Impennata di smog in provincia, in 14 comuni scattano nuove limitazioni: ecco in quali arrivano le regole

Venerdì 19 Febbraio 2021 di Alberto Comisso
Inquinamento in città

PORDENONE E UDINE - Livelli di inquinamento alle stelle: scattano le misure di emergenza in 14 comuni della Destra Tagliamento. Chi si era illuso che l’ultima ondata di maltempo avesse contributo a tenere lontani smog e polveri sottili, è rimasto deluso. Del resto, però, era prevedibile che il calo delle temperature e la ripresa della circolazione stradale potessero comportare un repentino peggioramento della qualità dell’aria. Così da ieri (e fino a data da destinarsi) sono entrate in vigore le misure di emergenza stabilite dal piano antismog. Interesseranno non solo la città ma tutti i comuni che hanno aderito al Pac: Azzano Decimo, Casarsa della Delizia, Cordenons, Cordovado, Fiume Veneto, Morsano al Tagliamento, Pasiano, Porcia, Prata, Roveredo in Piano, San Quirino, San Vito al Tagliamento e Zoppola. Per contenere l’inquinamento sarà importante, per esempio, ridurre di 2 gradi la temperatura media impostata internamente agli edifici: quella massima impostata internamente agli edifici adibiti a residenza, uffici, attività ricreative, di culto e sportive non può superare i 20 gradi.
LUOGHI DI LAVORO
Negli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, invece, non può superare i 18. Sono esentati ospedali, cliniche, case di cura e di riposo, centri diurni, scuole o abitazioni in cui risiedono persone affette da malattie croniche. Così come sarà fondamentale non usare stufe a legna. La sostituzione della combustione domestica della legna con altre forme di combustibile o riscaldamento, se disponibili, è altamente auspicabile. Sono esclusi i dispositivi dotati di marcatura Ce a bassa emissione che rispondano alle caratteristiche emissive specificate nel Piano. Altra questione è quella relativa al divieto di accendere i fuochi all’aperto. A Pordenone, inoltre, sono in vigore i limiti alla circolazione all’interno del ring per i veicoli più inquinanti. E’ sufficiente tenere monitorata la pagina dell’Arpa Fvg, che ogni giorno in base alle centraline dislocate sul territorio tiene conto dell’incidenza di biossido di azoto, pm10 e pm 2.5, per capire che la situazione si sta facendo sempre più seria. Specie durante i mesi più freddi dell’anno. Servirebbero, a questo punto, misure più incisive e restrittive da parte delle amministrazioni comunali e un maggior senso civico da parte dei cittadini. Ma anche maggiori controlli da parte della polizia locale. Più volte sollecitati ma, di fatto, ostacolati per una questione tecnica ma anche numerica: le rilevazioni, all’interno delle abitazioni, devono essere eseguiti da un agente di polizia locale e da un manutentore, ovvero da un tecnico specializzato che sappia, all’occorrenza, smascherare i furbetti. E che, attraverso una strumentazione adeguata, legga la temperatura indipendentemente da quanto indica il termostato. Se già prima erano difficili, ora, con la pandemia da Covid-19 in corso, saranno di fatto impossibili. La volontà, al di là di tutto, è quella di dare un segnale forte: nuove regole per ridurre le emissioni nocive e respirare meglio tutti. Non sarà però facile: se da una parte sono sempre più le amministrazioni civiche che si stanno compattando per limitare l’inquinamento, specie durante il periodo autunnale e invernale, dall’altro non è facile mettere tutti d’accordo attorno a un tavolo. Ogni amministrazione, infatti, ragiona in base al proprio territorio e, ovviamente, alle dinamiche interne. A Pordenone, entro il 2022, verranno installate (all’interno del bando per la gestione dell’illuminazione pubblica) centraline in grado di rilevare il passaggio dei veicoli e il livello delle polveri sottili nell’aria. Sensori che invieranno puntualmente informazioni al Municipio che, dati alla mano, in caso di necessità potrebbe indicare la chiusura del traffico in alcune zone della città.

 

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