Autonomia, Zaia: «Accolto il 70%
delle richieste, ora la fase politica»

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Luca Zaia
VENEZIA - Il governatore del Veneto, Luca Zaia, benedice la bozza "tecnica" di intesa sull'Autonomia del Veneto che la ministra Erika Stefani porta oggi, 14 febbraio, in Consiglio dei Ministri. «La bozza è assolutamente in linea con le aspettative nostre e del Governo - afferma Zaia -. «Siamo a un 70%» dell'accoglimento delle richieste del Veneto sull'Autonomia.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI
In serata il Consiglio dei ministri ha avviato il percorso delle intese con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna che dovrebbe portare ad attribuire a queste regioni una serie di competenze che incidono sulla vita dei cittadini: dalla scuola, alla sanità, dalle casse di risparmio fino alla sicurezza sul lavoro. La trattativa con lo  Stato è stata  portata avanti in questi mesi dal ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani che, ha portato oggi in Consiglio dei ministri le bozze delle tre Intese dopo il via libera del ministero dell'Economia. Il tema di fondo, infatti, sono le risorse finanziarie che Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna reclamano per gestire le nuove competenze: 23 quelle richieste da Veneto e Lombardia, 16 quelle reclamate dall'Emilia. 

IL MINISTRO STEFANI
«È difficile che i ddl siano emendabili dopo l'intesa perché la cambierebbero ma ci sarà un confronto in Parlamento prima della firma» con Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali Erika Stefani al termine del Cdm, spiegando di avere fatto una prima illustrazione del lavoro tecnico che si è concluso ieri.

 


SODDISFAZIONE
 In particolare Zaia è soddisfatto  dell'intesa raggiunta con il ministero delle Finanze sull'aspetto essenziale dell'Autonomia, e cioè l'autonomia finanziaria. «La norma finanziaria, così come è stata discussa ieri per noi va bene - riconosce Zaia - Si parte dalla spesa storica che verrà superata nel giro di tre/cinque anni, con la norma finanziaria scritta ieri. Dopo il primo anno di avvio si arriverà alla media nazionale». Per quanto riguarda i tempi di sottoscrizione dell'intesa, «la data del 15 febbraio come ipotizzata dal premier Conte - ha precisato Zaia - prevedeva la chiusura dei tavoli tecnici, ed è esattamente quello che è avvenuto ieri con il tema della norma finanziaria. Adesso la bozza c'è, è una bozza importante, se venisse approvata con tutte le nostre richieste io sono pronto a firmarla in ogni istante. Se c'è la volontà si chiude, se non c'è la volontà vuol dire che si va verso una visione conservatrice di questo Paese, ma la storia ci punirà, perché comunque il futuro - ha concluso - è il federalismo, l'autonomia e la responsabilità».

I NODI APERTI
Vanno risolte delle criticità - ha aggiunto - ma non mi preoccupo perché abbiamo lo spazio per trattare ancora. Del resto lo sapevamo dal primo giorno che questa non è una  passeggiata. C
i sono alcuni punti irrisolti che vanno risolti, quelli delle autostrade, delle concessioni in generale, del mondo della cultura e dell'ambiente e, ovviamente, della sanità. Io continuo a pensare che bisogna essere degli inguaribili ottimisti. Ne abbiam passate di tutti i colori con questa autonomia, io continuo a credere che si possa arrivare a una firma. Se si risolvono questi punti la firma si fa. Oggi possiamo dichiarare che la fase tecnica è finita, e c'è quella politica».

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NON È LA SECESSIONE DEI RICCHI
«Quella sull'Autonomia differenziata regionale - osserva Zaia - è una rivoluzione epocale, ha il rango di grande riforma. È logico che il travaglio sia molto più importante, noi siamo pronti a chiarire, ma soprattutto non possiamo accettare che qualcuno dica che questa è la secessione dei ricchi».  Sul controverso capitolo delle infrastrutture, in particolare, Zaia attende: «Vediamo le controproposte. Noi abbiamo chiesto un bel po' di roba, siamo convinti del fatto che questo porti a esser più efficienti, così come è convinta qualunque altra regione che chieda queste competenze». 

A Zaia spiace inoltre «che ci sia questa polemica nazionale, soprattutto del presidente della Campania, che fa una polemica inutile. Perché chi fino a ieri sventolava la bandiera della difesa della Costituzione, che prevede l'autonomia, oggi combatte ciò che dice la Carta? Non va più bene, se noi chiediamo di applicarla?», ha concluso.

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LO PREVEDE LA COSTITUZIONE
Nel percorso parlamentare delle intese sull'Autonomia regionale - avverte Zaia - «se ci saranno problemi allora bisogna che qualcuno si legga bene il programma quando si candida, perché nel programma c'è scritto l'impegno a dare l'autonomia alle Regioni che l'avevano chiesta».  «È normale - ha precisato Zaia - che in Parlamento ci sia qualcuno che non la pensa come te, ma la tua libertà finisce dove inizia la mia, e i veneti hanno votato e fatto un referendum. Non si capisce perché i veneti non possono avere una risposta che è in linea con la Costituzione. Chi oggi parla male del progetto del Veneto, della Lombardia e dell'Emilia-Romagna è contro la Costituzione. Coerenza vuole che tu vai, presenti la modifica della Costituzione - ha aggiunto - e ci confrontiamo su quello». A proposito delle critiche del Pd all'accordo, Zaia ha puntualizzato che «ha fatto tutto per non farci fare questo referendum, ci ha portato alla Corte Costituzionale, ci ha vietato la tessera elettorale, ci ha mandato al Tar, ci ha fatto pagare tutta la sicurezza ai seggi. Mi sembra che non possa vantare la primogenitura. E anche Bonaccini - ha concluso - ha fatto la battaglia con noi».

LA MINISTRA PER LE AUTONOMIE  ERIKA STEFANI

«Sono soddisfatta perché questa sera, 14 febbraio, i testi sulle autonomie arrivano in Consiglio dei ministri - afferma Erika Stefani, veneta e leghista, ministra per le Regioni e le Autonomie - La procedura non prevede voti sui testi. Siamo consapevoli che il percorso non è concluso, ma siamo ottimisti sul risultato perché stiamo compiendo un passo importantissimo nell'ottica della razionalizzazione e del risparmio della spesa regionale. Positività assoluta sull'esito della discussione che riguarda i nodi politici rimasti».

 
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Giovedì 14 Febbraio 2019, 14:15






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delle richieste, ora la fase politica»
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5 di 42 commenti presenti
2019-02-15 08:59:47
Sono le "criticità" che fanno cadere i governi!!!!
2019-02-15 06:46:47
zaia, vieni via, che caschi pure il governo, non accettare robaccia annacquata lo hai professato tu, e adesso che ci porti a casa e scoasse per darci el contentin?? vien via. fatti ricordate come un doge intelligente e buono che ha dato tanto al veneto, non come el venduto peso de galan. el galan seo magna a carneval, varda de non farne un scherso! BRUTTO.
2019-02-15 06:10:17
,, e anche oggi l’autonomia arriva domani.
2019-02-15 00:27:21
Appena letto sul Corriere:Stop all'autonomia...adesso che il Reddito di Cittadinanza e' legge,gli M5S bloccano l'autonomia,cari polentoni(dei quali ne sono uno anche io)avreste dovuto esigere l'autonomia allo stesso tempo del Reddito...vi hanno fregati perche' sono piu' cinici e piu' furbi...non resta che una soluzione per il Nord e soprattutto per la Venetia.
2019-02-14 23:41:16
Una tra le peggiori sventure che possa capitare al popoli civile veneto.-Si accorgeranno quando andra' al potere il mondo agricolo