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Siccità in Friuli, l'incredibile spreco dei pozzi artesiani: ecco come vengono buttati milioni di litri d'acqua al giorno

Mercoledì 22 Giugno 2022 di Loris Del Frate
Una fonte

Dieci milioni di litri d’acqua persi perchè i tubi sono vecchi e spandono e poi ci sono altri altri 150mila litri al secondo buttati via. Se nel tempo in regione e in provincia ci fosse stata una gestione più rigida, seria e ragionata, oggi non avremmo alcun problema legato alla siccità. Sembra impossibile, eppure è così. Già, perchè gli acquedotti dei 20 Comuni della provincia di Pordenone gestiti da Hydrogea, perdono dalla fonte sino ai rubinetti delle case il 50 per cento dell’acqua. Un disastro pur in linea con la media dello spreco al Nord e decisamente meglio rispetto al Centro e al Sud d’Italia dove la perdita in alcuni casi supera il 65 per cento. Ma il peggio, sul fronte dell’acqua buttata letteralmente via, arriva ora. Gran parte dei pozzi artesiani di cui ampie zone del Friuli Venezia Giulia sono ricche, hanno un getto continuo, 24 ore su 24. Tutta acqua sprecata che non viene assolutamente recuperata perchè spandendosi a terra non riesce ad arrivare sino alla falda che, almeno per l’acqua potabile, si trova almeno a 120 metri sotto terra. Ebbene, i pozzi aresiani disperdono 150mila litri al secondo.


LA SOCIETÁ


La società pordenonese che gestisce l’acqua in 20 Comuni della provincia ha un movimento di 20 milioni di litri all’anno. Un numero decisamente alto di cui il 50 per cento viene disperso. Come dire che dall’acquedotto o dalle sorgenti di montagna non raggiunge mai i rubinetti delle case. Il perchè è presto spiegato: i tubi vecchi perdono la metà dell’acqua. «È vero - spiega l’ingegnere Mauro Trevisan, direttore di Hydrogea - il 50 per cento dell’acqua viene perso nel passaggio attraverso gli impianti. Per la verità - aggiunge - nei 10 milioni di litri che finiscono sul terreno e non si recuperano, vengono conteggiati pure quelli degli impianti montani, dove l’acqua cade per gravità e non viene emunta come negli impianti di pianura. L’acqua delle fonti montane non dovrebbe essere conteggiata tra quella persa. In ogni caso - va avanti Trevisan - la nostra media è più o meno identica a quella del Nord Italia. Discorso diverso, invece, per la città di Pordenone che di fatto detiene un record positvo perchè lo spreco, grazie a diversi lavori e al fatto che l’acquedotto è meno vetusto degli altri, è contenuta al 10 - 12 per cento». Resta da capire perchè non vengono sostituiti i tubi delle condotte dove ci son delle perdite. «Lo stiamo facendo e stiamo anche lavorando a un piano per individuare i punti più critici ai quali dare priorità. Hydrogea ha una rete di condotte di circa 1300 chilometri. Ogni anno, al massimo, è possibile sostituire 5 chilometri per le incombenze burocratiche, l’apertura dei cantieri e tutto il resto. Per sostituire solo la metà delle condotte servirebbe più di un secolo. Senza contare i costi».


LA FALLA PRINCIPALE


È la falla principale. Sul territorio regionale ce ne sono circa 50mila. «L’acqua del pozzo artesiano, soprattutto in alcune zone del Friuli - conclude il direttore di Hydrogea - esce a getto continuo. Il calcolo è semplice: lo spreco è di 3 litri d’acqua al secondo che moltiplicato per i 50 mila pozzi fa 150 mila litri al secondo, 9 milioni di litri all’ora. Uno spreco enorme». Come dire che con tutta quell’acqua che viene buttata via si potrebbe affrontare e risolvere senza problemi la siccità che sta colpendo duro anche i nostri territori».

 

Ultimo aggiornamento: 16:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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