«Metto voi nel piatto», minacce di morte sul web per lo spezzatino d'orso nel menù del ristorante

I gestori si difendono: "È carne acquistata in Slovenia con le carte in regola"

Giovedì 1 Dicembre 2022 di Enrico Padovan
Spezzatino orso minacce titolare locale

TRAVESIO - Minacce di morte per lo spezzatino di orso. Per avere il polso della ferocia basta fare un giro sul web: un ciclone di odio da centinaia di commenti - in certi casi espressi con parole irripetibili - ha investito il ristorante Al Puntic in località Molevana, a Travesio. Il menù a base di orso, di cui Il Gazzettino ha dato conto nei giorni scorsi, proponeva carne di orso di provenienza lecita: arriva dalla Slovenia attirando commensali da tutto il Triveneto. Tra i tanti commenti che la vicenda ha scatenato anche quello della deputata Michela Vittoria Brambilla, presidentessa della Lega italiana difesa animali e ambiente. «Lo spezzatino d'orso servito in un ristorante del Nord Italia è una vergogna e un'aberrazione» ha scritto la deputata sui propri social network. «È assurdo pensare che un locale del Friuli Venezia Giulia cucini un piatto a base di orso: da parte delle autorità competenti devono essere messi in campo controlli più rigorosi e approfonditi per verificare la provenienza di queste carni». «È una specie protetta: importare la carne di orsi uccisi in Slovenia è un reato morale contro la natura che io condanno decisamente» ha proseguito Brambilla. «Gli italiani amano gli animali e non accetteranno un simile scempio».


GLI HATER

All'intervento della deputata ha fatto seguito una grande dose di odio da parte degli utenti del web nei confronti del locale. In molti casi i commenti di condanna sui social network sono sfociati in parole d'odio che vanno ben oltre il limite della civiltà, e sono arrivate recensioni negative da parte di persone che non hanno mai frequentato il locale. C'è persino chi, con nome e cognome, si è spinto fino a recensire il Puntic con una stella scrivendo «Dico solo una cosa... se eravate a Brescia... vi mettevo voi nel piatto non l'orso... cucivano cervella di mentecatto... come antipasto i vostri pargoli». L'ondata d'odio che ha investito il ristorante ha sorpreso e intimorito la titolare, Monica Paccagnella, che non si aspettava reazioni così dure e non le ritiene giustificate. «Ci sono state scritte cose terribili. E ci hanno attribuito etichette falsissime, come il fatto che odiamo gli animali. È assurdo: abbiamo diversi animali domestici e una stalla con asinelli da latte che amiamo moltissimo» ha raccontato. La ristoratrice ha sottolineato che il locale si limita a rispondere ad una domanda del mercato, «senza fare del male a nessuno. Gli orsi non vengono abbattuti appositamente per noi, acquistiamo la carne in una macelleria slovena a seconda delle disponibilità».


LA RABBIA
Monica, peraltro, ha fatto notare come il web abbia distorto la realtà facendo passare la carne di orso come l'unico piatto del Puntic: quello spezzatino, in realtà, è una pietanza che viene servita sporadicamente e su prenotazione, e il ristorante cucina molti altri capisaldi della cucina friulana. In risposta alle parole dell'onorevole Brambilla, la titolare del Puntic ha spiegato che secondo lei «il fatto che sia giusto o meno mangiare carne di orso rientra nella sfera morale ed è a discrezione di ognuno. Ma per quanto riguarda la legge e la provenienza delle carni c'è nulla che non va: è tutto in regola, ho la documentazione rilasciata dalla macelleria slovena che mi rifornisce». Nonostante in Italia e in Europa l'orso bruno sia un animale protetto, in Slovenia ogni anno viene autorizzata l'uccisione di una certa quantità di esemplari: tra il 5 e il 15 per cento della popolazione di orsi stimata.
 

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 10:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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