Sicurezza, salve le sagre di paese: poche scartoffie per i piccoli eventi

Domenica 15 Luglio 2018 di Angela Pederiva
sagra, foto di repertorio
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VENEZIA - A quasi quattro anni dalla tragedia di Refrontolo, arriva la circolare pensata per salvare le sagre (e, in prospettiva, pure i volontari). Con un'operazione in tandem leghista, lui assessore regionale alla Protezione Civile e lei sindaca ma anche deputata, i freschi sposi Gianpaolo Bottacin e Angela Colmellere hanno annunciato ieri l'imminente varo delle nuove disposizioni ministeriali dedicate alle manifestazioni temporanee. Il testo si baserà sulla distinzione dei piccoli appuntamenti rispetto ai grandi eventi, prevedendo una netta semplificazione degli adempimenti in capo agli organizzatori, in attesa che una successiva legge affronti anche il tema delle responsabilità.

LA RICHIESTA Sul tema la richiesta di un intervento normativo pendeva dai tempi della drammatica Festa dei omi del 2 agosto 2014, quando una bomba d'acqua travolse il tendone allestito al Molinetto della Croda, causando la morte di quattro partecipanti e il successivo rinvio a giudizio del presidente della Pro loco e di tre tecnici, con le pesanti accuse di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Dopo un corteo a Venezia lo scorso anno, un mese fa l'Unpli aveva rilanciato in assemblea regionale l'esigenza di una sburocratizzazione delle formalità organizzative. Fra l'uno e l'altra la Regione aveva così promosso un tavolo con i prefetti del Veneto, il comandante interregionale e i vertici provinciali dei vigili del fuoco, l'Associazione nazionale comuni italiani e la stessa Unione nazionale delle Pro loco italiane, allo scopo di provare a dipanare la complessa matassa giuridica e amministrativa in cui è aggrovigliata la questione.

LE DISPOSIZIONI Ora emerge che, fondandosi proprio sullo schema veneto studiato in questi mesi dai sottosegretari Stefano Candiani e Nicola Molteni, il ministero dell'Interno sta mettendo a punto la circolare che dovrebbe essere diramata già la prossima settimana. Secondo quanto trapela da Roma, il testo prevede che per le piccole manifestazioni sia sufficiente l'autorizzazione del sindaco, emessa sulla base del piano di sicurezza predisposto dall'organizzazione e con il riscontro dell'ufficio tecnico comunale, ma senza più l'intervento della commissione di vigilanza. I grandi eventi, invece, verranno divisi in tre fasce a seconda della quantità di partecipanti (fino a 5.000, da 5.000 a 15.000, oltre i 15.000): per ciascuna saranno fissate le valutazioni del rischio e le relative linee-guida. Rimarca Bottacin: «Rendere più semplici le prescrizioni per una sagra gestita da volontari, significa agevolarne il rispetto e dunque garantire l'incolumità di tutti». Traduce Colmellere: «Sicurezza sì, ma proporzionata al livello di rischio». Il pericolo era invece che, soprattutto le associazioni, finissero per rinunciare. «Da sindaco spiega la deputata vivo in prima persona le esigenze delle Pro Loco e di chi organizza eventi nei nostri paesi. Perciò mi sono subito messa a disposizione per affrontare la questione, visto che la circolare vigente sta mettendo in seria difficoltà le nostre associazioni e i sindaci. Sono normative predisposte da funzionari del ministero, spropositate e spesso errate e contraddittorie anche dal punto di vista tecnico». Il passo seguente consisterà in un decreto legge su sicurezza e responsabilità: «Ma lì i tempi saranno più lunghi», prevede l'assessore. 

 

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