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Estate 2022, vacanze con stangata: gli hotel al mare più cari del 10%. Il viaggio nelle stanze a peso d'oro

Giovedì 14 Aprile 2022 di Marco Agrusti
Un hotel a Lignano
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L’estate 2022 sarà quella della rinascita del turismo. In Friuli Venezia Giulia si spera nel boom e le avvisaglie anticipate a Milano dal presidente Massimiliano Fedriga parlano di una regione al top in Italia quanto a ripresa post-Covid del settore. A Lignano e a Grado, i due principali poli balneari della regione, sono già sold out le date clou della bella stagione. Tutto molto confortante. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia. Sugli utenti finali - cioè i turisti stessi - è infatti in arrivo la stangata dei prezzi. Colpa dei rincari a monte, che spingono i titolari delle strutture ricettive (alberghi in primis, ma anche appartamenti) a ritoccare i listini verso l’alto raggiungendo così il massimo storico da molti anni a questa parte. Vacanze sì, quindi, ma a che prezzo? La brutta sorpresa la si riceverà in fattura alla fine del soggiorno. 


IL VIAGGIO


Settimana centrale di luglio, nemmeno la più richiesta se si paragona il periodo con il clou rappresentato storicamente dalle date a cavallo di Ferragosto. Il campo di ricerca è quello di Lignano Sabbiadoro e il motore uno dei più popolari per ogni turista, sia locale che internazionale. Ebbene, si capisce già che quella del 2022 non sarà certamente un’estate low cost. Anzi, i rincari si faranno sentire. Basta un rapido sfoglio delle pagine del portale, infatti, per capire come sia totalmente impossibile dormire a Lignano con meno di 100 euro. E si sta parlando di una camera singola, nemmeno di una doppia. La soluzione più economica è rappresentata da un beach caravan, cioè un complesso formato praticamente da roulotte. Nemmeno un hotel nel senso letterale e “storico” del termine. Prezzo per una notte a metà luglio, 119 euro a persona. Per trovare una sistemazione classica (in muratura, per intendersi), si parte da 123 euro a notte con la colazione inclusa. Un aumento netto rispetto alla stagione passata, segnata sì dal perdurare della pandemia ma libera dai rincari che oggi interessano anche gli albergatori. Lo stesso trend lo si nota per quanto riguarda case e appartamenti in affitto. Un locale con due camere, ad esempio, non viene meno di 225 euro a notte. Si sta parlando di 45 metri quadri, non di una “reggia”. 


LA SPIEGAZIONE


Gestire un albergo non è mai stato facile. Ma la crisi internazionale dell’energia e delle materie prime sta rendendo tutto questo un’impresa. Ecco perché in vista della stagione turistica la maggior parte degli albergatori si è detta costretta a ritoccare verso l’alto i prezzi delle camere. Il fenomeno lo spiega ad esempio Giovanna Santin (Ascom-Federalberghi), facendo una panoramica delle difficoltà che attanagliano i gestori e proprietari delle tante strutture regionali. «Stiamo facendo i conti con una raffica di aumenti generalizzati. Impossibile a questo punto non pensare a un innalzamento dei prezzi delle camere e dei nostri servizi. Si parte ad esempio dalle bollette del gas, rincarate del 50 per cento in pochi mesi. E ancora l’elettricità, le materie prime legate ai ristoranti e alle colazioni». Senza contare la cronica mancanza di personale, ma questo è un altro discorso e riguarda più nel dettaglio gli stagionali. «Molti albergatori - ha concluso Santin - alzeranno i prezzi sino al 10 per cento. Non possiamo pensare di lavorare in perdita, è una questione di mera sopravvivenza». 

Ultimo aggiornamento: 18:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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