Studenti "convocati" alla manifestazione antifascista. Il sindaco sbotta: «Strumentalizzati dagli estremisti»

Venerdì 7 Maggio 2021
Il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani
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PORDENONE - La scuola media Lozer di Torre non trova pace. Dopo il caso dell’aula jolly creata per far fronte alle normative anti-Covid ma finita sulle pagine della cronaca nazionale e in Parlamento dopo le proteste dei genitori, ora è la politica a gettare nuovamente un’ombra sulla secondaria del quartiere. E il “casus belli” è rappresentato da un fatto storico: le barricate antifasciste del 1921, quando il quartiere resistette alla violenza squadrista facendo scappare i fascisti erigendo dei veri e propri ostacoli fisici di fronte alla loro avanzata.

I FATTI
Cosa c’entra, dunque, la scuola Lozer di Torre? Sabato 15 maggio sarà celebrato il centenario dell’impresa di resistenza. Ad organizzare l’evento sarà La Casa del Popolo, che alle 10.30 di fronte ai cancelli del cotonificio di Torre darà il via alla manifestazione. Dopo l’introduzione storica curata da Gian Luigi Bettoli, alle 11.30 alla Casa del Popolo sarà scoperta e inaugurata una targa dedicata alla professoressa Teresina Degan, che più di altri si spese per portare la memoria del fatto storico risalente al 1921, cioè a un secolo fa. E fin qui, nulla di strano. Niente che fosse in grado di innescare una polemica. Il volantino della Casa del Popolo, però, si chiude così, annunciando «l’intervento degli alunni delle classi III E e III F della scuola media Lozer di Torre».

LA BAGARRE
È stata proprio la partecipazione degli studenti, annunciata dagli organizzatori, a provocare la reazione irritata del sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani. «Se fosse la scuola - ha tuonato ieri il primo cittadino - ad organizzare il momento storico, non ci sarebbe assolutamente nulla da dire. Ma che la partecipazione degli studenti sia messa in relazione con la Casa del Popolo, che tutto rappresenta tranne che una forza politica moderata, è inaccettabile. Si sta parlando di una frangia politica dall’identità politica estremista e ben definita». E ancora: «Sarebbe come se Casa Pound per il IV Novembre invitasse i bambini di una scuola a una sua manifestazione: esattamente la stessa cosa, inopportuna». Quindi un nemmeno troppo celato invito alla dirigenza scolastica: «Mi auguro che tutto questo sia un malinteso - ha detto Ciriani sui social network - che si possa chiarire». Successivamente, sollecitato sull’argomento, è andato ancora più a fondo: «Spero che la scuola non mandi i suoi allievi alla manifestazione», ha ribadito il primo cittadino. «Vorrei vedere se facessimo, che ne so, un convengo sull’immigrazione e chiamassimo i ragazzi. Bollerebbero sicuramente l’iniziativa come fascista». 

CONSEGUENZE
Insomma, una polemica rovente che potrebbe non essere finita qui, dal momento che mancano ancora dieci giorni allo svolgimento della manifestazione per ricordare la resistenza del quartiere di Torre alla violenza dello squadrismo fascista nel 1921. «La scuola è libera di organizzare l’offerta formativa ma non di strumentalizzare i ragazzi e di usarli come comparse per sodalizi estremisti - ha proseguito il sindaco Ciriani -. Un’iniziativa promossa da un’associazione smaccatamente politica coinvolge i ragazzi della media Lozer». 
Manca però il punto di vista della dirigenza scolastica. La preside della Lozer, Lucia Cibin, più volte contattata per un’opinione sui fatti, non è risultata raggiungibile. 

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