Autonomia, resa dei conti. Stefani: «Al prossimo Cdm risposta a Regioni»

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Il ministro veneto per gli Affari Regionali e l'Autonomia Erika Stefani
Autonomia, pare che sia in arrivo una resa dei conti, almeno a quanto si legge nella nota del ministro veneto per gli Affari Regionali e l'Autonomia Erika Stefani: «Io sono pronta. Ho già illustrato a Conte le intese come mi era stato chiesto. L'autonomia è nel contratto di governo per questo il prossimo Consiglio dei Ministri sarà la sede opportuna per dare una risposta alle Regioni e chi è contrario se ne assumerà la responsabilità». 

«Il lavoro serio e costruttivo fatto in tutti questi mesi non può essere ridotto a sterile polemica», aggiunge il ministro Stefani. «L'autonomia non è una deriva, ma un'ottima soluzione per avvicinare le scelte ai cittadini garantendo servizi a tutti tagliando finalmente gli sprechi. La richiesta di Autonomia è un diritto delle regioni previsto dalla Costituzione. Si deve smettere di creare allarmismi e di formulare accuse su fatti che non esistono. La coesione nazionale, la struttura finanziaria economica dello Stato, la salvaguardia e il rispetto di tutte le regioni - da Nord a Sud - sono i saldi e inviolabili principi che hanno ispirato il mio lavoro. È assurdo - conclude la titolare degli Affari Regionali e dell'Autonomia - ricordare che tutti questi principi sono in Costituzione e né noi della Lega né i Cinque Stelle possono cambiarli».
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Lunedì 13 Maggio 2019, 12:40






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5 di 49 commenti presenti
2019-05-14 14:32:04
Leggo commenti sarcastici di gente che dovrebbe solo piangere per la situazione in cui si trova il proprio paese (il sud) e per la dignita' che ormai hanno perso da anni sfruttando il mantenimento dal nord! Fate pena!
2019-05-14 10:37:08
Certo con quest'aria rassegnata..dove vogliamo andare?
2019-05-14 18:46:43
Don chisciotte aveva molte piu' possibilita' di farcela contro i mulini a vento! La rassegnazione puo' arrivare per sfinimento!
2019-05-14 10:17:44
Cari leghisti, Zaia ha bisogno dell'autonomia per ripresentarsi (per il terzo mandato, a sua insaputa) mentre Salvini, che ragiona più in largo, ha bisogno dei voti del sud per avere maggior peso nel governo. Come si capisce gli interessi divergono. Senza contare che Salvini vorrebbe sostuire Zaia con uno "dei suoi" (Zaia non lo è) per prendere anche la Regione. Tirate un po' voi le conclusioni. Non capirlo significa essere gnocchi, fingendo di non capirlo si è in malafede.
2019-05-14 09:54:18
Nel 2001 fu modificato il capitolo 5° dando alle regione una connotazione federale. Il referendum voluto da renzi-boschi mirava alla limitazione delle competenze regionali e di fatto accentuava il centralismo; in pratica si voleva evitare che altre regioni potessero chiedere l'autonomia . Il referendum porto' alla sconfitta del partito democratico e alla sua volonta' di trasferire tutto il potere allo stato centrale; praticamente volevano cancellare cio' che era stato fatto nel 2001!