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Cav, il risiko delle nomine: altre 15 domande, 9 esclusi. In ballo il generale della Gdf Mainolfi e il direttore di Veneto Strade Vernizzi

Mercoledì 21 Settembre 2022 di Alda Vanzan
La sede della Cav

VENEZIA - Un generale della Guardia di finanza. Il superman delle strade del Veneto. Un ex presidente del Corecom. E due donne che però non hanno i documenti in regola. È l'esito dell'istruttoria compiuta dagli uffici del consiglio regionale del Veneto sulle nuove domande degli aspiranti amministratori di Cav, la società mista, Regione e Anas, che gestisce il Passante autostradale di Mestre e che dovrebbe diventare il perno di una holding autostradale del Nordest. Su 15 autocandidature, solo 2 sono risultate idonee mentre altre altre 4 hanno prescrizioni. Nomi che vanno ad aggiungersi ai 14 già vagliati la scorsa primavera. Ma non è detto che tra questi 20 salti fuori il nuovo presidente di Cav: i consiglieri regionali hanno infatti la possibilità di presentare ulteriori proposte. E pare si continui, ancora, a cercare una donna.

LA PRIMA SELEZIONE
Il consiglio di amministrazione di Concessioni Autostradali Venete deve essere rinnovato. Tre componenti spettano alla Regione, due ad Anas. Attualmente in Cda siedono in rappresentanza della Regione la presidente Luisa Serato (al secondo mandato) e i consiglieri Renzo Ceron e Alessandro Maggioni, mentre in capo ad Anas sono l'amministratore delegato Ugo Dibennardo e Federica Ribechi. Pubblicato l'avviso per effettuare le nomine, lo scorso maggio in Regione sono arrivate 52 candidature, ma solo 14 sono risultate idonee, in possesso dei requisiti richiesti: Andrea Antonelli, Fabio Cadel, Renzo Ceron, Ezio Framarin, Roberto Gumirato, Diego Lazzaris, Donato Madaro, Monica Manto, Gianbattista Rossetti, Tommaso Santini, Luisa Serato, Lucio Tiozzo Fasiolo, Marco Vanoni, Gianfranco Vivian. La nomina, però, non c'è stata. Poteva essere riconfermata alla presidenza la padovana Serato? Tecnicamente sì: una recente norma le consente il terzo mandato. E risolverebbe lo scoglio delle quote rosa. Ossia: se Anas per il ruolo di ad sceglierà ancora un uomo, la carica di presidente dovrà essere assegnata dalla Regione a una donna. Tanto più che il Pd ha già scelto (ancora) un uomo: l'ex capogruppo dei dem Lucio Tiozzo al posto dell'uscente (e ora renziano) Alessandro Maggioni. Ma a quanto si mormora nei due palazzi sul Canal Grande, non ci sarebbe l'intenzione di riconfermare la padovana Serato. Altrimenti l'avrebbero già fatto, no?

LA SECONDA SELEZIONE
Complice una domanda sparita, non protocollata, e poi ritrovata (e comunque risultata non ammissibile), temendo ricorsi e carte bollate lo scorso giugno sono stati riaperti i termini. Il secondo avviso ha visto 15 nuovi aspiranti amministratori di Cav. Nove autocandidature sono state però respinte per mancanza dei requisiti richiesti. I papabili - da aggiungersi ai precedenti 14 - sono sicuramente 2, entrambi padovani: l'avvocato ed ex presidente del Corecom Alberto Cartia, 77 anni e l'ingegnere di Carmignano del Brenta Paolo Botton, 62 anni. Ha i requisiti anche il generale della Guardia di finanza Giovanni Mainolfi, ma per la sola carica di consigliere: per diventare presidente di Cav dovrebbe rimuovere l'incompatibilità del suo grado, in pratica lasciare il vertice delle Fiamme gialle o, più semplicemente, andare in pensione. Analoga situazione per Silvano Vernizzi, l'ingegnere del Passante, oggi al vertice di Veneto Strade: può fare il consigliere di Cav e potrebbe anche fare il presidente, ma solo dal 1° maggio 2023 e lasciando l'incarico di direttore generale di Veneto Strade. Poi ci sono due donne, ma entrambe - la vicentina Caterina Bazzan e la milanese Elisabetta Tromellini - con i documenti non in regola (e non si capisce se possano rimediare). Ci saranno altri nomi? Forse sì: i consiglieri possono presentare ulteriori proposte entro lunedì. Cav, la saga continua.
 

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