«Giosuè Ruotolo formattò il pc, non era in grado di fornire un alibi»

Giosuè Ruotolo e Trifone Ragone

di Cristina Antonutti

PORDENONE - In Corte d'assise domani si ricomincia da Daniele Renna, il coinquilino che la sera del 17 marzo 2015 vide Giosuè Ruotolo uscire in tuta a un'ora insolita. Assieme a Sergio Romano - entrambi usciti indenni da un'iscrizione-lampo sul registro degli indagati per concorso in omicidio - in fase di indagini preliminari è stato decisivo nel fornire alla Procura la chiave del giallo: una vendetta. In aula, nel tardo pomeriggio di venerdì, Renna ha ricordato le parole pronunciate da Giosuè una sera di novembre, quando tornò malconcio dalla palestra dopo un confronto con Trifone Ragone: «Mi ha rotto, lo uccido, lo denuncio». Certo, è soltanto lo sfogo di una persona arrabbiata dopo che il commilitone lo ha picchiato accusandolo di essere l'autore dei messaggi molesti arrivati alla fidanzata Teresa Costanza su Facebook, attraverso il profilo Anonimo Anonimo. I due ex coinquilini di Ruotolo e Ragone hanno però messo in fila una serie di elementi che fanno capire come la convivenza in via Colombo fosse difficile. Un'escalation di attriti, liti per bollette da pagare, piatti sporchi, estranei e donne che giravano per casa.

 
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Domenica 22 Gennaio 2017, 09:42






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3 di 3 commenti presenti
2017-01-22 21:18:59
meraviglie del sud!
2017-01-22 11:38:12
Condivido in pieno il post di Agner. Mi sembra proprio che la didesa di Ruotolo non abbia proprio alun margine,tutte gli indizi portano chiaramente ed inequivocabilmente a lui.
2017-01-22 10:15:46
Una situazione classica per chi condivide appartamenti in una "comune" dove si sbolognano sempre ad altri gli incarichi umili e di gestione. Tipica da studenti universitari in convivenza non di elezione ma forzata dalla necessita' di abbattere i costi.Ne sono pieni i blog..ma non si arriva ad uccidere.