“Guerra” tra etnie: licenziato l’Imam, che fa causa. Risse per la gestione del centro Comina

Lunedì 1 Maggio 2023 di Ldf
Guerra tra etnie, licenziato l Imam, che fa causa. Risse per la gestione del centro Comina

PORDENONE - Prima le liti per aggiornare il libro dei soci, poi il licenziamento dell'imam Mohamed Hosny, egiziano, voluto alla guida della preghiera nella moschea pordenonese dalla parte maggioritaria dei fedeli musulmani, ma inviso ai vecchi soci, in gran parte legati alla zoccolo duro dell'etnia marocchina che storicamente ha gestito (e gestisce) l'Associazione e il Centro della Comina.

Ma non è ancora finita. Già, perchè si devono aggiungere le carte bollate visto che lo stello Imam si è rivolto alla giustizia per il riconoscimento di quelli che ritiene i suoi diritti. Non sono mancate le botte, scazzottate tra le due fazioni sia al Centro islamico che in altre parti e ogni venerdì, giorno della preghiera, tensioni continue, al punto che l'altro giorno, alla chiusura del Ramadam, la Questura per cercare di evitare problemi ha inviato sul posto cinque equipaggi coadiuvati dalla polizia municipale.


I NUMERI
Il centro islamico della Comina a Pordenone è senza dubbio uno tra i più difficili da gestire anche per una ragione di fondo: sono 23 le etnie che lo frequentano, quasi un record nazionale spesso in disaccordo tra loro, e pronte a fare alleanze a scacchiera creando ogni volta scenari nuovi. Per la verità questa diatriba sui soci vecchi e nuovi va avanti decisamente da parecchio tempo. Da aggiungere che numericamente i fedeli islamici in provincia di Pordenone sono migliaia. Erano di più prima della grande crisi e della pandemia, poi diversi, per la carenza di lavoro, se ne sono andati. Resta il fatto che nella Moschea di Pordenone si incrociano i fedeli residenti in città, quelli che arrivano dalla provincia pordenonese, quelli residenti in provincia di Udine e infine, ma non sono certo pochi, quelli che arrivano da diversi comuni del Veneto. Totale quasi tremila e cinquecento persone. Comprese le donne.


LE PRESENZE
Anche se complessivamente i fedeli islamici che vanno agli incontri religiosi in Comina sono parecchi, c'è subito da dire che nella giornata di preghiera del venerdì le presenze sono circa di cinquecento, seicento persone. Non sono poche, anche perchè una parte arriva da fuori provincia. Diversi i numeri che invece sono interessati nei momenti di aggregazione con ricorrenze religiose importanti. In questo caso si sale anche a duemila persone. Infine l'altro giorno, per la chiusura del Ramadam, al Centro islamico di Pordenone si sono presentate quasi tremila persone anche perchè è uno degli appuntamenti più importanti. Sino a qualche tempo fa a gestire la preghiera del venerdì, ma in generale tutte le cerimonie religiose, era stato assunto l'imam egiziano Mohamed Hosny. Come detto era stato voluto dalla parte dei fedeli in contrapposizione a chi, invece, gestisce il Centro ispamico. La sua presenza è durata sino a quando il vicepresidente dell'Associaizone, Ben Driss che sostituisce il presidente dimissionario, lo ha sospeso in via cautelare. Un provvedimento che ha subito sollevato ricorsi e contestazioni. Se è vero, infatti, che il vertice dell'associazione islamica ha facoltà di assumere, sospendere e licenziare l'imam è altrettanto vero che il direttivo della stessa associaizone non si rinnova dal 2017, quindi è ampiamente scaduto e - secondo gli avvocati dell'Imam - non autorizzato a procedere con provvedimenti di censura. L'Iman ha già vinto il ricorso e deve anche essere risarcito.

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