Studenti ammassati e alcuni rimangono a piedi: è caos sugli autobus nel primo giorno di scuola

Giovedì 17 Settembre 2020 di Redazione
Gli studenti in attesa del bus a Pordenone
PORDENONE - Se in classe è andato più o meno tutto bene, i veri disagi sono stati avvertiti a bordo degli autobus. È lì, nel giorno più importante, che alcuni ingranaggi del sistema di sicurezza sono saltati. Atap, che nelle ore precedenti la ripartenza delle scuole aveva annunciato un’operazione last-minute per aumentare le corse interurbane e aveva anche presentato sette nuovi mezzi a due piani, ha fatto il possibile. Ma a bordo non è sempre stato possibile rispettare le regole, e in alcuni casi i protocolli sono proprio saltati. A testimoniarlo, sono stati molti studenti intercettati sulla banchina della stazione delle corriere di Pordenone. Altri, invece, hanno fornito il racconto di una prima mattina vissuta in attesa di un autobus che successivamente non sarebbero mai riusciti a prendere. Non sono stati pochi, infatti, i ragazzi che sono arrivati a scuola in ritardo o che hanno dovuto fare ricorso a un passaggio dell’ultimo secondo in macchina, soprattutto dalle zone più periferiche della provincia. 
DISAGI
«La corsa del mio autobus - ha spiegato una studentessa residente a Spilimbergo - era programmata inizialmente alle 7.10, ma è stata cancellata. Sono arrivata a scuola alle 8.20». Quindi in netto ritardo rispetto all’orario previsto per l’entrata. Non un ottimo inizio. «C’è stata una gran confusione - ha ribadito un altro studente pordenonese -, con tragitti modificati e percorrenza nettamente allungata rispetto all’anno scorso». Ma qualcosa è saltato anche dal punto di vista del rispetto delle regole. Il trasporto pubblico, dopo un braccio di ferro tra Regioni, governo e Comitato tecnico scientifico, può essere espletato garantendo l’80 per cento della capienza dei mezzi. Per facilitare il rispetto delle norme, Atap ha inaugurato il conta-passeggeri, ma non è sempre bastato. In più di un caso, infatti, sono stati segnalati studenti in piedi (non sarebbe possibile) e riempimenti oltre la soglia consentita. Ciò è avvenuto soprattutto in prossimità delle scuole e nei viaggi d’andata. Quindi per brevi tratti. Al rientro dagli istituti, invece, l’applicazione delle norme è stata più severa, ma i disagi ci sono stati lo stesso. 
CONCITAZIONE
Attorno alle 13.30, nei pressi della stazione delle corriere di Pordenone, il sistema è stato messo severamente alla prova. Tanti studenti, in attesa della propria corsa per tornare a casa dopo la prima mattina di lezione, si sono ammassati (chi con la mascherina, chi senza) sulle banchine. All’arrivo dei mezzi, c’è stato l’assalto al sedile libero, ma molti sono stati costretti a rimanere a piedi proprio a causa della capienza esaurita. Ci hanno pensato controllori e autisti, a monitorare la situazione. Ma non sono mancati attimi di tensione. Fortunatamente, la maggior parte degli studenti di rientro dalle scuole è riuscita poi a trovare il mezzo successivo, garantito proprio grazie all’aumento delle corse deciso da Atap. Altri, invece, si sono arrangiati chiamando un genitore o un conoscente. Ma a valle di una giornata concitata, è sembrato essere proprio il trasporto il punto debole del sistema-scuola. 
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