Teatri e cinema, ora basta una sedia vuota tra i posti occupati: cambiano le regole

Lunedì 6 Luglio 2020 di Redazione
Una sala cinematografica
TRIESTE - Cambiano le regole relative agli spettacoli, e il settore della cultura e degli show dal vivo può iniziare a pensare davvero all’uscita dall’emergenza. La Regione, infatti, ha nuovamente messo mano alle faq (le risposte alle domande frequenti, uno strumento utilizzato per specificare alcuni dettagli poco chiari delle varie ordinanze), impartendo alcune misure in grado di aiutare gli organizzatori di eventi. Si parla in questo caso delle regole in vigore per cinema e teatri, cioè spazi al chiuso disciplinati dalle linee guida della Conferenza delle Regioni. 
I DETTAGLI
L’aggiornamento è stato rilasciato all’inizio del mese e consente ai gestori di cinema e teatri di derogare alla regola dei 200 spettatori al chiuso, cioè alla normativa che aveva permesso all’intero comparto di riaprire i battenti dopo il periodo di lockdown. «Il numero massimo di spettatori per cinema e altri luoghi di spettacolo, all’aperto e al chiuso - si legge nel sito ufficiale della Regione - è determinato in relazione alla capienza della struttura, assicurando uno spazio libero tra sedute fisse e identificate e, in caso di sedute fisse e non identificate quali spalti e gradinate, con distanziamento interpersonale di almeno un metro tra bocca e bocca». Le regole cambiano così: “salta” il limite delle 200 persone e si introduce il concetto relativo alla capienza del singolo sito, sia esso all’aperto o al chiuso. Sarà sufficiente garantire una sedia libera tra le due occupate nel caso in cui si tratti di sedute numerate e identificabili, mentre in caso di gradinate non numerate sarà valido il distanziamento di almeno un metro tra le persone. Come sempre, le regole cambiano per le persone conviventi, che possono invece derogare alle norme sul distanziamento. Può essere, questa, una vera e propria boccata d’ossigeno per il comparto degli spettacoli, alle prese con regole sulla capienza massima che limitavano di molto le capacità attrattive nei confronti del grande pubblico. 
LE SPIAGGE FLUVIALI
Laghi e fiumi, spesso, in Friuli Venezia Giulia si caratterizzano per essere vere e proprie alternative al mare. Dall’area montana a quella di pianura, si aprono piccole spiagge libere appoggiate su laghi e fiumi di tutta la regione. Sino ad oggi non c’era una specifica in grado di chiarire le regole anti-contagio da applicare ai litorali fluviali e lacustri. E ora la Regione ha spiegato: valgono le stesse norme in vigore sul litorale marittimo. «Vanno applicate - spiega infatti la Regione - le stesse regole valide per la balneazione in mare». Quindi, riepilogando, è fondamentale il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro tra le persone, ed eventuali gestori di locali o di stabilimenti dovranno distanziare eventuali attrezzature e provvedere alla sanificazione. 
LE ALTRE NORME
Non cambia nulla per quanto riguarda l’utilizzo della mascherina, che rimane obbligatoria nei luoghi chiusi ma aperti al pubblico. In auto non è necessaria se si è da soli e se si viaggia con a bordo solamente conviventi. Bisogna indossarla, invece, se si accompagnano persone non conviventi. Importanti chiarimenti, invece, per quanto riguarda una situazione già in atto ogni sera. In considerazione del fatto che le linee guida approvate da tutte le Regioni affidano alla responsabilità individuale la posizione dei tavoli, è possibile collocarli in modo da assicurare almeno un metro di distanza interpersonale tra i clienti, ad eccezione dei conviventi e dei commensali appartenenti ad uno stesso gruppo. Rimangono ferme, per il resto, le altre disposizioni relative alla ristorazione. Ultimo aggiornamento: 07:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA