Fuga dalla quarantena, le bugie dei contagiati che non vogliono rivelare spostamenti e contatti

Giovedì 9 Dicembre 2021
Fuga dalla quarantena: le bugie dei contagiati che non vogliono rivelare spostamenti e contatti

PORDENONE E UDINE - Il dato è contenuto nell'ultima rilevazione dell'Istituto superiore di sanità. È lampante, ma non dice tutto. Serve però per inquadrare il problema dal punto di vista numerico e delle dimensioni. Nell'ultima settimana, in tutto il Friuli Venezia Giulia, sono stati rilevati 3.055 contagi da Coronavirus senza una storia epidemiologica alle spalle. Vuol dire che per 3.055 casi nessuno è riuscito a capire l'origine dell'infezione. Si tratta del dato forse più preoccupante quando si parla di sorveglianza sanitaria e di tentativi di contenere, circoscrivendolo, il contagio. È così, in poche parole, che si vengono a creare i focolai più grandi e più difficili da spegnere. Si tratta di un numero particolarmente alto, che però non si spiega solamente con l'aumento dei casi e le difficoltà intrinseche e ormai croniche dei Dipartimenti di prevenzione. La quarta ondata, infatti, ha portato con sé un problema ulteriore, forse ancora più difficile da risolvere. È sempre più complicato, infatti, convincere le persone a raccontare la verità di fronte alle domande (banali, scontate, ma utilissime) degli esperti della prevenzione.


L'isolamento dei contatti stretti e quindi la capacità di arginare il contagio, passano infatti esclusivamente attraverso il rapporto tra l'intervistatore (in questo caso il Dipartimento di prevenzione, con i suoi addetti specializzati) e la persona contagiata. Si punta a conoscere gli spostamenti del cittadino diventato positivo, le sue frequentazioni, i contatti stretti e quelli invece che non costituiscono un rischio elevato. Ma di fronte al personale della prevenzione, già provato da venti mesi di lavoro praticamente senza sosta, c'è sempre più spesso un vero e proprio muro. Il caso di Arba, in provincia di Pordenone, in questo senso è emblematico: diverse famiglie rifiutano di fornire i dettagli importanti per ricostruire la catena del contagio, e in questo modo il piccolo comune della Pedemontana pordenonese è diventato uno di quelli con l'incidenza più alta. Ma non sono solo i no-vax duri e puri a non voler rivelare le proprie frequentazioni ai Dipartimenti di prevenzione. Purtroppo la tendenza è sempre più diffusa, e di mezzo c'è anche il mondo del lavoro. La quarantena, infatti, spesso rappresenta un ostacolo non di poco conto per chi svolge mansioni particolari che richiedono necessariamente la presenza. Così però la macchina della prevenzione rischia di diventare quasi inutile.

Ultimo aggiornamento: 20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA