiando le idee del Pd, infatti, più che i suoi stessi elettori (18%), sono quelli di Forza Italia (29%) e della Lega (23%).
  Ultimo aggiornamento: 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA