Si taglia la mano: pronto soccorso senza vaccino contro il tetano

Si taglia la mano: pronto soccorso senza vaccino contro il tetano

di Alberto Comisso

PORDENONE - Si è presentato al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria degli Angeli con una profonda ferita ad una mano. Necessitava che gli venissero applicati alcuni punti di sutura e sin qui nessun problema. Un uomo di Pordenone, che ha deciso di raccontare la storia così da renderla pubblica, ha chiesto, essendo scaduto il periodo di copertura, che gli venisse somministrata l'antitetanica. Si è però sentito rispondere che i vaccini erano momentaneamente terminati. Quindi nessuna profilassi. I medici gli hanno comunque spiegato che il rischio di infettarsi era estremamente ridotto, ma che in ogni caso i vaccini non c'erano. Quando però c'è questo timore, ad esempio nel caso di ferite contaminate da terriccio o frammenti di legno o metallo, il ricorso al vaccino è altamente consigliato, poiché la malattia è letale nel 50 per cento dei casi. L'uomo, un lavoratore che risiede in città, si è meravigliato: ha chiesto come facesse un ospedale ad essere sprovvisto dei vaccini per il tetano. Nessuno, pare, sia stato in grado di fornirgli una risposta esaustiva. Lo hanno comunque rassicurato del fatto che non avrebbe corso alcun pericolo di contagio da tetano e che comunque per qualsiasi tipo di problema avrebbe potuto rivolgersi nuovamente al pronto soccorso...


 
 
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Venerdì 24 Novembre 2017, 09:47






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5 di 11 commenti presenti
2017-11-24 20:41:20
Avete notato che la maggioranza delle persone che invoca i vaccini obbligatori per tutti alla fine si reca presso il pronto soccorso privo della protezione individuale. Non e' lampante tutta questa ipocrisia? E non mi venite a dire che il tizio era un no-vax
2017-11-24 18:39:43
... un dubbio sorge spontaneo..
2017-11-24 14:15:22
In Pronto Soccorso e' prevista la somministrazione delle GAMMAGLOBULINE antitetaniche (IG). Queste sono un emoderivato, ovvero un concentrato di anticorpi anti tetano un tempo prese dal sangue dei cavalli (...) ovvero da pazienti umani immuni. Essendo un emoderivato il paziente viene informato dell'ipotetico pericolo (infezioni, reazioni allergiche) derivanti dalla loro somministrazione e deve firmare un CONSENSO INFORMATO per riceverle. Il VACCINO va fatto a quei pazienti che NON sono vaccinati e/o che hanno fatto l'ultima dose di richiamo da oltre 5 anni (10 per alcune fonti scientifiche). Le immunoglobuline agiscono SUBITO (per questo si fanno in PS) il vaccino (anche come richiamo) ha bisogno di piu' tempo per agire. Per comprendere CORRETTAMENTE la notizia andrebbe capito se il paziente fosse o meno correttamente vaccinato (responsabilita' sua, non certo dell'ospedale) e se mancavano davvero le immunoglobuline. Ovvero se, come spesso succede, il paziente RIFIUTA la somministrazione delle IG in PS e viene comunque consigliato di recarsi al centro vaccinale di zona per fare la dose di richiamo del vaccino.
2017-11-24 12:12:19
(se vera - oramai lo premetteremo ad ogni commento) licenziare i medici del Pronto soccorso che , di fronte a una profonda ferita alla mano dichiaravano :" I medici gli hanno comunque spiegato che il rischio di infettarsi era estremamente ridotto" ... da paura ....
2017-11-24 11:00:57
In farmacia...trovarlo e' laborioso e bisogna girarne alcune.Poi si paga e si detrae.La notizia e' rimbalzata piu' volte..iniziera' un businnes?