Boom di iscritti nelle scuole più alla moda della provincia, ma le aule non ci sono

Domenica 26 Gennaio 2020 di Marco Agrusti
La facciata principale dell'istituto scolastico Carniello di Brugnera
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PORDENONE - A meno di una settimana dalla chiusura della prima fase delle iscrizioni agli istituti superiori, la scuola pordenonese è di nuovo nell’emergenza. E il fulcro di una situazione paradossale si trova a Brugnera, nel cuore di una delle zone economico-produttive più importante di tutta la Regione: il distretto del mobile. Il controsenso è tutto in due dati: da un lato il boom di iscrizioni; dall’altro una scuola troppo stretta e piccola per accogliere gli studenti. Così uno degli istituti che garantisce la maggiore percentuale di sbocchi lavorativi al termine del percorso di studi rischia di non essere all’altezza delle richieste. 

L’ALLARME
l’Ipsia Carniello di Brugnera sino ad oggi conta iscrizioni per sette prime classi che inizieranno gli studi a settembre. È il record storico per la scuola del mobile. E il turbo è stato inserito grazie all’indirizzo di grafica, che sta facendo registrare successi che vanno oltre le aspettative. E purtroppo anche oltre le possibilità tecniche di un edificio diventato inadeguato. «Dobbiamo anche quest’anno immaginare delle soluzioni con l’Uti e il Comune - spiega la dirigente Simonetta Polmonari - e confidiamo in un intervento della Regione». Gli studenti dovranno emigrare, perché le quinte che usciranno sono soltanto due, e i conti ancora una volta non torneranno. Impossibile pensare a una nuova struttura per settembre. «Ma la Regione - ha assicurato ieri il consigliere Alessandro Basso - ha seriamente preso in mano la situazione e grazie anche all’impegno dell’ex sindaco Ivo Moras stiamo andando verso una risposta concreta e seria a questo problema». Ci si riferisce ai lavori necessari alla realizzazione di un ampliamento della struttura di Brugnera, con un cospicuo investimento da Trieste. Ma pur stringendo i tempi, non si riuscirà a dare una risposta entro l’avvio del prossimo anno scolastico. 

IN CITTÀ
Altrettanto spinoso il caso di un’altra scuola votata all’immediata immissione degli studenti nel mercato del lavoro. Si sta parlando in questo caso del liceo artistico Galvani di Cordenons, con i suoi indirizzi diversificati che attirano già da tempo molti studenti anche da fuori regione, specialmente dalle zone del Veneto che confinano con la provincia di Pordenone. La sistemazione che l’Uti del Noncello ha individuato a partire dal 1 febbraio per il biennio, cioè i locali inseriti nel palazzo che ospita anche l’hotel Santin di Pordenone, possono funzionare per il numero attuale di studenti. Lo spostamento era necessario per liberare l’ex sede dei primi due anni, interamente circondata dal terreno del Grigoletti e costituita da semplici container, ma andrebbe nuovamente in sofferenza se - come si augura il mondo della scuola - gli iscritti aumenteranno e il gradimento per l’offerta formativa pure. 
In quel caso ci si troverà di fronte a una seconda emergenza proprio in una scuola che funziona. Ed entro settembre non sarà naturalmente pronta quella che è stata immaginata come la soluzione buona per ogni emergenza legata all’edilizia scolastica, cioè la nuova struttura interna al vecchio Grigoletti, che nei programmi dovrebbe essere una specie di “edificio jolly”. In definitiva, a fronte di un mondo della scuola che in provincia - a livello didattico - riesce non solo a vivacchiare, ma anche a rinnovarsi e a diventare più utile al mercato del lavoro, c’è un comparto pubblico che si dimostra ancora una volta in ritardo quanto alla rapidità delle risposte che è in grado di dare alle famiglie e ai ragazzi.  Ultimo aggiornamento: 10:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA