Truffa romantica, a giudizio il falso militare americano: intasca 60mila euro in meno di un anno

L'indagato trovava le sue vittime su Facebook: donne sole, fragili e bisognose di attenzione.

Mercoledì 23 Novembre 2022 di Cristina Antonutti
Truffa romantica a giudizio falso militare

PORDENONE - Una truffa sentimentale online, di quelle che fanno leva sui sentimenti delle persone. Emmanuel Kwame Sarfo, 47 anni, ghanese che risiede a Pordenone, ieri è stato rinviato a giudizio dal gup Monica Biasutti. Dovrà difendersi dall'ipotesi di truffa aggravata dalla minorata difesa delle sue vittime, una delle quali si è costituita parte civile. L'uomo, spacciandosi per un militare dell'esercito americano in missione in Siria, tra il 2020 e il 2021 avrebbe incassato oltre 60mila euro nel giro di pochi mesi. È stato identificato dal nucleo truffe online che il procuratore Raffaele Tito ha istituito nella sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri, in Procura.


IL FASCINO DELLA DIVISA

A chiedere il rinvio a giudizio di Sarfo, difeso dall'avvocato Giovanni Martorana, è stato il pm Marco Faion. L'indagato trovava le sue vittime su Facebook: donne sole, fragili e bisognose di attenzione. In due giorni - tra il 19 e 20 gennaio 2021 - a una donna di 68 anni conosciuta sul social avrebbe fatto credere di essere il soldato Edward Hoffman impegnato in una missione militare in Siria dal 2011. Dopo averne carpito la fiducia, le disse che faceva parte della Cri. La Croce rossa italiana? No, una inesistente Croce rossa innocente che avrebbe dovuto mettere in guardia la vittima, a cui era stato chiesto di ricevere al proprio indirizzo un pacco che aveva a che fare con la sua missione umanitaria. Si trattava di una cassaforte. Sarfo, secondo quando denunciato, a un certo punto ha cominciato a dire che la spedizione era bloccata perché mancavano dei documenti e che bisognava versare 2.500 euro. Il giorno dopo nuova richiesta: il pacco era stato bloccato dalle autorità anti droga e bisognava pagare 3.500 euro. Sarfo il primo versamento lo ha incassato. Ma il secondo giorno la donna, dove avergli accreditato i soldi, ha revocato l'operazione ed è andata a denunciare la truffa.


IL MAGGIORE CHINON
È tra ottobre 2020 e aprile 2021 che Sarfo, spacciandosi per il maggiore Brighit Chinon, un americano in missione in Siria, ha fatto amicizia (virtuale) con una 67enne. Una volta carpita la fiducia, ha cominciato chiederle sostegno. Sosteneva di non essere in grado di accedere al proprio conto corrente. La donna ha cominciato ad aiutarlo inviando bonifici - su conti aperti in diversi istituti di credito di Pordenone - di mille, 2.470, 5.470 e persino 12 mila euro, per un totale di 46.940 euro. In un'occasione, spacciandosi su WhatsApp per un certo Christopelalex, si è fatto mandare 2.400 euro dicendo che aveva avuto un incidente con il figlio ed era in difficoltà.


I BUONI AMAZON
Fasulla anche la divisa del maggiore David Robert, attraverso la quale Sarfo si sarebbe fatto accreditare decine di buoni Amazon da una 63enne. Le aveva promesso l'altare. Tutto è filato liscio per cinque mesi, ma quando ha cominciato a chiedere bonifici di 3mila euro lei si è insospettita e lo ha denunciato. Le indagini avevano già passato il vaglio del gip, che confermando la gravità degli indizi, aveva emesso lo scorso luglio la misura cautelare dell'obbligo di firma.
 

Ultimo aggiornamento: 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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