In treno con il green pass, ma i no vax protestano: blindata la stazione

Martedì 31 Agosto 2021 di Davide Lisetto
Stazione blindata a Pordenone
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PORDENONE - Da domani Green pass obbligatorio anche per le scuole (docenti e personale, non per studenti), le Università e alcuni mezzi di trasporto. Tra questi ultimi anche i treni a lunga percorrenza. E proprio sui treni e sulle stazioni il fronte è caldo: nei messaggi dei gruppi no-green pass che circolano sui social anche le stazioni di Pordenone, Udine e Trieste vengono indicate tra le 54 che saranno “occupate” dai manifestanti anti-certificato verde. Allertate le Prefetture che stanno valutando - nelle ultime ore con i Comitati di ordine e sicurezza - eventuali interventi interforze.
 

L’OBBLIGO ESTESO
Oltre alle scuole scatta l’obbligo anche nelle Università. L’Ateneo di Trieste ha deciso di applicare rigorosamente la norma (anche se è prevista una sospensiva per settembre) secondo la quale il pass servirà anche per gli esami e le lezioni da remoto. Le novità nel settore dei trasporti sono limitatamente alla lunga percorrenza. Il certificato sarà per esempio obbligatorio per gli autobus che svolgono un servizio “in modo continuativo o periodico” su un percorso che collega più di due regioni, ma l’accesso sarà libero e senza restrizioni per chi si muove con il trasporto locale, e dunque su bus urbani, corriere e treni regionali. Mentre sarà obbligatorio sui treni a lunga percorrenza Frecce e interciry.
 

STAZIONE NEL MIRINO
C’è anche la stazione di Pordenone tra le 54 che in tutta Italia nel pomeriggio di mercoledì potrebbero essere bloccate dai no vax. Su Telegram infatti in queste ore sta correndo la protesta del gruppo “Basta dittatura”, che si oppone al Green pass per i trasporti a lunga percorrenza, previsto appunto dai primi del mese prossimo. «Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitu?. Allora non partirà nessuno», si legge nella chat che annuncia la mobilitazione. L’obiettivo dei no vax è chiaro: non solo protestare contro il Green pass ma intralciare il traffico ferroviario. È chiaro comunque che nel caso la manifestazione fosse massiccia, la partenza e l’arrivo dei treni potrebbe risentirne. Prefetture e Questure stanno valutando come intervenire, considerato che un blocco del traffico sarebbe inevitabilmente considerato a tutti gli effetti blocco di un servizio pubblico. Nel caso l’articolo 340 del codice penale prevede la reclusione da uno a cinque anni.
 

SOLO ALCUNI TRENI
L’obbligo di Green pass c’è solo per chi viaggia sui treni dell’alta velocità o sugli Intercity. Non sui regionali, anche se collegano regioni diverse. La verifica avverrà a bordo: il passeggero dovrà mostrare al controllore, oltre al biglietto, un certificato Covid valido. In base alle linee guida del ministero delle Infrastrutture, chi sarà trovato senza sarà invitato a scendere alla prima stazione utile e, nel frattempo, sarà spostato in uno spazio isolato. Sarà anche accusato di aver dichiarato il falso al momento dell’acquisto del biglietto, visto che in fase di prenotazione del posto si deve dichiarare di essere provvisti del Green pass. Oltre che impegnarsi a comunicare alla propria Asl l’eventuale insorgenza di sintomi Covid negli otto giorni successivi al viaggio. Per gli “irregolari” scatterà una prima multa da parte del controllore, per violazione delle regole di bordo, e poi un’altra sanzione, ben più pesante, sarà inflitta dalla Polizia ferroviaria, a cui saranno segnalati una volta arrivati in stazione. Per chi ha comprato il biglietto prima del 25 agosto e preferisce rinunciare al viaggio Trenitalia prevede il rimborso integrale, se richiesto entro il 30 settembre.

 

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