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Allarme siccità in Friuli, ecco come saranno spesi i primi 12 milioni dello stato di emergenza

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Loris Del Frate
Siccità
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Lo stato di emergenza decretato l’altra sera dal Governo e che interessa anche la Regione Friuli Venezia Giulia, farà arrivare nelle casse in tempi brevi 4.2 milioni di euro. Sono soldi che serviranno per realizzare interventi in alcuni casi anche strutturali che dovrebbero consentire di affrontare l’emergenza siccità che sta picchiando duro sui raccolti in particolare quelli di mais e soia. I 4.2 milioni andranno a sommarsi a quelli che ha già stanziato la Regione dopo aver sentito le aziende che si occupano del ciclo integrato dell’acqua e i tre Consorzi di bonifica sul territorio. È stata stilata una lista di circa 120 opere per le quali sono a disposizione 12 milioni e mezzo di euro.


L’ASSESSORE


«Ora - spiega il responsabile della Protezione civile, Riccardo Riccardi - quando avremo in mano il documento approvato l’altra sera dal Consiglio dei ministri capiremo come e dove potremo investire i soldi che arrivano da Roma. Si tratta di opere necessarie per contrastare l’emergenza, quindi di lavori da fare in tempi veloci. Abbiamo già chiesto alle aziende che gestiscono gli acquedotti una lista delle priorità. Dovremo essere operativi nel minor tempo possibile».


I LAVORI


I 4.2 milioni di euro saranno impegnati subito. Gran parte delle richieste fatte dalle aziende sono rivolte a opere necessarie per ripristinare tratti di condotte dell’acquedotto in provincia di Udine, mentre nel pordenonese sono quattro i lavori urgenti, tutti legati all’abbassamento delle falde. Il primo è la costruzione di un bypass a Tauriano in modo da collegare l’acquedotto della Val D’Arzino con quello di Spilimbergo che in questo momento è uno dei comuni maggiormente in difficoltà. Le falde si sono abbassate anche di 20 metri. Il secondo e il terzo intervento sono invece strettamente collegati. Si tratta di realizzare due pozzi per recuperare acqua e spingerla negli acquedotti che servono Caneva e Polcenigo. Infine l’ultimo è a sostegno di Roveredo e prevede di attingere l’acqua dalla canaletta del Cellina - Meduna, filtrarla con un apposito macchinario e poi rilasciarla nell’acquedotto roveredano. Come detto a disposizione per questi lavori che sono in tutto oltre un centinaio sull’intero territorio regionale a disposizione ci sono complessivamente 12 milioni di cui 4.2 che arriveranno subito dal Governo.


LE FONTANE


Hydrogea invierà nei prossimi giorni ai 22 sindaci dei Comuni nei quali gestisce il ciclo integrato dell’acqua una lettera con la quale chiede ai primi cittadini di chiudere subito le fontanelle a getto continuo. Potranno restare a disposizione delle persone solo quelle con il pulsante in modo da regolare la chiusura e non sprecare. La stessa cosa faranno tutte le altre aziende sul territorio regionale in modo da avere in tempi brevi la chiusura totale delle fontanelle. «Del resto - spiega l’ingegnere Mauro Trevisan, direttore di Hydrogea - non possiamo ordinare ai cittadini di non bagnare i giardini e poi magari vicino a casa si ritrovano una fontana a getto continuo. Vista l’emergenza vanno chiuse».


I BACINI


È fondamentale realizzarli subito senza avere un grande impatto ambientale. I siti non sono stati ancora tutti individuati, ma la Regione ha già una lista e tra gli investimenti futuri è previsto anche questo lavoro fondamentale per trattenere l’acqua piovana e avere una “vasca” per il rifornimento dell’acqua in caso di emergenza. Discorso diverso, invece, il riutilizzo delle cave dismesse che eviterebbero di dover realizzare nuovi buchi sul territorio. Il percorso, però, non è facile perchè i gestori, anche se l’impianto è dismesso, vogliono parecchio soldi ai quali si deve poi aggiungere il costo dell’impermeabilizzazione.


RAZIONARE L’ACQUA


È l’intervento più estremo perchè di tratta di ridurre l’erogazione nelle case. La razionalizzazione dell’acqua ad uso domestico, però, non è esclusa. «La siccità è un problema molto serio - spiega l’assessore regionale Riccardi - e come tale va affrontato. Per questo non è possibile escludere nulla, tutto dipende dalle precipitazioni. Se arriveranno non servirà, in caso contrario non posso escludere anche provvedimenti di questo tipo». Un dato: oggi l’erogazione è di circa 200 litri a testa. In caso di razionamento si scende a 50 al giorno. Per una doccia se ne consumano 35.

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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