Covid, in tre settimane 8900 contagi a scuola: «Ma fra i bimbi rallenta»

Sabato 1 Ottobre 2022 di Angela Pederiva
Covid, in tre settimane 8900 contagi a scuola: «Ma fra i bimbi rallenta»

VENEZIA - Dall'inizio dell'anno scolastico, sono quasi 8.900 i contagi registrati fra i bambini e i ragazzi, nel Veneto dove il Covid corre di più che nel resto d'Italia. Ma attenzione a dare degli untori ai più piccoli: «L'incidenza è in aumento in tutte le fasce di età, ma in questo momento la 0-14 ha rallentato la crescita», avverte Francesca Russo, direttore regionale della Prevenzione. È chiaro che questo andamento dovrà essere valutato nelle prossime settimane, ma intanto è un elemento di cui tenere conto, nelle ore in cui torna ad essere «alta» la classificazione complessiva di rischio decretata dal ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità.


I DATI
L'analisi della Regione, condotta sui dati rilevati da Azienda Zero, ha preso in considerazione il periodo compreso tra il 12 e il 30 settembre. In queste prime tre settimane di lezioni, sono stati contati 8.885 alunni positivi, di cui 2.105 nella scuola dell'infanzia, 2.341 nella primaria, 1.837 nella secondaria inferiore e 2.602 nella secondaria superiore. La fascia relativamente più colpita è quella delle medie: 13 infetti ogni mille studenti fra 11 e 13 anni, mentre l'incidenza è 9,6 fra 0 e 5 anni, 10,8 fra 6 e 10 anni, 11,1 fra 14 e 18 anni, per una media di 11.
Rispetto al totale dei casi notificati, su segnalazione delle scuole tramite l'apposita piattaforma, circa la metà ha generato quello che viene definito un evento scolastico. Detto in altri termini, il 49% dei contagi (con punte del 57% alle elementari) ha portato a dare indicazioni per l'ingresso in aula con la mascherina, come previsto dalle disposizioni ministeriali nelle situazioni di contatto stretto. Perciò in poco più di 3.000 classi si sono rivisti i dispositivi di protezione, altrimenti non più obbligatori dall'avvio di quest'anno scolastico, come peraltro da oggi pure sui mezzi di trasporto quali bus, corriere e treni.


LE MISURE
Spiega il direttore Russo: «La prescrizione è analoga a quella prevista per la popolazione generale. I compagni di classe dello studente positivo devono indossare la mascherina per 10 giorni. Per quanto riguarda eventuali altre misure, il documento dell'Iss le elenca, ma se non c'è una tendenza veramente importante, la singola Regione non le attua in autonomia. Adesso bisognerà vedere cosa succederà con la fine dell'obbligo sui mezzi pubblici, ma evidentemente è arrivato il momento di passare alla responsabilità individuale, per cui la protezione resta fortemente raccomandata nei luoghi affollati».
Da verificare sarà anche la circolazione del virus fra gli under 14. «Nell'ultima settimana ribadisce l'esperta sembra che si sia stabilizzata, per cui deduciamo che il rialzo dei contagi sia dovuto alle persone più adulte, ma bisognerà vedere cosa succede nei prossimi giorni. Per ora ci rassicura vedere che i tassi di occupazione ospedaliera sono sotto controllo, senza segni di sovraccarico. È comunque importante continuare con la campagna di vaccinazione, in particolare con il booster finalizzato a riacquistare l'immunità di base, quindi con la quarta dose per gli over 12 e la quinta per i soggetti immunocompromessi, cioè quelli più a rischio».


IL MONITORAGGIO
Finora in Veneto solo il 6,5% della popolazione ha ricevuto la quarta dose, anche se l'ultimo bollettino ha contabilizzato un rialzo delle iniezioni giornaliere (2.160). In aumento sono però pure i contagi, come documenta l'esito del monitoraggio settimanale svolto dal ministero della Salute e dall'Istituto superiore di sanità. Nelle ultime tre settimane, l'incidenza dei casi su centomila abitanti è salita da 268,4 a 346,2 a 557, a fronte di una media nazionale che ora si attesta su 325, benché vada sempre ricordato che il Veneto è la regione in cui vengono effettuati più tamponi di tutte (ieri 600,4 ogni centomila residenti, in Italia mediamente 310,4).
Invece in Friuli Venezia Giulia la classificazione complessiva di rischio è «moderata». Ciononostante comincia a preoccupare il tasso di occupazione ospedaliera in area medica, arrivato al 10,6%, mentre in Terapia intensiva è al 2,3%.
 

Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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