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Super bonus 110, finito l'effetto traino: aumentano i prezzi e le imprese sono costrette a fermare i lavori

Domenica 27 Marzo 2022 di D.L.
Super bonus 110, finito l'effetto traino - Foto di analogicus da Pixabay
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PORDENONE - Il super-bonus del 110 per cento rischia di vedere ormai esaurito il proprio effetto traino: gli ulteriori aumenti delle materie prime (nell'ultima settimana del 20% nel calcestruzzo e del 20% negli isolanti per i cappotti termici) stanno spingendo molti committenti a fermare i lavori e le imprese sono in difficoltà non solo per i costi ma anche per i tempi di consegna dei materiali. Inoltre, la norma prevede che la scadenza per le villette unifamiliari (la tipologia di interventi più diffusa sul territorio) sia al fine 2022 ma solo per chi ha realizzato il 30 per cento dei lavori a fine giugno di quest'anno. «Siamo in una situazione in cui - sottolinea il responsabile degli edili di Confartigianato Fvg, Alessandro Zadro lanciando un preoccupato allarme - il rischio è che vadano avanti solo i cantieri già avviati da e che non ne partano di nuovi».


LO STOP

Insomma, scansato il pericolo di una sola cessione del credito (ne sono possibili ora fino a tre) la misura sembra aver inciso meno del previsto. In Friuli Venezia Giulia a fine gennaio 2022 sono state asseverate tremila pratiche, molte meno rispetto a quelle stimate o in itinere. «Con gli stop e le incertezze normative che si sono susseguite dal suo esordio - aggiunge Zadro - abbiamo perso mesi importanti e ora si può già dire in parte concluso il suo effetto, posto che a giugno non è più applicabile per gli interventi sulle case private singole. Una scadenza che, dato il complesso iter burocratico e la difficoltà a reperire le materie prime, di fatto ha già posto un limite all'apertura di nuove pratiche. Anche se una pratica è già iniziata, il rischio è che i materiali arrivani dopo giugno e con costi forse ancora maggiori. L'impressione è che quel che c'è, c'è. Senza la possibilità, salvo forse per i condomini, di proseguire con tempi un po' più lunghi».


Fine del superbonus anche fine del traino economico dell'edilizia? «Se l'area di intervento è concentrata sul privato, il rischio è una rapida curva discendente: il grande boom del superbonus è legato a doppio filo alla cessione del credito - il capitale viene anticipato non direttamente da chi commissiona i lavori, ma appunto da chi acquista il credito. Tocchiamo con mano che le risorse proprie dei cittadini sono limitate. Del resto, con i rincari che ci sono stati e per i quali non è estranea una certa bolla speculativa legata proprio ai bonus - quanti possono permettersi di fare una casa che, pur senza pretese, oggi richiede dai 400mila a salire?». Come poter uscire da questo possibile empasse? «La risposta più semplice è la proroga dei bonus e della cessione del credito a strumenti strutturali. Ma forse dovremmo vedere oltre: ovvero che ci sia una più diffusa capacità di spesa, legata a salari adeguati e a condizioni lavorative più sicure nel tempo. Nel breve, poiché la transizione ecologica è una necessità e non una moda, sarebbe opportuno prevedere un prolungamento stabile di forme di agevolazione per gli interventi di ottimizzazione energetica. Inoltre, constatato il minor poter di acquisto delle famiglie anche per i maxi-rincari delle bollette, l'auspicio è che le risorse del Pnrr, impiegate per infrastrutture e riqualificazioni di borghi e aree, possano davvero far crescere l'economia locale, dando opportunità di lavoro». E qui il secondo appello degli artigiani edili. «L'appello è alla pubblica amministrazione, alla Regione Fvg e ai Comuni, perché trovino, all'interno di tutte le norme previste, le formule per rendere accessibili i bandi alle imprese artigiane e, più in generale, a quelle realtà che sono stabilmente insediate sul territorio. È un'occasione da vivere come protagonisti e non da comparse, di subappalto in subappalto».

Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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