Sanità, lo sciopero adesso è completo: si fermano anche gli infermieri

Giovedì 16 Luglio 2020 di Redazione
Lo striscione di ringraziamento dedicato a medici e infermieri in ospedale a Pordenone

PORDENONE - Allo sciopero della sanità pubblica del 24 luglio ci sarà anche il Nursind. Dopo i primi tentennamenti, il sindacato delle professioni infermieristiche ha dato l’adesione alla manifestazione che si terrà dalle 9.30 alle 12 in piazzetta del Portello. Proprio sotto l’ufficio del direttore generale dell’Asfo, Joseph Polimeni. Un film già visto, il mese scorso, quando era stato organizzato un presidio sindacale. L’inizio di uno strappo, di una frattura al momento non sanabile. 
LE TAPPE
Ci ha provato anche il prefetto Maiorino a fare da paciere. Non è bastato. Ora ad allungarsi è la lista degli scontenti. Di coloro - medici, infermieri, oss e tecnici - che non sono per nulla soddisfatti delle politiche portate avanti dalla direzione generale dell’Azienda sanitaria. Non sono bastati piccoli segnali di apertura di Polimeni nei confronti delle sigle sindacali, che da tempo stanno dicendo «no» alle politiche dei tagli e della riduzione del personale che colpiscono la sanità. Hanno detto «sì», invece, alla garanzia di ferie per chi ha lavorato senza sosta nel periodo di piena emergenza Covid e all’implementazione dell’organico. Le principali organizzazioni sindacali si sono confrontate sulle problematiche di Asfo. Il Nursind ha sciolto le riserve e ha annunciato l’adesione allo sciopero. È stato proclamato per fare sentire la propria voce rispetto alle posizioni di chiusura confermate dalla direzione di Asfo. «Le relazioni della direzione dell’Azienda con le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori sono da mesi disastrose: stiamo assistendo allo sgretolamento della sanità pordenonese - hanno commentato i sindacalisti Gianluca Altavilla (Nursind), Daniela Antoniello (Cisl), Pierluigi Benvenuto (Cgil) e Bruno Romano (Uil) -. Lo tsunami Covid-19 sarebbe dovuto essere di insegnamento: bisognava puntare ad assumere personale, potenziando le dotazioni organiche, invece abbiamo assistito a ben altro, con contratti a tempo determinato fatti scadere, assenza di programmazione di assunzioni, reparti e servizi sguarniti di personale e che non riescono a soddisfare le esigenze di salute della popolazione. Quindi il problema delle ferie estive, che sono un diritto soprattutto dopo la pandemia, invece in molte strutture sono a rischio e in altre non possono essere fruite». 
I CONTI
Altro tasto dolente a detta dei sindacalisti è il bilancio 2019 «chiuso in negativo, che non è stato ripianato dalla Regione (è l’unico in Fvg) e ha comportato una perdita di incentivi economici per i lavoratori». Le forze sociali chiedono assunzioni di personale. «Ricordiamoci che non c’è più il vincolo del tetto sulla spesa sul personale (decreto Calabria) e dell’appianamento del bilancio 2019 al fine di riconoscere un’incentivazione economica ai lavoratori - hanno rammentato -. L’assessore regionale alla Salute deve intervenire e correggere profondamente le scelte della direzione aziendale che penalizzano il personale e i servizi. A seguito dell’emergenza erano stati garantiti potenziamento e valorizzazione dell’offerta sanitaria e dei suoi operatori: questo non sta accadendo». Infine l’appello: «Invitiamo i lavoratori a scioperare e manifestare sotto l’Azienda assieme anche alla Rsu aziendale, al sindacato dei medici di Cgil, Cisl, Uil, Aaroi e alla dirigenza Fedirets delle categorie dei lavoratori somministrati». Un invito che dovrebbe spingere ad incrociare le braccia qualche centinaio di dipendenti. 

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