Sono i ciclisti i più indisciplinati sulla strada: ignorano le regole del Codice

Per il 47%per cento degli intervistati sono gli amanti delle due ruote a essere i meno attenti alle regole. Uno su due chiede interventi su piste per bici e pedoni

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Natascia Porcellato
Sono i ciclisti i più indisciplinati sulla strada: ignorano le regole del Codice
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I più indisciplinati sulla strada? I ciclisti: secondo la maggioranza (relativa, 47%) degli intervistati da Demos per l'Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, sono loro a ignorare con maggiore frequenza il codice della strada. Escludendo coloro che utilizzano i mezzi per lavoro -come camionisti, furgonisti, tassisti- sono quindi i patiti delle due ruote ad essere più frequentemente giudicati poco attenti alle regole della strada. Seguono, sostanzialmente appaiati, automobilisti (21%) e motociclisti (19%), mentre a vedere una maggiore disattenzione nei pedoni è l'8% dei nordestini.


Quando la strada sale non ti puoi nascondere, diceva Eddy Merckx. Sarà per questo sfidare l'uomo a mettere a nudo i suoi limiti che il ciclismo è ancora oggi uno sport così popolare e amato. Canzoni e film, romanzi e spettacoli: il racconto epico delle corse su due ruote ha creato un immaginario di ciclisti connotati da volontà, intelligenza e caparbietà. Gli scandali doping che si sono susseguiti nel corso degli anni hanno in parte incrinato l'immagine di questo sport, che tuttavia conserva il fascino della fatica e della perseveranza, e continua ad attirare un affetto profondo e diffuso.


Eppure, questo affetto riservato al ciclismo non sembra trasferirsi a chi usa normalmente la bicicletta: è su di loro, infatti, che si concentrano le critiche dei nordestini (47%) per come si comportano sulle strade, mentre meno enfasi viene posta su chi guida un mezzo a motore, come auto (21%) o moto (19%), o su chi usa solo le proprie gambe (8%). Non rispettare le regole del codice della strada, però, significa aumentare la pericolosità degli spostamenti e la probabilità che vi siano incidenti con conseguenze gravi. Come si può intervenire per limitare questo problema? La maggioranza (assoluta, 51%) pensa sia consigliabile intervenire su piste ciclabili e pedonali, allargandole o costruendone di nuove. A invocare un aumento dei controlli su tutte le categorie è, invece, il 34% degli intervistati, mentre il 15% suggerisce l'introduzione di una patente obbligatoria anche per ciclisti e pedoni.


GLI ORIENTAMENTI

Come si configurano dal punto di vista sociale questi orientamenti? L'idea di allargare o costruire nuove piste ciclabili o marciapiedi raggiunge la sua massima popolarità tra i più giovani (18-24 anni, 83%), oltre che tra studenti (78%) e casalinghe (58%).
Aumentare i controlli su tutti, invece, è la soluzione privilegiata in misura maggiore da coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (39%) e dagli anziani (40%). Dal punto di vista socioprofessionale, poi, le categorie che puntano sulla presenza di più pattuglie sul territorio sono i liberi professionisti (47%) e i pensionati (41%). L'introduzione di una patente anche per chi utilizza la bicicletta o va a piedi, infine, è la soluzione più apprezzata dai giovani-adulti (25-34 anni, 22%) e da coloro che hanno tra 35 e i 44 anni (19%), mentre guardando alle professioni emerge il maggiore gradimento di operai (19%) e liberi professionisti (21%), disoccupati (26%) e imprenditori (28%).
 

Ultimo aggiornamento: 13:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA