Autonomia, le voci contrarie. Bersani: «Bicamerale sul federalismo». Rossi dalla Toscana: «C'è il rischio della secessione dei ricchi»

PER APPROFONDIRE: autonomia, regioni, veneto
AUTONOMIA: BERSANI, SI FACCIA UNA COMMISSIONE BICAMERALE
«È umiliante per il comune buon senso dover motivare il no a questo modo di procedere sulle autonomie differenziate per tre regioni. Perché mai tutte le altre non dovrebbero chiedere alla spicciolata un po' di materie? Magari tre, otto o dodici a piacere?». Lo scrive su Facebook Pier Luigi Bersani. «Potrebbe mai stare in piedi uno Stato Arlecchino? Tutto questo finirà in un contraccolpo anti regionalista col rischio di gettare il bambino con l'acqua sporca. Da anni ormai si procede a strappi senza una logica di sistema. È tempo di fare il punto sulle autonomie, regioni province e comuni. Si riorganizzi dunque la commissione bicamerale sul federalismo già esistente e in un anno di tempo si progetti un'organica messa a punto del sistema. Non si può più giocare con il rischio di un progressivo sgretolamento dello stato», aggiunge Bersani.

ROSSI DALLA TOSCANA
«Le risorse per l'autonomia regionale saranno garantite tramite la compartecipazione alle imposte». Lo scrive su facebook il presidente della Toscana Enrico Rossi riferendosi all'accordo sull'autonomia con alcune Regioni e spiegando che ora «c'è il rischio della secessione dei ricchi: Lombardia, Veneto e Emilia. Ma alla fine saremo tutti più poveri». Per il governatore «l'Italia non deve dividersi in staterelli, mettersi un vestito a toppe come Arlecchino: ha bisogno di un regionalismo temperato, cooperativo e collaborativo con lo Stato centrale, per risolvere al meglio i problemi dei cittadini che hanno gli stessi diritti - conclude -. È la proposta che avanziamo come Regione Toscana per l'applicazione dell'art.116 della Costituzione. Prima di dividere il Paese si apra una seria discussione».

LA CISL
«La Cisl ritiene che le intese per l'autonomia differenziata delle regioni, all'esame del Consiglio dei Ministri di oggi, nell' ambito del legittimo percorso previsto e regolato in Costituzione dall'articolo 116, non possono prescindere dalla coesione, dalla solidarietà e dall'unità nazionale, valori irrinunciabili per la Cisl, da porre a fondamento degli assetti istituzionali, per assicurare uno sviluppo equilibrato di tutte le aree del Paese e per garantire a tutti i cittadini e i lavoratori, diritti fondamentali, come l'istruzione, la sanità, il lavoro garantiti e tutelati dalla Costituzione». Lo sottolinea Ignazio Ganga, segretario confederale Cisl con delega alle riforme istituzionali. «In tal senso -continua Ganga- le anticipazioni delle ultime settimane in merito ai contenuti delle Intese, che nella giornata di ieri hanno visto un importante passaggio presso il MEF destano alcune preoccupazioni.La Cisl ritiene quanto mai necessario una profonda riflessione sul tema dell'autonomia, che non dovrà minimamente indebolire la coesione sociale dello Stato unitario e il sistema dei diritti dei cittadini e dei lavoratori».

CLEMENTE MASTELLA DA BENEVENTO
«Riunirò tutti i sindaci della provincia di Benevento per realizzare l'autonomia regionale differenziata per evidenziare il pieno dissenso nei confronti di una riforma che, di fatto, sancisce la fine del servizio sanitario nazionale, del sistema di istruzione nazionale ma, soprattutto, che determina un gettito fiscale a solo vantaggio delle regioni del Nord». Ad annunciarlo è il sindaco di Benevento Clemente Mastella. «Sarà la qualità di questi servizi - aggiunge Mastella - a fare la differenza a tutto vantaggio del Nord». Secondo Mastella «a tutto questo occorre opporsi con decisione e determinazione».

LUIGI GALLO (M5S)
«Tutta questa fretta e riservatezza nel definire una trasformazione epocale del nostro Paese non ha alcun senso. Il dibattito sulle autonomia differenziata va reso pubblico e va parlamentarizzato». Lo dichiara Luigi Gallo (M5S, nato a Prato e residente a Napoli), Presidente della Commissione Cultura della Camera commentando l' intesa sull'autonomia differenziata. «Affrontiamo ogni singolo tema in modo trasparente sotto gli occhi dei cittadini in Parlamento perché l'operazione può essere solo chirurgica. Sulla trasformazione di aspetti delicatissimi dello Stato non si può fare né propaganda, né lotta di partito».

LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO DI NAPOLI
«L'Italia può ripartire valorizzando tutte le autonomie, delle città della Lombardia, del Veneto, ma anche delle città del Sud e del Centro. Il governo è garante dell'unità nazionale, non può consentire che già discriminazioni in atto - che già sono in atto nei confronti del Mezzogiorno e non solo - continuino con questo disegno di legge scellerato». Lo ha detto oggi, 14 febbraio, a Piazza Montecitorio, nel corso di una conferenza stampa, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. La norma sull'Autonomia, ha aggiunto, «non va perché la maggior parte delle risorse rimangono solo in alcune regioni e soprattutto c'è un'ulteriore discriminazione di servizi che dovrebbero essere garantiti in maniera eguale sul territorio nazionale, penso a due esempi, ma ne potrei fare tanti, sanità e istruzione. Poi soprattutto le risorse, questo è il tema fondamentale, perché sempre di più - ha osservato ancora de Magistris - avremo risorse indirizzate verso quelle regioni e tolte ad altri territori in cui si dovrebbero garantire. Credo che questa riforma anziché aiutare alcune zone del Sud, ad esempio, ad avere gli stessi asili nido della Lombardia e del Veneto, faccia esattamente il contrario, cioè si danno più risorse a chi già le ha, acuendo enormemente la discriminazione nel nostro Paese e consolidando così le disuguaglianze».

FEDERICO MOLLICONE (deputato romano di Fratelli d'Italia)
«Lega Nord e 5 Stelle puntano a spaccare l'Italia e a isolare il Mezzogiorno e la Capitale d'Italia, in quest'ultimo caso anche grazie alla sindaca Raggi che ancora non ha proferito parola su quanto sta per concretizzare il suo governo amico. «Regionalizzare significa mettere a rischio la scuola italiana, dai finanziamenti all'ordinamento
».

 
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Giovedì 14 Febbraio 2019, 09:22






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5 di 5 commenti presenti
2019-02-14 23:35:24
Italia nazione indivisibile alle regioni una croce sopra
2019-02-14 12:02:23
Il regionalismo è prodotto dall'asse Pd-Fi-Lega, sono loro gli eredi della Dc-Pci, che introdussero nel 1970 le scandalose e inutili Regioni unicamente per dividersi le poltrone… Ecco cosa ebbe a dire un fautore delle Regioni, Francesco Cossiga (Dc), quando introdussero questi enti dispendiosi forti produttori di debito pubblico: “esse furono dunque varate per motivi eminentemente di equilibrio politico, non perché le si ritenesse necessarie per una migliore organizzazione dello Stato; insomma, bisognava dare un po’ di potere ai comunisti lì dove erano più forti: in Toscana, in Emilia Romagna, in Umbria”
2019-02-14 11:47:47
De Luca, Rossi e Bersani non hanno capito una mazza. L'autonomia non significa federalismo... che a dirla tutta io personalmente lo vorrei solo per assumere più responsabilità alle regioni che funzionano male da decenni.
2019-02-14 10:00:33
De Luca e Rossi avete finito di mungere le regioni del nord, ora cominciate a pensare alle vostre e farle crescere senza sperare sempre di far cassa con le risorse degli altri.
2019-02-14 12:38:46
La Toscana munge il Veneto? Ma da quando?